Aprile 2018

EVENTI E MANIFESTAZIONI

SESSUALITA' E DISABILITA'

Grande attenzione su un tema di forte attualità. Convegno di 'Rieti città senza barriere'

società

Nell’incontro svoltosi Venerdì 23 Marzo 2018 presso l’Aula Magna ASL di Rieti per la quarta edizione di “Rieti città senza Barriere” si è parlato di un argomento particolarmente delicato che suscita spesso paura, disagio e imbarazzo nella società: La sessualità nella Disabilità.
Nella nostra società il tema della sessualità e del piacere sono ancora trattati in modo ironico, con stereotipi e false convinzioni che vengono alimentate dalla cultura di appartenenza. Di sessualità se ne parla, ma in modo errato, resta un tabù, un’incognita, un comportamento di vita che difficilmente si riesce a svincolare dall’idea della procreazione. Quando questo tema viene affiancato alla disabilità, crea ancora più scompiglio e smarrimento e si tende a relegarlo nell’ombra e a sopprimerlo piuttosto che ad affrontarlo; infatti, come emerge da alcune testimonianze di genitori di ragazzi disabili presenti al convegno, molto spesso si privilegiano interventi a carattere repressivo, finalizzati al contenimento degli istinti rispetto ad interventi educativi, orientati invece all’acquisizione di adeguate modalità di vivere ed agire l’affettività. Paola Mariangeli della Casa del Volontariato e Gabriele di Mario psicologo e collaboratore del Servizio per l’adeguamento tra identità fisica e psichica all’Ospedale Forlanini di Roma hanno coordinato i numerosi interventi dei relatori presenti al convegno, tra cui Lelio Bizzarri, psicologo, psicoterapeuta reatino che ha portato la sua testimonianza importante rispetto a questa complessa problematica “La sessualità è vista in modo rigido e stereotipato, come se potesse essere vissuta solo per chi ha un corpo e una mente normale, se ci poi ci sono persone che hanno delle difficoltà, si tende a rimuovere tutta la sfera sessuo-affettiva invece di affrontarla” e invece anche i disabili come tutte le altre persone hanno naturali istinti che non possono essere rimossi perché rappresentano una parte fondamentale della vita e partecipano al raggiungimento del benessere psico-affettivo. C’è bisogno di professionisti che aiutino la persona disabile a raggiungere una crescita personale sotto l’aspetto del rapporto con sé stessi, dove si riscontra una bassa autostima, un rapporto non soddisfacente con il proprio corpo, per raggiungere un buon livello di inclusione sociale che sarà fondamentale per comunicare un’immagine positiva di sé e per costruire relazioni. Il piano di intervento deve essere individualizzato e basato su una conoscenza approfondita della persona sotto tutti gli aspetti: “Benessere affettivo non significa avere rapporti rapporti sessuali ma anche avere una relazione stabile” afferma lo Psicoterapeuta, è importante considerare i desideri della persona con disabilità, individuare risorse per gestire i conflitti e le resistenze familiari, educare all’affettività, trasmettere informazioni sugli aspetti corporei e far acquisire strumenti per la prevenzione di abusi agiti e subiti. Maura Peppoloni, psicologa all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare ha dato il suo contributo presentando la Consulenza alla Pari, ovvero una condizione di parità tra il consulente e il consultante. Il consulente alla pari è una persona con disabilità che possiede una serie di esperienze e conoscenze derivate dall’aver vissuto egli stesso la disabilità e possiede sia la capacità di rapportarsi positivamente con la propria condizione di disabilità, sia la competenza pedagogica per poter fornire aiuto al consultante. Concetti fondamentali per la relazione d’aiuto sono: empatia (capacità di sintonizzarsi e comprendere gli stati emotivi e cognitivi dell’altro), comprensione, assenza di giudizio (spogliarsi di pregiudizi), rispetto, ascolto, accoglienza dell’altro e dei suoi bisogni, supporto e contenimento. Sono intervenuti in modo importante anche altri professionisti: Massimo Grandi psicologo e psicoterapeuta per adulti ed adolescenti che ha presentato un caso clinico di un adolescente diventato disabile e l’assessore ai servizi sociali del Comune di Rieti Giovanna Palomba che si è focalizzata sulle libertà e sui diritti dell’individuo, sulla necessità di un supporto e di una guida alle famiglie. Spesso i ragazzi con handicap vengono considerati “angeli”, eterni bambini soprattutto dai loro genitori che hanno paura che possano “farsi del male” amando ed essendo amati. Il concetto di affettività invece ricopre un più ampio spettro di significati: è riferita ai sensi, al piacere inteso come espressione di benessere, piacere nel ricevere sensazioni dagli altri con i gesti, con la voce, con lo stare insieme e con il corpo, esperienza educativa di un corpo che vuole sentire emozioni, riconoscere espressioni, esprimersi in piena libertà migliorando sotto tutti i punti di vista il rapporto con la propria sfera relazionale e affettiva.
Fabrizio Quattrini, psico-sessuologo, psicoterapeuta e docente di Clinica delle parafilie e della devianza all’Università degli Studi dell’Aquila ha presentato il progetto LoveGiver che vede al centro l’Operatore all’Emotività, all’Affettività e alla Sessualità (OEAS) che ha il ruolo di supportare le persone con disabilità permettendo la consapevolezza dell’erotismo e dell’affettività. É importante fare una distinzione tra Operatore all’Emotività, all’Affettività e alla Sessualità (OEAS) e Sex Worker. L’assistenza sessuale è un concetto che ha a che vedere con la prostituzione in paesi come Austria, Danimarca, Olanda, Germania e Svizzera Tedesca in cui è presente una regolamentazione giuridica a favore della prostituzione. Avendo una regolamentazione del genere, il Sex Worker, si può informare, formare e specializzare, in materia di disabilità e a quel punto lavorare anche con persone disabili. In Italia il Comitato Promotore per l’Assistenza Sessuale LoveGiver, Squadra di Maximiliano Ulivieri (2014) ha iniziato un processo che vuole provare a valorizzare una forma di assistenza che non si limiti all’esperienza meccanica della sessualità ma che implichi la formazione di professionisti definiti come “operatori del benessere per l’educazione all’affettività, all’emotività, alla corporeità e alla sessualità delle persone con disabilità”. L’assistente sessuale italiano non ha nulla a che vedere con la prostituzione, esso si pone come un professionista uomo o donna con orientamento eterosessuale, omosessuale o bisessuale che dopo un percorso di formazione specifico assiste e supporta le persone disabili a riconoscere, sperimentare e vivere l’erotismo e l’affettività.
Gli incontri tra il professionista e la persona disabile sono programmati in un numero che varia tra le 5 e 10 sessioni e prevedono un training educativo-riabilitativo all’interno di un continuum che va dagli aspetti informativi teorico-pratici dell’affettività alla corporeità sperimentata attraverso l’esperienza del contatto, di tecniche di massaggio, di suggerimenti e sperimentazioni di emozioni sensoriali fino alla promozione e all’educazione del piacere. L’assistenza promossa dal Comitato LoveGiver è un’esperienza di crescita evolutiva necessaria alla persona con disabilità che la richiede, è un percorso educativo che permette alla persona disabile di apprendere dall’esperienza in tema di eros e sensualità per la promozione del benessere psico-fisico. Quello che è emerso dal convegno ed è stato ribadito da Eleonora Mezzalira, rappresentante ASL Rieti, neuropsichiatra infantile e responsabile del servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva dopo aver mostrato il modello assistenziale è la necessità per la città di Rieti di un servizio di disabilità per l’adulto che consenta di attuare interventi mirati e di un approccio multidisciplinare di tipo socio-sanitario con l’ausilio di figure professionali con il coinvolgimento della famiglia e delle persone con handicap che devono affermare la loro autodeterminazione rispetto a questa sfera importante.

 

Articolo redatto da:

 

Dott.ssa Arianna Rossi Laureata in Psicologia Applicata, Clinica e della Salute.
Indirizzo Psicologia della devianza e Sessuologia. 
Psico-sessuologa formata presso l’IISS (Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica).


Bibliografia:
- Quattrini F., Il piacere maschile #sessosenzatabù. Giunti Editore, 2017
- Ulivieri M., LoveAbility. L’assistenza sessuale per le persone con disabilità. Ed. Erickson, 2014
- Veglia F., Handicap e sessualità: il silenzio, la voce, la carezza. Ed. Franco Angeli, 2015

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