Novembre 2019

SOTTOPASSO VIA VELINIA. PAOLUCCI (UIL RIETI): “STOP AGLI INTERVENTI TAMPONE. SINDACO DIA IL VIA AL PROGETTO ANAS”

città, maltempo

“Chiuso per ristrutturazione, riaperto dopo un mese, di nuovo allagato con le piogge di novembre. Si presenta così il sottopasso di Via Velinia, anche dopo i lavori di rafforzamento e consolidamento della struttura effettuati da Rfi. Solo il colore bianco sulle volte lo rende visibilmente differente da prima”. Lo dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana.

“Nessuno tra gli amministratori sembra essersi ricordato dell’esistenza del progetto Anas che prevede la realizzazione di un nuovo ponte ferroviario in sostituzione di quello esistente - dice l’esponente Uil - E così, invece di ragionare complessivamente e studiare la soluzione migliore per quella struttura si è preferito dare il via a un intervento di facciata, con il risultato che quel tratto di strada di via Velinia continua a trasformarsi ad ogni pioggia in un lago, con conseguenti disagi e rischi per i cittadini che si trovano a percorrerlo”.

“Forse l’attenzione di molti è troppo concentrata sul sottopasso nello storico viale cittadino – aggiunge Paolucci – Ma quanto accaduto a via Velinia fa sorgere dubbi: oltre all’inutilità dell’opera di viale Maraini, alla necessità comunque di lasciare l’ultima parola ai cittadini con un referendum come dichiarato tempo fa anche dal primo cittadino di Rieti; siamo sicuri che la collaborazione di Rete ferroviaria italiana con la nostra città vada oltre la contingenza? Siamo sicuri che porti sviluppo a Rieti? Certo, se il buongiorno si vede dal mattino, l’intervento di Rfi su via Velinia qualche dubbio lo lascia”.

“Chiediamo quindi al Sindaco – conclude Paolucci – di avviare al più presto il progetto Anas per il sottopasso di Via Velinia che prevede la demolizione della vecchia struttura e la realizzazione di una nuova, sicuramente più efficiente e in grado di risolvere le attuali criticità. Un modo quindi per segnare una discontinuità con gli interventi tampone che, come ampiamente dimostrato, nulla risolvono”.

 

 

 

 
 
 
 

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