Dicembre 2020

SALUTE

SEBASTIANI, CALABRESE, CASANICA “DOVE SONO I 10 POSTI LETTO COVID AL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE DE LELLIS?”

salute, sanità

"E’ evidente come non siano nostre le fake news attribuiteci che volentieri rispediamo al mittente - introducono così la questione i consiglieri comunali Andrea Sebastiani, Giosuè Calabrese, Roberto Casanica - Domenica scorsa veniva annunciata da parte della Asl di Rieti l’imminente apertura di un’area Covid presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Dè Lellis di Rieti, per complessivi
10 posti letto, che sarebbe dovuta entrare in funzione da lunedi 30 novembre.
Ci risulta, documenti alla mano, che tale area ad oggi è ancora in fase di realizzazione, quindi non ancora funzionale e funzionante, e che, dei 10 posti letto promessi, in realtà, ne potranno essere attivati soltanto tre più uno estensibili fino ad un massimo di sei.
Se l’intento di mettere a disposizione della cittadinanza un maggior numero di posti letto da destinare ai malati Covid è certamente degno di apprezzamento, lo stesso non si può certamente dire del fatto che si continuino a fornire notizie poi sistematicamente smentite dai fatti.
Come il caso del trasferimento dall’Ospedale De Lellis a Villa Tiberia, clinica privata romana, delle attività chirurgiche di Chirurgia Generale e Oncologia, Chirurgia Vascolare, Ortopedia e Traumatologia, Oftalmologia, Urologia, Ginecologia, Otorinolaringoiatria.
Tanto recita una specifica delibera della Regione Lazio per la quale sfidiamo chiunque a dimostrarci il contrario.
Ma non sarebbe stato più ragionevole oltre che opportuno considerare la possibilità di un trasferimento dei malati Covid presso Villa Tiberia lasciando immutate le attività dell’Ospedale De Lellis?
Forse è giunto il momento di chiederci quanto riconosce economicamente la Regione Lazio per ogni paziente Covid alle varie Asl che, da quando sono state trasformate in Aziende, si intuisce facilmente che puntino più al profitto che alla cura.
Per chiudere, aspettiamo impazienti una smentita ufficiale da parte dei vertici della Asl che non vengono evidentemente presi di mira “dalla politica” ma anche dagli stessi cittadini che sono purtroppo costretti a ricorrere alle cure del nosocomio reatino e che sulla propria pelle stanno sperimentando i disagi dovuti alla chiusura dei reparti".

02_12_20

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