Ottobre 2020

SALUTE

TAMPONI, LA LETTERA DI UNA MAMMA SCONSOLATA

salute, sanità

Una premessa necessaria: ci rendiamo conto che siamo in una situazione di emergenza, quella che attendevamo sin dalla fine della prima fase. Ciò che non funziona però non è il lavoro degli operatori, per i quali riceviamo continuamente parole di solidarietà ed apprezzamenti per la professionalità dimostrata in diversi ambiti, ciò che non funziona è qualche passaggio della catena organizzativa che fa ‘saltare’ il resto. Così come ogni giorno testimoniano i numerosi lettori che si rivolgono a noi in cerca di aiuto. Nostro compito è quello di segnalare ciò che non va, non per spirito ‘distruttivo’ ma per far sì che possa essere migliorato nell’interesse di tutti, soprattutto dei pazienti!  A proposito dei nostri precedenti articoli in cui mettevamo in luce come il tracciamento fosse ‘saltato’ appena raggiunti determinati numeri, risponde una madre di famiglia.

“Per nostra esperienza posso dirvi che il tracciamento anche se eseguito non è sufficientemente preciso così da rivelarsi utile. Mia figlia è una delle alunne che ha avuto "contatto" con la professoressa positiva il 6 ottobre, il 13 ottobre ci chiamano e ci dicono che la classe è in quarantena, di isolare nella sua camera una bambina di 11 anni (come se fosse facile). Il 16 fa il tampone, il 19 mattina risulta positiva, unica tra 5 classi. Io avrei immaginato che mi avessero chiesto i contatti avuti nei giorni precedenti e invece no, solo nei due giorni prima quando era già in quarantena. Quindi bloccano solo la sua classe e noi familiari. Io ho fatto il tampone solo oggi dopo 10 giorni che sono entrata in camera sua con la mascherina per consolare una bambina che aveva ricevuto una condanna così pesante. Adesso spero sia tutto finito. Dovrò aspettare un’ altra settimana per la risposta. Ma se dovessi essere positiva che contatti ho avuto negli ultimi due giorni visto che sono rinchiusa in casa dal 17? In queste settimane tanti tanti dubbi: dopo giorni e giorni che nessuno ci contattava dalle Asl, neanche la pediatra, inizio a chiamare per chiedere quando la bambina avrebbe dovuto rifare il tampone. Nessuna risposta, tutti i numeri non rispondevano o non sapevano come aiutarmi. Alla fine ho mandato mail ai dipendenti ASL che avevano l'indirizzo in trasparenza sul sito. Mi ha risposto un responsabile rassicurandomi che sarei stata contattata a breve. Quando mi chiama l'operatore scopro che nella scheda di mia figlia era indicata la presenza di febbre. Ed invece in realtà non ha nessun sintomo, chi ha comunicato il rialzo di temperatura? E soprattutto la Asl ha una bambina di 11 anni positiva al Covid con la febbre e non chiama neanche una volta per sapere se è ancora viva? Io rispetterò le regole fino alla fine. Ma non ci credo più"

29_10_20

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