Giugno 2018

STORIE

SANT'ANTONIO E QUELLO 'STRANO' LEGAME CON LA CITTA' DI RIETI

Speciale FORMAT

storia

Da anni ci sentiamo ripetere ‘Ma che c’entra S. Antonio da Padova con Rieti?

Per rispondere occorre andare molto lontano, 11 mesi dopo la morte del Santo. Con l’aiuto del compianto prof. Savino Pasquetti, suo fratello devoto, autore di numerosi scritti, ripercorriamo questa storia.

Sappiamo che per un soffio Rieti, nel lontano 1232, non vide nella sua Cattedrale la proclamazione ufficiale della santità di Antonio, la quale avvenne invece a Spoleto, a meno di un anno dalla sua morte, ad opera di Papa Gregorio IX. Il Papa, per di più, assunse l’intera responsabilità di una procedura rapida e insolita in fatto di canonizzazioni, tenendo conto della mole di miracoli attribuitagli e delle profonde conoscenze teologiche.

La gente di Rieti, vedendosi sfuggire un avvenimento così straordinario, rimase alquanto sconcertata e delusa per il mancato appuntamento, decidendo comunque di adottare il Santo padovano (in realtà nacque a Lisbona) venerandolo profondamente.

Dagli scritti dell’epoca si scopre che già nel 1256 si concedevano 100 giorni di indulgenza a coloro che, nelle feste di S. Francesco, S. Chiara e Sant’Antonio, e per tutti gli otto giorni seguenti, avessero visitato la chiesa di S. Francesco da poco ultimata, e nella quale le feste avevano luogo.

Non si ha ancora traccia della caratteristica processione che apparve solo nella seconda metà del ‘400, epoca in cui comparve anche l’attuale immagine del Santo: volto, mani e piedi sono ancora oggi quelli di allora, solo il busto anticamente realizzato con un’armatura di legno e paglia, è stato sostituito da uno in terracotta. Da allora, la famosa Processione, conserva i connotati che ha oggi, sebbene fosse soprattutto notturna. Lumi a petrolio illuminavano in maniera suggestiva l’intera facciata della Chiesa.

Quegli anni a S. Fabiano..

Fino a circa 50 anni fa S. Antonio veniva conservato per tutto l’anno nel Monastero di S. Fabiano. La notte tra l’11 e il 12 giugno una piccola folla accompagnava la statua fino alla Chiesa di S. Francesco dove veniva vestito e, il giorno dopo, esposto. La reposizione avveniva di solito nel giorno di S. Giovanni Battista, dopo la mezzanotte. Il Santo, spogliato del vestito della festa, veniva riportato alle suore che l’attendevano addirittura commosse.

(da Format 2009)

 

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