Febbraio 2020

SCELTA SUL TERMINE DELLA VITA, EMERSI INTERESSANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE DAL CONVEGNO

convegni

(di Simone Vulpiani) In una sala dei Cordari gremita si è svolta venerdi 7 Febbraio, una giornata di approfondimento riguardo i temi legati al fine vita e le previsioni legislative alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n.242 del 2019 con la quale la Consulta ha di fatto previsto una non punibilità, in determinati casi, per l'aiuto al suicidio. L’iniziativa è stata organizzata dalla sottosezione di Rieti dell’Associazione Nazionale Magistrati, presieduta dalla Dott.ssa Francesca Sbarra, ed il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rieti, presieduto dall’Avv. Attilio Francesco Ferri, riprendendo il percorso di iniziative culturali già intrapreso nel corso del 2019 con l’apertura del Tribunale in occasione della “Giornata della Legalità 2019". Si sono cosi intervallate riflessioni prettamente giuridiche, grazie alla presenza di illustri relatori al tavolo e di un pubblico in sala per la maggior parte formato da avvocati e giudici ma anche di medici.  Anche l'aspetto sanitario è stato toccato con particolare riguardo alle cure palliative capaci di alleviare il dolore e condurre la persona ad una morte più serena. Il dibattito pomeridiano ha visto la partecipazione tra i relatori di persone direttamente toccate dall'argomento come Beppino Englaro, padre di Eluana e presidente dell'omonima associazione, e la dottoressa Maria Rosa Restuccia oncologa esperta in cure palliative ma anche di studiosi e conoscitori della materia da un punto di vista "morale" come il Dott. Paolo Flores D'Arcais e il Vescovo di Rieti Domenico Pompili.  Le contrapposizioni e gli angoli di veduta differenti sull'argomento sono subito emersi alla luce anche di una normativa per nulla puntuale già redarguita dalla Consulta. Di fatto viene ad essere giustificato l'aiuto al suicidio in particolari situazioni in cui emerga una irreversibilità del processo che conduce alla morte, la volontà del malato e la presenza di indicibili inutili sofferenze. Appare quindi una tipizzazione dei criteri che ha indotto taluni a pensare ad una certa timidezza anche da parte della Corte Costituzionale nel disciplinare la materia. Nella stasi più completa del potere legislativo il rischio è che la materia venga normata in via giurisprudenziale con eventuali problematiche inerenti i poteri dei giudici e la discrezionalità di determinate sentenze. Con la sentenza della Corte Costituzionale si è di fatto creato un diritto a morire non accompagnato da un dovere di uccidere poiché è lasciata e comunque garantita l'obiezione di coscienza in capo ai medici. Ancora dal punto di vista giuridico è necessario fare un distinguo tra l'aiuto al suicidio, dove l'azione finale viene effettuata dal suicida nel caso in cui possa farlo e l'omicidio del consenziente dove la vita viene tolta da un altro soggetto. La disciplina evidenziata dalla Corte Costituzionale è a metà tra queste due previsioni. Lo scontro dialettico più acceso si è avuto poi tra il Vescovo Pompili e il filosofo D'Arcais. Il professore si oppone fortemente a quello che chiama "obbligo di vivere" profetizzando un futuro in cui potrà essere tolta la vita anche ad un soggetto in perfetta salute ma comunque consenziente. Il religioso invece, provenendo da un ambiente orientato alla filosofia della vita, si è opposto fortemente a questa visione puntando oltre che sul concetto di autodeterminazione su quello di condivisione e soprattutto obblighi morali verso la società. Su tutti i ragionamenti l'esperienza toccante raccontata dalle parole dirette di Beppino Englaro che ha parlato di Eluana come tenuta in vita e torturata contro la sua volontà, manifestata prima dell'incidente, di voler morire nel caso si fosse trovata in una simile situazione.  In gioco è la morale ma anche la dignità delle persone, di tutti noi, visto che questo del fine vita sarà un argomento che toccherà tutti. In attesa di una previsione normativa completa ed innovativa non rimane che il confronto tra posizioni diverse come è stato magistralmente fatto in questo convegno.

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