Ottobre 2018

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ROCCASINIBALDA SALUTA FRANCESCO

All'indomani del tragico incidente avvenuto sulla Salaria (leggi) in cui ha perso la vita tra gli altri  Francesco Ventrone di 26 anni originario di Gaeta ma residente a Roccasinibalda, la sua comunità ha proclamato il lutto cittadino "Vogliamo in questo modo manifestare alla famiglia Ventrone - scrive il Sindaco Stefano Micheli - la vicinanza dell’Amministrazione Comunale e quella dell’intera comunità per la tragica perdita che li ha colpiti, e che ha colpito ciascuno di noi. Insieme a Mirko Magi e Luca Renzi di Torricella in Sabina, Francesco è stato vittima del tragico incidente stradale avvenuto sulla SS4 Salaria il pomeriggio del 28 ottobre u.s. Per tale motivo sarà ordinata, durante lo svolgimento delle esequie, la sospensione di ogni attività negli uffici pubblici e in tutte le scuole di ogni ordine e grado e saranno apposte bandiere a mezz’asta sulla facciata della Casa comunale.

L’Amministrazione invita i concittadini, i titolari di attività produttive e commerciali, le organizzazioni politiche, sindacali, sociali, economiche e produttive ad esprimere la loro partecipazione al lutto nelle forme ritenute opportune e ad evitare comportamenti che possano contrastare con lo spirito di profondo dolore che accompagneranno tale giornata."

La comunità di Roccasinibalda ha voluto salutarlo attraverso questo scritto

"Pensi che sia giusto misurare le parole, che il silenzio sia la migliore forma di rispetto per questo dolore che ha tragicamente sconvolto la vita di una intera famiglia, che ha strappato la vita a così tanti giovani del nostro territorio in un solo colpo, che ci ha portato via Francesco. Lo hai visto, quel dolore, sui volti di Mario, di Maria Assunta, di Antonio, di Cristian. Di quelli che ti hanno visto crescere e che conosci da sempre, di quei figli che invece hai visto crescere e che conosci da sempre. Sai che non si dovrebbe morire a 26 anni, e nemmeno a 19, a 47 o a 71, per andare a lavorare, o per spostarti in un giorno di festa. Eppure quella maledetta strada la percorrono in tanti ogni giorno per recarsi a lavoro, perché da noi il lavoro non c'è, e allora devi fare il pendolare. La Salaria se ne sta li, immutabile, ad esigere il suo tributo di sangue. E non serve oggi dire di chi è la colpa. Sono passate intere generazioni di classe politica e nulla è cambiato per le nostre terre, terremotate già da prima del terremoto, con deficit di sviluppo strutturali impressionanti e anche solo il desiderio di immaginarlo, un futuro diverso, possibile. Oggi ti ricordiamo, Francesco, con il tuo sorriso e la tua bontà. Da domani inizieremo ad esigere che quel futuro che abbiamo paura anche solo di immaginare diventi realtà.

Che la terra ti sia lieve, Francesco.

La comunità di Rocca Sinibalda

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