Ottobre 2020

REGISTRO DI CLASSE

SCUOLA "A ROMA PER CHIEDERE RINVIO DI UN CONCORSO STRAORDINARIO ALTAMENTE RISCHIOSO"

occupazione

Manifestazione oggi a Roma (contingentata causa COVID), e in contemporanea in tutte le città italiane con un appello rivolto  al Governo per il tramite dei Prefetti chiedendo il rinvio del concorso straordinario  altamente rischioso in questo momento, come spiegano Giuliani della FLC CGIL, De Santis della CISL SCUOLA, Pedica della UIL SCUOLA, Isceri dello SNALS-CONFSAL e Minicucci della GILDA UNAMS, in questo documento:

"Il DPCM di oggi pone ulteriori restrizioni a manifestazioni ed attività lavorative, purtroppo però la Ministra dell'istruzione è ancora una volta insensibile a tutti gli appelli e prosegue ostinatamente convinta che il COVID sia fuori dalle aule scolastiche.
Abbiamo consegnato  al Prefetto di Rieti una nostra nota/appello affinchè giunga al Governo centrale la voce di chi rappresenta una intera categoria considerando che la Azzolina ha ridotto a zero le relazioni sindacali".

In occasione dello svolgimento dei presidi dei precari previsti a livello regionale e provinciale in tutto il territorio nazionale i rappresentanti dei sindacati scuola di FLC-Cgil, CISL SCUOLA, Federazione UIL SCUOLA RUA, SNALS-Confsal e Federazione Gilda Unams della provincia di Rieti hanno inteso rivolgersi a Lei per portare alla Sua attenzione lo stato di disagio che l'intera comunità scolastica vive in una fase di estrema difficoltà caratterizzata dalle preoccupazioni derivanti dai rischi di contrarre il contagio da Covid 19.
La scuola costituisce il luogo istituzionalmente dedicato all';istruzione e alla formazione dei giovani, che insieme imparano a praticare comportamenti positivi e responsabili verso sé stessi e gli altri e per questo sede di socializzazione e crescita ogni giorno per otto milioni di studenti.
Nella situazione straordinaria che siamo portati a vivere la scuola diventa motivo di preoccupazione per le loro famiglie e quelle di oltre un milione di lavoratori direttamente operanti, a cui si aggiungono i lavoratori di un indotto formato da addetti ai trasporti ed alle mense.

Con grande difficoltà docenti dirigenti, collaboratori scolastici moltiplicano gli sforzi di contenimento del contagio ma a partire dal 22 ottobre e fino al 16 novembre una nuova sfida renderà più complicati i loro sforzi.
A causa dello svolgimento di una prova concorsuale per titoli ed esami riservata a 64.000 docenti già titolari, da almeno tre anni, di contratti a tempo determinato, si riverseranno in orario non di lavoro nelle scuole per concorrere per uno dei 34000 posti di ruolo ad essi promesso dal Bando del 28 aprile 2020.
Molti si sposteranno da una città all altra, da una regione ad altra, nella speranza di maggiori chances, coinvolgendo nelle procedure migliaia di componenti delle commissioni, gli addetti alla vigilanza individuati tra il personale scolastico ed infine gli addetti alla sanificazione dei locali e delle attrezzature tecnologiche necessarie, implementando così le possibilità di entrare in contatto con altri possibili contagiati.
Le organizzazioni sindacali sono a segnalare la necessità di bloccare lo svolgimento delle prove sia per le conseguenze che l'esposizione al contagio potrebbe avere anche nelle classi di titolarità al momento del rientro nelle scuole dei candidati, sia per la mancata previsione di prove suppletive che impediscono ai candidati, alcuni già segnalati , in situazione di quarantena, in malattia con sorveglianza sanitaria o, infine, in isolamento fiduciario, di partecipare all'unica sessione concorsuale prevista, perdendo così l'occasione di una stabilizzazione attesa da anni, dedicati con abnegazione ed impegno alla scuola.
A seguito delle previsioni legislative straordinarie assunte con i DPCM della primavera 2020 altre procedure concorsuali della pubblica amministrazione sono state bloccate, mentre su altri profili professionali si è, invece, deciso di procedere alle assunzioni dirette, laddove l'emergenza lo facesse ritenere opportuno, anche in considerazione della esperienza maturata dagli interessati in particolari situazioni.

Nella scuola esiste un precariato storico che necessita di un approccio specifico che riconosca il valore dell'esperienza pluriennale maturata, come previsto da provvedimenti legislativi entrati in vigore e poi traditi da legislature meno propense a riconoscere tale valore.

E’ di oggi l’adozione di un nuovo DPCM da parte del Governo che dispone nuove chiusure e limitazioni legate allemergenza sanitaria, che non sembrano in alcun modo essere considerate a tutela del personale e dell'intera comunità scolastica, alimentando un senso di disagio ed una volontà di protesta che le organizzazioni sindacali hanno inteso ricondurre ad una ordinata e civile espressione di dissenso in tutta Italia davanti alle prefetture, in data odierna.
I sit-in, i presidi, i flash mob, realizzati tutti nel rispetto delle misure di distanziamento e di protezione responsabile di sé e della intera comunità nazionale, sono finalizzati a richiedere la trasmissione di documenti e relazioni al Governo che segnalino la gravità della situazione e che possano indurlo a trattare questo evento tra i più potenzialmente rischiosi per la salute pubblica.
Solo il Governo e i suoi ministri possono ricondurre i concorsi scuola nell'ambito di decisioni ponderate coerenti con la gestione della difficile situazione attuale. Bisogna cominciare da ora, anche per fronteggiare la seconda tornata, quella del concorso ordinario per il quale hanno presentato richiesta di partecipazione 500.000 candidati.
L'ultima considerazione è dovuta, infine, agli esiti conclusivi delle due procedure. Nessuna si concluderà in tempo utile per dare stabilizzazione nel corso del corrente anno scolastico: lo svolgimento delle prove da fissarsi anche nella primavera del nuovo anno, consentirebbe comunque la conclusione entro l'avvio dell'anno scolastico 2021/2022 con buona pace di tutti, scampando il pericolo derivante dalla pandemia che i dati ogni giorno ci confermano rialzare cruentemente la testa.

Abbiamo deciso a livello locale di evitare, crediamo responsabilmente, ulteriori presidi e sit-in che in questo momento potrebbero rappresentare un pericoloso veicolo di contagio COVID, preferendo organizzare una manifestazione “simbolica” che si terrà a livello regionale a Roma in data odierna, confidando sulla Sua attenzione alla nostra richiesta di trasmettere al Governo il presente documento"

14_10_20

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