Agosto 2019

SPORT

TANTO ROMBO' CHE PIOVVE

Successo per la 56esima edizione della Rieti-Terminillo

coppa carotti

(Paolo Ansovini) Neanche Giove Pluvio è riuscito a fermare la Rieti-Terminillo! Nonostante le avverse condizioni metereologiche e la riduzione del tracciato alla metà esatta, la 56esima edizione 54esima Coppa "Bruno Carotti", tornata quest’anno ad essere valida per il campionato italiano velocità montagna, si è chiusa in modo trionfale. Contro tutto e tutti. Domenica mattina le perplessità che aleggiavano nel Quartier Generale di Vazia, con i tuoni e la pioggia a far da tetra cornice e i telefonini aperti su ogni tipo di webmeteo, non hanno scalfito minimamente le previsioni degli organizzatori che a differenza di quelle meteo, non hanno avuto paura a far disputare la gara. Piove. Ecco allora che alle ore 10 partono i primi sopralluoghi da parte del direttore di gara, Fabrizio Fondacci, che insieme agli altri delegati di AciSport salgono al Terminillo dove sembra novembre e dove la nebbia esclude qualsivoglia tipo di visione oltre i 2/3 metri. Si riscende, con la reale possibilità che la gara potrebbe in qualche modo saltare ma con la determinazione che ciò non dovrà accadere. Piove. Alle 11.15 un’altra delegazione riscala i tornanti del Terminillo. La nebbia stavolta non da tregua: da Pian de' Rosce in su non si vede nulla. Alla Colonna di Lisciano sulla linea di partenza le gocce di pioggia si confondono con la rabbia e la disapprovazione degli organizzatori dei pochissimi spettatori e di tutti i piloti che, invece, sperano che la gara si svolga regolarmente. Non piove più. Ecco quindi che salgono a ispezionare il tracciato coloro i quali debbono e vogliono correre: i piloti. C’è ansia perché il loro giudizio è la chiave di volta affinché la Rieti-Terminillo possa andare in scena. Alle 12.15 finalmente arriva il sì da parte di tutti che, inoltre, hanno benedetto la scelta da parte del direttore di gara e dell’organizzazione, di accorciare la gara al chilometro 8.050, poco più della esatta metà. Una decisione che in un attimo, oltre a salvare capra e cavoli, ha fatto brillare un tiepido sole e fatto accedere i motori delle vetture, che poco prima delle 14 hanno fatto scivolare via la Rieti-Terminillo come un Freccia Rossa. Fantastico: non piove più! E allora giù a vedere le vetture partire dalle autostoriche ai prototipi, con tutti i 126 ammessi alla partenza giunti sotto la bandiera a scacchi senza nessun problema e senza aver lesinato nulla in fatto di competitività. Alla fine è stato un successo, atteso, voluto e confezionato da chi proprio non vuole arrendersi nel perdere un appuntamento che da oltre mezzo secolo scandisce il ritmo dell’estate reatina. E’ stata una giornata faticosa ma al tempo stesso memorabile, perché la Rieti-Terminillo non va in scena solo a 200 all’ora, sfiorando le rocce e accarezzando i tornanti. La Rieti-Terminillo è di più, è un contenitore di emozioni confezionate prima, durante e dopo la gara. E già. Proprio così. Perché oltre a raccontare la competizione, fatta di auto, piloti, tempi, gomme e tornanti, la Rieti-Terminillo è capace di regalare altro. Ed è cosi che vedi piangere il vincitore della cronoscalata più bella d’Europa, Omar Magliona, che ha versato le sue lacrime non tanto per aver conquistato la 56esima edizione a bordo della sua Osella PA20, ma perché dopo aver tagliato il traguardo è corso a rendere omaggio davanti alla roccia che quel maledetto 10 luglio del 2011 si è portato via Georg Plasa, un amico della Coppa Carotti, un suo carissimo amico al quale ha voluto dedicare il suo trionfo. Questa è la Rieti-Terminillo. E’ quella gara che nel corso della cerimonia di premiazione fa passare dalle risate di gioia alle lacrime di commozione in men che non si dica. Tra gli applausi e le voci rotte dalle tante emozioni, non si poteva non alzarsi tutti in piedi quando è stata ricordata Savina Franceschini, da poco venuta a mancare e per oltre trenta anni anima dolce della Coppa Carotti. Stesso discorso per Francesco Allegri, papà virtuale di tutti coloro che sono nella Carotti. Al suo ricordo si è rigato anche il viso del presidente dell’Automobile Club di Rieti, avv. Innocenzo de Sanctis, al quale subito dopo è stato intonato un corale “tanti auguri a te” per il suo 80esimo compleanno con tanto di regalo da parte dei suoi più stretti collaboratori. E poi tante pacche sulle spalle per quel che è stato e per quel che sarà. La Rieti-Terminillo è un patrimonio di tutta la collettività e non solo degli appassionati del Motorsport. La Rieti-Terminillo fa parte del dna di ogni reatino e non solo. Ed è per questo che gli organizzatori hanno già archiviato la 56esima edizione, mettendosi immediatamente a lavorare perché la corsa più bella delle cronoscalate torni ad avere la validità europea.

Omar Magliona (Sassari, 27 settembre 1977) è un pilota automobilistico italiano, molto attivo nell'ambito delle cronoscalate.L'Osella PA21 Evo guidata da Omar Magliona alla Iglesias-Sant'Angelo 2013 Figlio d'arte, ossia di Uccio Magliona altro pilota sardo di notevole successo, ha iniziato a correre all'età di quattro anni con i go-kart, mentre a ventidue anni è passato stabilmente al pilotaggio di autovetture, soprattutto prototipi.È ritenuto uno dei migliori piloti sardi di sempre, nonché tra la miglior rivelazione tra i piloti sardi della penultima generazione. È molto noto (sempre nell'ambito delle gare di velocità in salita) anche a livello nazionale ed europeo. Ha infatti corso nel campionato europeo di velocità in salita, sfiorando il titolo, ed arrendendosi solo davanti a guai tecnici o avversari di notevole caratura, quale ad esempio Simone Faggioli. La sua notorietà è dovuta anche all'ideazione e realizzazione, assieme al padre, del circuito di Mores, il primo ed unico (ad oggi) autodromo della Sardegna, di cui è responsabile del circuito

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