Febbraio 2018

SPESE ELETTORALI ANTICIPATE DAI PICCOLI COMUNI

Ma i soldi non ci sono

provincia

In relazione alla riduzione del 20% dei rimborsi per lo svolgimento delle elezioni del 4 marzo prossimo, l'ANCI Associazionei Comuni d'Italia fa presente la difficile situazione in cui vengono a trovarsi molte realtà:

"L’art 14 comma 3 del Testo Unico Enti Locali stabilisce che “Ulteriori funzioni amministrative per servizi di competenza statale possono essere affidate ai comuni dalla legge che regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse necessarie”.
In materia di elezioni e referendum da due anni a questa parte assistiamo a una costante e generale violazione di tale norma da parte del Ministero dell’Interno in sede di svolgimento di elezioni. Infatti tale Ministero ci impone di gestire tutto il complesso, e delicato, sistema di votazione, obbligando il personale degli Enti Locali a ciò destinato a svolgere il lavoro straordinario imposto dalla legge, senza più assicurare le risorse necessarie.
Questo enorme lavoro  per le elezioni  politiche si svolge in 45 giorni e si conclude a tarda notte nella domenica di voto  e rispetto allo svolgimento del referendum  comporta maggiore  ore di apertura degli uffici  e un numero  maggiore di scrutatori . Come si può disporre di ridurre  i trasferimenti ai comuni  alla luce di tali evidenti maggiori oneri ? Dopo l’ultimazione degli scrutini, i dipendenti comunali devono ancora trasportare i plichi nelle sempre più lontane sedi dei tribunali, stante l’accorpamento degli stessi e spesso i Comuni non dispongono delle risorse necessarie per pagare tutte le ore di lavoro straordinario svolto dal personale addetto alle operazioni elettorali e che eventuali recuperi si ripercuotono sulla gestione dei servizi comunali rivolti ai nostri cittadini.
Questa situazione oltre a violare l’articolo sopra richiamato, viola i principi di leale collaborazione fra enti costituzionali sanciti dall’articolo 120 della Costituzione."

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