Giugno 2020

UN DIRITTO CALPESTATO NELLE CASE FAMIGLIA

L'interruzione dei rapporti genitori-figli

società

(di Stefania Santoprete) Si sta verificando un fenomeno particolarmente grave dal punto di vista Costituzionale, assai discusso anche nell’ambito della Magistratura: con il covid-19 gli incontri tra genitori e figli all’interno delle case famiglia sono stati bloccati. Recentemente è stato proprio un giudice il dott. Raffaele Focaroli, presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, a sollevare il problema, a tal punto che, proprio in due procedimenti che vedeva coinvolto lo stesso giudice durante le fasi istruttorie, due famiglie reatine sono tornate a riabbracciare i loro figli. “I provvedimenti del Tribunale possono essere sicuramente limitativi – spiega a Format il dottor Focaroli- ma, il più delle volte, garantiscono comunque un normale rapporto tra gli attori familiari. Infatti, a un genitore tossicodipendente o alcoolista al quale si prescrive un percorso al Sert, momentaneamente non in grado di accudire un figlio, non si può precludere di incontrarlo.

Improvvisamente questi rapporti si sono interrotti per salvaguardare la salute collettiva, andando a ledere però un diritto fondamentale, il diritto, cioè, alle relazioni familiari riconosciuto dalla Costituzione e dalla Carta Internazionale dei “Diritti dei Bambini”.

Ancor prima che fossero emessi tali provvedimenti, il giudice è stato contattato dal quotidiano Repubblica, dal Tg3 e dallo Studio Cataldi che si interessa di questi aspetti giuridici in ambito nazionale: tutti hanno pubblicato le sue interessanti interviste sull’argomento.

In questa quarantena la parola ‘bambini’ è stata poco pronunciata. Figuriamoci se qualcuno si sia occupato di quelli maggiormente fragili, quelli accolti in casa famiglia. Moltissime le figure parentali a cui in questi due mesi sono state sospesi gli incontri con i minori ospitati. Sarebbe opportuno fare una ricerca e scoprire in quanti effettivamente possano aver goduto di quei sistemi alternativi segnalati come ‘collegamenti da remoto’ sostituendo l'incontro diretto con una videochiamata o con una semplice telefonata. “Se si fossero adottati subito i dispositivi di sicurezza, quei colloqui, brutalmente ed ingiustamente interrotti, si sarebbero potuti svolgere senza alcuna difficoltà. Ci sono, poi, minori che, pur collocati in casa famiglia, hanno, nell'ambito della loro specifica situazione, il diritto di tornare a casa il fine settimana. Anche a questi bambini e ragazzi è stata negata la possibilità di farlo”.

Di fatto, quanto dichiarato dal giudice, è stato già denunciato dalla deputata del gruppo misto Giannone, che ha sottolineato, come con il DI Cura Italia, ora divenuto legge, è stato inserito un emendamento, all’articolo 83, che inserisce la lettera 7bis. Nel testo “si sospendono fino al 31Maggio 2020 gli incontri tra genitori e figli in spazio neutro”.

Questo conferma come durante il periodo di restrizione imposto dal governo, ci si sia scarsamente occupati del settore sociale. “Privare un bambino di incontrare i propri genitori, se pur limitati nella loro funzione, è stato, ed è, un sacrificio che non si ripercuote soltanto sulle famiglie, ma, in particolare modo, sul minore stesso. Questo traduce - continua Focaroli- una lesione affettiva con danni che possono ripercuotersi sull’equilibrio e lo sviluppo psicologico dei piccoli soggetti. La nota positiva, istituzionalmente importante, sta nel fatto che il tribunale per i minorenni ha continuato a garantire tali diritti nella sua incessante attività giudiziaria. Rimane, purtroppo, la lesione di quei diritti fondamentali, sui quali, si sarebbe dovuto discutere con maggiore approfondimento nell’ambito delle direttive emesse dal governo. Sono d’accordo - afferma Focaroli- che vadano sospesi gli incontri tra un genitore violento ed un figlio, anche a tutela delle donne che subiscono violenza, ma in altri casi, non c’è motivo questo avvenga.”

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