Luglio 2020

PERSONE & PERSONAGGI

UN CONVEGNO SU "STRAMPELLI, LA VISIONE DELLA RIVOLUZIONE VERDE"

L'intervento del presidente Comitato 'Strampelli' Tito Cheli

storia

Trasformare l’istituto Strampelli di Campomoro in Capitale della cerealicoltura e dell’innovazione genetica è stata la proposta del Centro di Ricerche interuniversitario in Scienze Ambientali e Biotecnologiche al convegno “Nazareno Strampelli, la visione della rivoluzione verde” nei giorni scorsi nella sede dell’Università agraria di Corese Terra, frazione del Comune di Fara Sabina.
Al convegno, coordinato dall’agronomo Enrico Martinoli, già consigliere dell’ex Cra, oggi Crea (Centro Ricerche Economia Agricola) hanno partecipato esponenti del mondo agricolo ed esperti di genetica, oltre a rappresentanti di ordini professionali del settore agricolo. Ha partecipato al convegno anche l’ex corrispondente da Rieti della Rai, Tito Cheli, quale presidente del Comitato Cittadino “Nazareno Strampelli”, Comitato che dal 2016 si sta interessando al rilancio dell’istituto nel mondo della cerealicoltura. Questo il suo intervento:

"Nazareno Strampelli, una figura storica da riconsiderare nella Cultura della Sabina! Certamente sì, se la cultura si considera essenziale strumento di formazione di base e di preparazione e non soltanto presuntuosa espressione di un evanescente “io” personale.
Sappiamo che, l’illustre scienziato, è arrivato a Rieti nel 1903, ottenendo il titolo della istituzione di  una cattedra ambulante sperimentale di Granicoltura da parte del Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, dotata di un fondo di 7.500 lire. I primi studi di Strampelli ebbero un inizio duro: inizialmente lo studioso fu costretto ad alloggiare in un albergo, e dopo molta insistenza ottenne dal Comune di Rieti tre stanze all'interno della Cassa di Risparmio locale. Tra l'ottobre del 1903 e l'aprile 1904, l'unica dotazione della Cattedra fu uno sgabello in legno. Nonostante la carenza di attrezzature, Strampelli alla fine del 1904 aveva già sviluppato 53 ibridi diversi. L'anno successivo furono 112, e 134 nel 1906.
Lo studioso ottenne dal principe Ludovico Spada Veralli Potenziani alcuni terreni da adibire a colture sperimentali in località Setteponti, lontani da Rieti ma adatti allo scopo.
E’ li che, venuto a conoscenza dei lavori di Gregor Mendel (biologo, matematico e monaco agostiniano ceco di lingua tedesca, considerato il precursore della moderna genetica per le sue osservazioni sui caratteri ereditari), Strampelli cominciò a sviluppare alcune specie di frumento ibrido, con lo scopo di risolvere i problemi che allora assillavano il mondo dell'agricoltura, principalmente legati alla limitata produttività delle colture e alle numerose malattie e flagelli stagionali.
Dal giugno del 1907, la cattedra ambulante venne convertita in una Stazione sperimentale di Granicoltura e, nel giugno del 1919, lo studioso fondò a Roma  l'Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura, dove sviluppò ulteriori studi su nuovi grani duri e teneri. Strampelli mantenne la direzione del centro romano,
Nel 1926 morì Carlotta Parisani, moglie di Strampelli e sua più importante assistente, discendente della famiglia Bonaparte da parte di Luciano, fratello di Napoleone.
Nel 1929 il Gran Consiglio del Fascismo e Mussolini  avrebbero sottoposto il  nominativo dello scienziato al sovrano per la nomina a Senatore del Regno. Strampelli tuttavia ne fu grandemente turbato e scrisse al Duce dicendosi "assolutamente negato per la funzione di deputato" 

