Febbraio 2018

SOTTO A CHI TOCCA

regione

Il prossimo 4 marzo i cittadini del Lazio saranno chiamati a scegliere il loro Presidente della Regione e ad eleggere il nuovo Consiglio Regionale. Per me quella data sancirà la chiusura ufficiale dell’avventura di Consigliere Regionale.
Sono stati 5 anni pieni di soddisfazioni e ricchi di momenti entusiasmanti ma anche, come normale che sia, e in misura assai minore dei primi, di momenti difficili e complicati.
Devo ringraziare il presidente Nicola Zingaretti perché nel 2013 mi chiese di far parte del suo listino e per me fu un onore essere scelto insieme ad altri uomini e donne straordinari per una squadra che aveva come obiettivo quello di ridare credibilità a un’istituzione in quel periodo era al centro delle cronache politiche più per gli scandali che per lo svolgimento dei compiti che gli erano propri.
Credo che insieme agli altri colleghi Consiglieri di maggioranza, in questa legislatura, lavorando duramente e con serietà, siamo riusciti a recuperare quella credibilità che il Lazio merita e abbiamo creato le condizioni per le quali la nostra Regione, da ogni punto di vista, possa competere e confrontarsi alla pari non solo in Italia ma anche con le altre realtà europee.
Solitamente in questi casi si traccia un bilancio, il cosiddetto “bilancio di fine mandato”, elencando le cose fatte, i risultati ottenuti e i successi conquistati: sarebbe una lista lunga di cui andare orgogliosi ma ritengo necessario in questo momento ricordare a tutti noi perché non si può tornare indietro, perché è necessario dare nuova forza al percorso virtuoso avviato dalla Giunta Zingaretti e dal Consiglio regionale 5 anni fa.
I risultati della Regione dal punto di vista economico finanziario sono sotto gli occhi di tutti, e il pagamento di quasi 10 miliardi di debiti pregressi, con il conseguente abbattimento dei tempi per il pagamento dei fornitori (da oltre 3 anni a 1 mese), e l’uscita dal Commissariamento della Sanità sono le prove davanti le qual chi afferma il contrario dovrebbe aver il buongusto di mettere da parte le appartenenze politiche e assumere atteggiamenti costruttivi.
Noi Reatini dobbiamo essere grati a Zingaretti per aver iniziato a trattare il nostro territorio non come l’ultima provincia dell’impero ma di aver creduto nelle nostre potenzialità, nella nostra classe dirigente e di aver iniziato a trattare Rieti con pari dignità delle altre province del Lazio come mai era successo prima. Sfido chiunque 5 anni fa a immaginare una presa di posizione forte della Regione Lazio a favore di Rieti e a discapito degli abitanti di Roma e provincia come è accaduto sulla questione del ristoro per lo sfruttamento delle sorgenti di Le Capore e Peschiera.
Concludo ringraziando tutte le persone che ci hanno dato fiducia 5 anni fa, ma anche tutte quelle incontrate in questi anni nella mia attività, che ho ascoltato sempre con attenzione, non sempre riuscendo poi a risolvere tutti i problemi che mi sono stati posti.
Grazie a tutti.

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I GIARDINI DEL VIGNOLA
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