Giugno 2020

SPACCIAVANO NEL BOSCO DI MAGNALARDO

I sequestri operati dai carabinieri sono tra i più ingenti operati nel capoluogo sabino

cronaca

Nella giornata odierna, i militari della Compagnia Carabinieri di Rieti hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del  Tribunale di Rieti su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini. Destinatari della misura quattro soggetti di nazionalità  marocchina ed un algerino residente a Rieti.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria sulla scorta delle risultanze investigative raccolte nel corso di un’articolata indagine avviata nell’inverno del 2019 e condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti, che sono riusciti a smantellare una vera e propria piazza di spaccio che era stata allestita all’interno di un’area boschiva in località Magnalardo del Comune di Rocca Sinibalda (RI). 

In particolare, nel bosco di Magnalardo, non senza l’appoggio logistico di alcuni soggetti reatini, era stati allestiti alcuni bivacchi occultati tra la fitta vegetazione, utilizzati come riparo anche per lunghi periodi dai quattro soggetti di origine marocchina, tutti irregolari sul territorio nazionale. Dalla loro postazione, lontana dal centro abitato, i quattro riuscivano a rifornire di sostanze stupefacenti una cospicua quantità di assuntori che nel corso della giornata si recavano nella citata località per acquistare e spesso consumare in loco sostanza stupefacente principalmente del tipo eroina, cocaina e hashish.

Un primo importante colpo al sodalizio criminale era stato già inferto quando, nel corso della nottata del 05 giugno dello scorso anno, i militari della Compagnia avevano tratto in arresto uno degli odierni  destinatari della misura cautelare unitamente ad un soggetto reatino, poiché trovati in possesso di gr. 200 di cocaina e 60 di hashish. Nello sviluppo dell’attività, nel corso della mattinata successiva con l’ausilio anche del 16° nucleo Elicotteri di Rieti, era stato messo in campo un dispositivo articolato al fine di intervenire in località Magnalardo, dove furono rinvenuti alcuni bivacchi allestiti dagli indagati.  In uno di questi era stato sorpreso un uomo, che però, approfittando della fitta vegetazione e delle asperità del terreno, dopo una colluttazione con un militare, riuscì a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce fino a quando lo stesso, attivamente ricercato, non fu rintracciato nei pressi di Pisa dove si era rifugiato, e sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri del luogo.

Il provvedimento restrittivo è stato notificato a tre dei destinatari, di cui due già si trovavano ristretti in carcere, rispettivamente a Pisa e Terni, mentre il terzo è stato rintracciato a Rieti e ristretto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Due soggetti, invece, sono irreperibili e tuttora attivamente ricercati, sebbene non sia da escludere che possano aver abbandonato il territorio nazionale.

Nel corso dell’attività d’indagine, complessivamente, sono già state tratte in arresto cinque persone, tra cui due italiani. Sono stati sottoposti a sequestro, in totale, oltre 200 grammi di eroina, quasi 300 grammi di cocaina e 70 di hashish, numerosi telefoni cellulari, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi,  nonché la somma di oltre € 5.000 in banconote di vario taglio provento dell’attività illecita. I sequestri operati dai carabinieri sono tra i più ingenti operati nel capoluogo sabino, per quantità e varietà di sostanze recuperate: lo stupefacente sequestrato, infatti, una volta immesso sul mercato, avrebbe procurato un profitto di oltre 20.000 euro. Il “volume di affari” stimato relativamente al periodo di durata dell’indagine si attesta su decine di migliaia di euro, di cui in buona parte sono state trasferite all’estero per finanziare l’acquisto e la costruzione di immobili.

 

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