Maggio 2019

SABINA UNIVERSITAS, ANCORA UN RINVIO PER L'APPROVAZIONE DEL BILANCIO 2018

università

Questo bilancio non s'adda fare e lunedì, durante l’assemblea dei soci tenutasi a Palazzo Dosi, arriva l’ulteriore rinvio sull’approvazione del bilancio 2018 della Sabina Universitas.

Il tema caldo, sulle sorti del consorzio universitario, resta in bilico. Di certo si sa che il passivo, secondo il rendiconto del 2018, si attesta attorno ai 250mila euro, ben lontano dai 2,9 milioni del 2017.

La situazione è complessa, sotto il profilo economico, e per avere un quadro attuale da illustrare ai soci lunedì è stata presentata la semestrale perché, ci spiega Vincenzo Regnini: “I soci, tenuto conto della pesantezza del bilancio, hanno chiedosto l’andamento dell’azienda dei primi sei mesi del bilancio 2018-2019. E’ utile come fotografia per un quadro decisionale completo”.

E per quanto riguarda gli sviluppi recenti in fatto di azionisti, aggiunge: “In questo momento ci sono dei rumors, o almeno tali li definisco, che un Comune dell’area sabina abbia manifestato l’interesse ad entrare nel capitale sociale, il che potrebbe rappresentare una boccata d’aria fresca. La stessa Provincia, che a seguito dell’incertezza dell’esistenza dello stesso ente, aveva fortemente ridotto la partecipazione societaria, sembra intenzionata a non voler più restare simbolicamente presente ma fattivamente, credendo Calisse, fortemente nel progetto Università.

E’ altrettanto ovvio che alla riduzione degli investitori consegue una ripartizione e un impegno economico dei soci talvolta più oneroso rispetto a quanto si era messo in preventivo”.

E sulla rivalutazione della forma consortile, Regnini afferma: “Entriamo nel campo del “possibile”. Tenuto conto che le risorse sono quelle e non più bisogna trovare un meccanismo che porti ad una situazione di equilibrio. I ritardi si devono proprio alle riflessioni sulla modificazione della struttura consortile in quanto si vorrebbe evitare di confezionare un pacchetto e consegnarlo nell’interezza nelle mani di qualcuno, prediligendo una misura strategica per uscire dall’impasse in maniera strutturale.

E sulla revisione delle convezioni?

“Inizialmente si pensava di spacchettare il debito che il consorzio ha nei confronti delle Università e al contempo ridimensionare il costo delle convenzioni, sul quale c’era una disponibilità. Le Università hanno però deciso di affrontare la questione in una misura unica. Al momento non ho il ruolo per poterle ricontrattare, per cui ci penserà il nuovo CDA a creare un’operazione ad hoc”.

condividi su: