Febbraio 2021

SENZA TETTO, CITTADINANZATTIVA" NON BASTANO RISPOSTE EMERGENZIALI"

amministrazione, solidarietà

"Siamo nel 2021 e ancora si parla e si polemizza sulle misure di riparo dal freddo per i senza tetto di Rieti in termini di risposta emergenziale; ma se il problema si ripete sistematicamente ogni anno da sempre, l’unica emergenza veramente preoccupante è che non ci siano ancora stati amministratori in grado di risolvere il problema - questa l'opinione di CittadinanzAttiva che, ricorda, aveva chiesto all'assessore Palomba appena insediatasi in Comune "l' istituzione di tavoli di lavoro tematici veri, aperti, flessibili e trasparenti nei quali trattare i vari aspetti del sociale insieme ai cittadini interessati, per individuare tipologia e spessore dei problemi e cercare soluzioni condivise con il pieno coivolgimento dei cittadini/associazioni, cosa che i precedenti Amministratori, di qualsiasi sigla partitica si sono di fatto rifiutati di fare, come peraltro lei stessa.

Sotto le costanti pressioni esercitate non solo da noi è stato aperto un “riparo dal freddo” che non prevedeva neanche la possibilità di dormire.

Adesso un senza tetto a Rieti può andare alla mensa di Santa Chiara e prendere il pasto che non può consumare in loco, può andare a farsi una doccia calda al palazzetto dello sport, e se è fortunato rientrare tra quelli che potranno accedere al riparo dal freddo notturno, ma quando fa freddo a Rieti è veramente freddo anche di giorno e questi più che servizi sembra essere una via crucis visto che un senza tetto vive all’aperto.

Assessore Palomba, non ci accusi di polemizzare e cercare lo scontro, noi siamo per l’incontro che però implichi volontà di cambiamento, le rinnoviamo pubblicamente la richiesta di istituire gruppi di lavoro tematici con i cittadini e le associazioni per progettare, programmare e realizzare insieme la rete dei servizi, mettendo su tavolo tutti gli elementi, da quelli economici, a quelli organizzativi e gestionali con totale trasparenza come tutte le Leggi nazionali e regionali prevedono.

 In questo modo coinvolgerebbe i cittadini nella gestione comunitaria, avrebbe la loro comprensione per le difficoltà, sarebbe al riparo da critiche strumentali perché se la condivisione è ampia chi la potrebbe criticare? Ma cosa più importante e che sarebbero progettati e programmati servizi strutturali, umani, efficienti ed efficaci e verrebbe meno lo stato di emergenza permanente e cronica.

Altrimenti continui a non fare questo semplice esercizio di democrazia partecipativa che da sempre le chiediamo, continui ad ascoltare solo il parere delle persone a lei vicine e a fare gli interventi con associazioni, cooperative, agenzie interinali scelte da lei, ma non si lamenti poi  se chi subisce la conseguenza dei disservizi protesta e osa anche criticarla.

 In attesa che lei ci chiami per la costituzione di questi gruppi di lavoro formali ed ufficiali, le auguriamo comunque buon lavoro e ci troverà sempre insieme e in mezzo ai cittadini, con la schiena dritta ad esigere il rispetto dei diritti, della dignità umana, della giustizia!"

20_02_21

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