Giugno 2018

RIETI MISTERIOSA

RIETI MISTERIOSA

storie

Noi alla Fonte di Sant’Eleuterio ci siamo tornati. E ciò che abbiamo visto non ci è piaciuto. La vegetazione ha ricoperto ogni pertugio ed ora diventa anche difficile identificare questo luogo per chi non lo conosce. Siamo spinti dall’amore per questa terra e dalla curiosità per il suo passato; faremo di tutto quindi per capire se è possibile agire direttamente per restituirle dignità. Siamo tornati sui luoghi presi precedentemente in considerazione, quelli a cui si giunge percorrendo la zona nel retro camposanto. Ora accanto alla mura del Cimitero ci sono cumuli di terra derivati dagli sbancamenti effettuati: sarebbe interessante osservare attentamente l’eventuale presenza di qualche reperto. Come già detto seminiamo indizi, supposizioni, leggende, dicerie, e qualcuno ci ha fatto l’onore di rispondere, accettando prossimamente un sopralluogo con ‘occhio scientifico’. I risultati li comunicheremo sul nostro sito formatrieti.it o sulla pagina FB relativa a questa rubrica.

L’importanza di sottrarre all’oblio
Intanto lo storico Roberto Marinelli, da noi interpellato sull’argomento trattato nelle precedenti puntate ci scrive “L’oblio è parte della vita, altrimenti chi fa ricerca storica non avrebbe motivo nemmeno di esserci. Così quello che si è dimenticato e cancellato dalla memoria, ci riempie di fascino e mistero quando vi inciampiamo … La zona dal Cimitero a Colle Sant’Arcangelo e San Basilio, compreso Fosso dell’Abbatello (il nome stesso ci dice qualcosa) e Fosso S. Eleuterio, potrebbe essere un museo a cielo aperto.
In quell’area sono stati ritrovati i resti di santuari romani, epigrafi romane, i resti del vecchio monastero di S. Eleuterio (definitivamente distrutti a fine Ottocento per costruire il Cimitero), cocci, scodelle, brocche romane e medievali, che sono in parte esposte al museo civico archeologico reatino e in parte ancora stipate in casse, in attesa di sistemazione. Per avere poi un’idea meno misteriosa delle strutture religiose del luogo dove è nato il cristianesimo reatino, oltre a fare un giro per il museo, per il Cimitero (dove ad ogni scavo di tomba in terra emergono cocci antichi e mattoni), converrà leggere ciò che ha scritto Vincenzo Boschi e le notizie che ho riferito su quell’antica fonte di Sant’Eleuterio e sugli altri edifici sacri scomparsi della zona, riportati nelle Malinconiche dimore, libro di 500 pagine edito dalla Deputazione abruzzese di Storia Patria e dall’Editrice Colacchi dell’Aquila nel 2006. In quel testo sono individuati 117 siti medievali e pastorali scomparsi. Qualcuno è stato restaurato, dopo la pubblicazione del libro, ma tanti sono persi per sempre entrando nel presunto mistero affascinante.” Il prof. Marinelli ci invita affettuosamente a continuare a sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica nostrana sui patrimoni nascosti “Bene fate ad ammantarli di mistero e magari pure popolarli di qualche fantasma, così forse si attira l’attenzione degli ignavi, forse si induce alla lettura dei libri, e forse si cresce un pochino - bene o male - in consapevolezza di sé. Chissà non ci sia pure qualche amministratore pubblico disposto a sollecitare interventi di recupero.”

S.Eleuterio: Fonte, Monastero, Eremo ed Oratorio
Ed allora si prosegue! Questa volta con noi c’è colei che per prima accese la scintilla su questa area, Felicetta Vecchi, padrona di casa in questa area che vide le origini della sua famiglia. Ci indica i sentieri: scopriamo che sono gli stessi da noi individuati. Stavolta ci appaiono completamente cambiati, la vegetazione ha ingoiato famelica le tracce precedenti, quasi a nasconderle alla nostra curiosità. Tutti i suggerimenti portano lì, in quel pianoro che, ricorda bambina, come un meraviglioso giardino. Coltivazioni a perdita d’occhio e tanta cura da parte degli agricoltori del tempo. La bussola della memoria colloca esattamente casali e famiglie, insieme agli avvenimenti “Vedete quella depressione? Era ‘il buco della bomba’ per noi. Era stato colpito dai bombardamenti ed alcuni antichi detriti erano riaffiorati. Ricordo giocavamo con delle tessere di mosaico blu...” E i passi tornano nella ‘stanza sprofondata’, un perimetro di mura da cui emerge un albero ed ancora, ormai completamente avvolti dall’erba e dall’edera altre pietre. Si scende, attenti a non scivolare sulle foglie bagnate, seguendo un muro nascosto segno di precedenti insediamenti. Ed eccoli tornare: detriti, tegole, resti... cosa c’era in questo posto dove l’ampio spazio a disposizione rimasto lascia intendere sorgesse qualcosa di importante?
E quelle cavità nel terreno, conducono davvero in stanze ormai finite al di sotto del terreno o sono tane di animali? Le leggende narranti di tesori nascosti si riferiscono ad antiche ville romane? “Qui, proprio in questo punto ricordo vennero fuori due capitelli” precisa Felicetta. Cosa cerchiamo? Una risposta.
Polo Toffoli ormai coinvolto totalmente in questa ricerca, ha rintracciato la presenza di Francesco in questo luogo “Dimorando il beato Francesco nell’eremo di S. Eleuterio di fronte a Rieti, a causa del freddo intenso rattoppò la sua tonaca e la tonaca del suo compagno Riccerio”. (Delle Croniche degli ordini Instituiti dal P.S. Francesco), in altri testi è invece citato un oratorio di Sant’Eleuterio.  Lo colloca esattamente uno scritto del 2009 di Manlio Ianni che racconta come fosse stato identificato proprio sopra una collinetta, a quattrocento passi da Fontecerro, sopra la strada provinciale “.con l'aiuto di in vecchio cantoniere, Felice Campanelli, Manlio Ianni e i suoi amici hanno ritrovato i resti della residenza invernale di San Francesco.La notizia ha fatto il giro del monda fino ad interessare la giornalista del N.y.Times Linda Franke. Gli scavi sono fermi tra il disinteresse generale” Mentre nel libro di Arduino Terzi ‘Il poverello nella Valle Santa di Rieti’ nell’elencare i miracoli, fa riferimento al terzo sito “il Santo compì il miracolo della guarigione di un fanciullo in un piccolo oratorio dedicato a Sant’Eleuterio, oratorio situato a triangolo tra Stroncone e Configni”. E per finire (momentaneamente): sapete che in Tracia c’è una chiesa intitolata al Sant’ Eleuterio in segno di fratellanza?

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