Settembre 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

SGARBI "TOCCANTE OSSERVARE OGGETTI D'ARTE PROFONDAMENTE LEGATI ALLA QUOTIDIANITA DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA"

arte

Sgarbi ‘preparato’ come in questa Lectio magistralis di oggi o Sgarbi che improvvisa espandendosi in mille rivoli, preso quasi in contropiede con un tema che non gli appartiene completamente come quello della scorsa settimana (l’archeologia)? Il pubblico ha apprezzato entrambi gli incontri condotti brillantemente dal critico d’arte che stavolta ha preferito ‘studiare’ con calma, facilitato anche dalla nota passione per Nicola Filotesio – detto Cola dell’Amatrice – “l’indimenticabile”, e più in generale per l’arte e l’architettura delle aree interne dell’Appennino di cui la mostra è espressione e testimonianza, resa ancora più struggente dalla “sorte avversa” che ha segnato la storia di quei borghi. “Ogni tanto mi capita di andare nei luoghi e non avere la perfetta consapevolezza di cosa trovare: la scorsa settimana credevo di parlare di pittura caravaggesca ed invece ho parlato di tante altre cose. Importante per ricordare cose dimenticate o conoscerle per la prima volta, come quel meraviglioso complesso di opere trafugate. In quel caso erano state sottratte con violenza alla nostra identità e alla nostra vita, quelle di oggi erano state sottratte alla violenza della terra: il terremoto ci ha portato via chiese, palazzi , case ed opere d’arte. Incredibilmente a fronte di un numero consistente di morti e di edifici seriamente danneggiati o crollati, corrisponde un patrimonio mobile in larga parte salvo.  Questa mostra ne è la prova: sia pure travolte, ferite, le opere d’arte sono state salvate.  Immaginarne la familiarità con le popolazioni cui appartengono, che oggi osservano oggetti di culto, di devozione, di vita quotidiana in una situazione museale, è toccante. Un’altra vicenda, diversa da quella del carro, ma certamente appassionante.

 

23_09_21

ph M. Festuccia

condividi su: