Aprile 2019

UN POLO PER L'AUTISMO A RIETI, FESTA DI QUARTIERE E COMUNITÀ

solidarietà

(di Gre.gra) C’è un quartiere che fa bene. A chi? A tutti. A chi lo vive, a chi ci passa e a chi ci semi-risiede, mettiamola così.

Parliamo della comunità che si dipana dall’emblematica Via delle Stelle dove c’è una casa e nei giorni buoni, come in quelli cattivi, all’ora di merenda profuma di pizza calda. E’ il Centro di Sant’Eusanio, un posticino nel quale vive una grande realtà: quella dei ragazzi,  affetti da disabilità che una volta approdati lì trovano nuovi stimoli.  La realtà semi-residenziale nasce da una falla del sistema che stimeremo al ribasso definendola enorme, la mancanza di sostegno per tutti coloro che, al termine del percorso scolastico, non avrebbero modo di poter socializzare, relegati in casa, soli.

E invece a Rieti no. La ciurma guida da Virgilio Paolucci di Loco Motiva, anima vitale e spregiudicata che ci espone al contagio del terzo settore e della cittadinanza attiva, colma, appiana e sistema i fattacci spazzando via la solitudine e la compassione bonaria. C’è urgenza di vita a Sant’Eusanio. Ed ecco che i ragazzi, dapprima guardati con sospetto nelle viuzze abitate da una popolazione non più giovanissima si trova oggi travolta dai colori e dalla collaborazione operosa. Quadri sui muri dei palazzi, ragazzi che aiutano la vicina a stendere i panni e via a comprare il pane. Fino ad oggi, dove, per qualcuno, arriverà anche la residenza, potenziando una realtà già esistente.

E’ stato inaugurato oggi il Polo Autismo Rieti, con due novità: una struttura che accoglierà stabilmente 5/6 persone, la Comunità Laudato Sì e il Repair Cafè, dove laboratori integrati aperti al quartiere con annessa caffetteria andranno ad integrare quelli di Sant’Eusanio.

La struttura residenziale sarà ricavata da un appartamento in via S. Eusanio n°1, il caffè laboratorio sorgerà nella Chiesetta sconsacrata in via delle Stelle n°28. I due immobili sono stati concessi in comodato da Chiesa di Rieti e ATER, saranno attrezzati e riadattati in modo funzionale allo specifico uso dalla Fondazione Varrone, che si è impegnata nella ristrutturazione, e da una call di piccole imprese e aziende edili di Rieti.

Il Vescovo Domenico Pompili, oggi ha commentato: ”Si sale di livello, si tocca infatti il tema di chi, adulto e disabile, non ha casa e si comincia a porre l’accento sul dopo di noi . La comunità si chiamerà Laudato Sì e in questo c’è il senso dell’esperienza che  vogliamo fare, di apertura nel segno della condivisione e della sostenibilità.”

La Prefetto, Giuseppina Reggiani, ha invece sottolieato come il rimpiego e la nuova veste dove sorgerà il Polo ha di fatto allontanato il rischio di spopolamento e desertificazione ed rinsaldato una sicurezza che viene dal basso: “Un quartiere abitato, un quartiere con servizi è un quartiere più sicuro”.

Al Presidente della Fondazione Varrone l’analisi circa le operazioni di welfare: “La Fondazione Varrone si è impegnata a sostenere le spese per l’arredo degli spazi e per il funzionamento delle strutture. “Il Polo dell’Autismo è una delle operazioni in cui come Fondazione ci sentiamo più coinvolti, per ciò che può rappresentare per le famiglie in termini di sicurezza e serenità. Questo è un primo, significativo esempio di welfare sociale che ci indica non solo una direzione ma anche un metodo: dare servizi alla comunità e darli insieme, pubblico, privato e terzo settore”

L’Ater di Rieti, non appena contattata, ha immediatamente sposato l’idea dell’associazione Loco Motiva riconoscendone l’alto valore sociale e la significativa innovazione in termini di inclusione sociale e assistenza ai più deboli – ha detto il commissario straordinario Giancarlo Cricchi – essere partner di questo progetto consente alla nostra Azienda di dare un contributo determinante ad un’iniziativa che da un lato impreziosisce e amplia la cura delle persone sul territorio e dall’altro valorizza un quartiere storico di Rieti”


“Il motore e l’ispirazione del centro Sant’Eusanio lo conoscete - ha detto il presidente della Loco Motiva Virgilio Paolucci, citando l’esperienza del figlio Andrea, che nonostante la gravità della sua patologia ha completato brillantemente gli studi universitari ed ha un ruolo importante nella comunità - Grazie al protocollo di intesa che sottoscriveremo stasera andremo ad aprire una comunità residenziale quasi unica nel suo genere: ovunque vengono sistemate in casali in campagna o in luoghi isolati. Noi abbiamo scelto di aprirla in questo quartiere, dentro le mura di Porta d’Arce e la chiameremo Comunità Laudato sì, perché i principi che ci muovono sono quelli dell’enciclica di Papa Francesco dedicata all’ambiente e dell’esperienza che da essa hanno voluto trarre il vescovo Domenico e Carlo Petrini nel fondare le omonime comunità”. 

Una festa di comunità e di quartiere, una bella giornata per la Città.

 

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