«Mi permetto rivolgere alla E.V. preghiera perché voglia, nel fare eliminazioni, tener presente anche le mie dette qualità assolutamente negative e lasciare il posto che potrebbe essere assegnato ad altri che, avendo più tempo e più capacità di me possa più degnamente e più efficacemente rappresentare la Federazione in Parlamento ed essere nel Campo politico, maggiormente utile al nostro Paese
Comunque, la candidatura venne ribadita da Mussolini e approvata dal Sovrano. Così, Strampelli dal 1929 fu chiamato ad occupare un seggio al Senato.
Nonostante fosse un'autorità nel campo della genetica, Strampelli non figurò fra i firmatari del Manifesto della Razza.
Morì nel 1942, suscitando notevole cordoglio e commozione in Italia. I funerali si svolsero in forma solenne, ma in maniera estremamente austera. 
Oggi, a Rieti, a testimoniare l’opera scientifica del grande genetista c’è lo stabile di Campomoro dove  le centinaia di spighe e di grani sono da sempre conservate grazie al Comune  di Rieti che annualmente sostiene le spese del riscaldamento per mantenere la dovuta temperatura nei locali. Quello che preoccupa è il futuro dell’immobile dove si dovrebbe trasformare il “Tempio del grano” in uno dei tanti laboratori per la ricerca olivicolo-olearia.-  Ed è cosi, con questo inappropriato cambio d’uso e di destinazione, che i protagonisti della “cultura dell’io” affermano orgogliosamente di farlo per il bene della città, per mantenere vivo il ricordo di Nazareno Strampelli.
Non sanno che oggi in più parti del mondo, anche grazie alla riscoperta dei “grani antichi” la ricerca del genetista Strampelli è tornata a rivivere, in modo particolare grazie all’obiettivo della ricerca di oggi: la qualità.
E grazie a questa nuova prospettiva, lo Strampelli di Campomoro, potrebbe avere una nuova rinascita.

Tornando al campo della genetica, c’è da sottolineare come la Città di Rieti abbia perso, negli anni, un’altra eccellente occasione. 
Una recente notizia ci informa che il dottor Leonardo Caproni ha vinto il Premio SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria 2020 “Carlo Jucci”)  per la migliore pubblicazione su rivista scientifica internazionale nel campo del miglioramento genetico degli organismi di interesse agrario.
Leonardo Caproni è assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3) dell’Università di Perugia nel gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Valeria Negri e l’altro coautore, il dottor Andrea Carboni, afferisce al Research Centre for Cereal and Industrial Crops (CREA) di Bologna.
Di certo, una notizia sconosciuta per quanti, nella città “Capitale dei Sabini” si professano sostenitori  di Nazareno Strampelli, il vero ”padre della rivoluzione verde”,  soltanto perché si tratta di una notizia sulla quale sarebbe stato difficile imprimere il marchio personale dello “io” ed anche perché, probabilmente hanno dimenticato che l’ente assegnatario del premio, la Società Italiana di Genetica Agraria, è nata a Rieti a conclusione della Prima Assemblea Generale del 22 Agosto 1954. Successivamente, la Società venne formalmente costituita a Rieti il 13 Ottobre 1964 con scrittura privata autenticata dal dr. Angelo Gianfelice, notaio in Rieti, e registrata il 2 Novembre 1964 all'Ufficio del Registro di Rieti al n. 808, volume 165. 
Un’altra perla preziosa che la città di Rieti non ha saputo coltivare, ma soltanto abbandonare e dimenticare.
La genetica agraria avrebbe portato la conoscenza della città di Rieti a livelli internazionali. Comunque lo è ancora, ma per il lavoro fatto dagli uomini del passato, quando dell’Istituto di Genetica Agraria si interessava la Camera di Commercio di Via Cintia, con i dirigenti che si chiamavano  Alessandro Comotti, Pierino Bomprezzi e Dante Faraglia.
Oggi l’obiettivo dei benefattori della città è tutt’altro: la ricerca olivicolo-olearia. Non per la conquista di prestigiosi premi internazionali nel campo della bonifica, ma magari per gustarsi “tutti insieme appassionatamente” una buona bruschetta con, tanto per non dimenticare, pane prodotto con grani Strampelli.

«L'uomo che allarga ogni giorno il suo dominio su tutto ciò che lo circonda non è padrone del tempo, il grande galantuomo che tutto mette a posto. E il tempo a me è mancato di fare tante cose che pure avrei voluto veder compiute. Le mie pubblicazioni, quelle a cui tengo veramente, sono i miei grani. Non conta se essi non portano il mio nome; ma ad essi è e resta affidata la modesta opera mia
(Nazareno Strampelli, 1932)

 22_07_20

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