Settembre 2016

TERREMOTO

TERREMOTO 2.0

solidarietà

Nel 2009, nell’anno della tragedia che colpì l’Abruzzo usava internet il 47,5 per cento della popolazione (la fascia più sensibile alla Rete era rappresentata dai giovani tra i 15 e i 19 anni) oggi l’84,7% (tra gli 11 e i 74 anni!).

Oltretutto 40% di utenti in tutto il mondo accedono a internet da un dispositivo mobile connettendosi più volte al giorno ed è Facebook il canale social maggiormente utilizzato (più di 1.5 miliardo di utenti attivi), ma è in enorme crescita l’uso di servizi di messaggi istantanei. Capirete a che velocità viaggino ormai le informazioni e quanto clamore mediatico abbia raggiunto il coinvolgimento di un Paese che ha dato i natali a intere generazioni ormai sparse per il mondo e che tutto il mondo identifica con un piatto della gastronomia nazionale d.o.c., l’amatriciana.

Complice il fatto che il sisma che ha colpito il centro Italia è avvenuto in piena notte, la diffusione delle notizie dalle zone colpite si è propagata sui social creando una diretta continua fatta di foto, video, testimonianze e appelli. Già dopo le prime scosse su Twitter è apparso l'hastag #prayforItaly Molti i messaggi twittati anche dall'estero, sia da connazionali sia da stranieri. Ed è questa la ragione di una risposta che nessuno si sarebbe mai aspettato e che ha travolto nel giro di poche ore i volontari che avevano da subito allestito dei punti di raccolta credendoli aperti ai cittadini e non al mondo intero! I ragazzi i nostri ragazzi, accanto a uomini e donne di ogni età. Hanno raccolto, ricevuto, riaperto, catalogato, smistato un numero imprecisato di aiuti giunti da ogni dove. Ora è tutto ben stipato in scatoloni divisi per genere. Al momento rimarrà una grande stanchezza insieme all'euforia e alla nascita di tante nuove inaspettate amicizie, domani, insieme al ricordo, permarrà il senso profondo della solidarietà e della condivisione: una bella lezione di Vita! Dapprima il Palacordoni, poi il deposito Cotral, poi quello Asm, poi ancora il vecchio deposito Cotral di via Salaria per L’Aquila li ha visti all’opera, così come altri ce n’erano al Campo Fulvio Iacoboni di viale Fassini (aiuti raccolti dai rugbisti d’Italia) o nella sede Alcli o  in quella Caritas o nelle varie parrocchie, ed ancora in varie sedi della Provincia, così come al centro smistamento di Cittareale e in tutti gli altri, insomma ovunque fosse possibile.

Una risposta mai vista prima!

Basta ancora che qualcuno dica ‘Mancherebbe…’ e già in qualche città si organizza un’ulteriore raccolta. Confessiamo di aver visto la disperazione negli occhi di chi accoglieva l’ennesimo camion proveniente da Rimini, Verona, Taranto… e di aver fatto partire un numero enorme di avvisi ad amici di altre città “STOP AGLI AIUTI PER I TERREMOTATI DEL CENTRO ITALIA”. Sembra che ormai tutti, grazie agli insediamenti istituzionali sul posto, abbiano l’indispensabile, ma da qualche parte viaggia il senso di colpa di non conoscere magari le necessità del singolo e di perdere un’occasione per raggiungerlo. Intanto come brave formichine tutto rimane stipato per l’inverno e per i momenti di ‘magra’ intenzionati a sostenere queste località fino al momento del ‘risveglio’.

E chi non ha inviato beni materiali pensa comunque in termini solidali: è bastato che un ristorante pubblicasse il post con cui annunciava di voler destinare per ogni piatto di amatriciana due euro alle popolazioni colpite dal terremoto, per vedere inserita la pasta amatriciana per un anno nella carta dei menu di tutti i ristoranti del mondo, per una donazione che contribuisca alla ricostruzione del comune reatino distrutto dal sisma. I social ancora una volta rappresentano la rampa di lancio per iniziative da condividere. Si riflette sulla possibilità che quella data della Sagra annullata venga replicata e messa in campo in una sorta di ‘Sagra diffusa’? Ecco Cantalice e Cittaducale partire in quarta e in altre città apparecchiare in strada per un’amatriciana di beneficenza! Colpi di generosità purtroppo slegati tra loro e che dovrebbero invece, soprattutto nel nostro territorio, godere di una regia unica capace di farli diventare Eventi di una certa caratura affinché si possa godere di una risonanza internazionale.

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