Ottobre 2018

EVENTI E MANIFESTAZIONI

'RIETI C'ENTRO' ED I VENERDI' AFFOLLATISSIMI

I commercianti parte attiva e propositiva

spettacolo

(di Stefania Santoprete) E così si è concluso questo felice esperimento, concretizzatosi dopo un numero zero, che ha visto protagonisti e interpreti i commercianti del centro storico costituitisi in rete d’impresa. ‘Rieti c’entro’: nome esplicativo per una geolocalizzazione ma anche un’assunzione di responsabilità al di là delle recriminazioni e delle estenuanti attese passive.

Un gruppo, con presidente Carlo Proietti, supportato dalla Confcommercio e dal Comune, che crea un progetto, vince il bando ed ottiene i finanziamenti opportuni per una serie di iniziative volte alla rivitalizzazione (‘rianimazione’ calzerebbe meglio) del centro città. L’iniziativa era partita da un assunto “Sono troppe le persone che negli ultimi anni non sono più entrate in centro storico - aveva spiegato Carlo, titolare di L&D Arredamenti - non ne avevano magari motivo. Eppure dopo il restyling la città offre degli scorci particolarmente gradevoli e l’atmosfera serale può portare a innamorarsi di questi luoghi. Vogliamo tornino tutti in centro, guardandolo con occhi nuovi. Debbono tutti sapere, anche oltre le mura, che ogni venerdì c’è qualcosa da fare, da gustare, da apprezzare a Rieti".

E così è stato. Tutti i venerdì negozi aperti dalle 20 alla mezzanotte e in ogni angolo la possibilità di vedere esibirsi un’artista, recitare un attore, presentarsi un’associazione con alcuni momenti clou come la selezione di Miss Italia, la doppia Notte Bianca, il Summer Food ed infine la tappa della rassegna ‘Il mio canto libero’.

Tutti gli aderenti alla rete (circa 100 imprese commerciali) hanno espresso apprezzamento per il manager di rete Riccardo Guerci, per l’operato del Presidente Carlo Proietti coadiuvato da Luigi Chiani.

Il Presidente  Tosti rivolge un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato, ai cittadini, all’Amministrazione Comunale per il supporto  fornito ed infine alla Regione Lazio che ha creduto nel progetto.

Ai saluti finali sul palco, trapelava la soddisfazione per avere ben lavorato riuscendo a portare tantissima gente fuori casa (complice anche la felice combinazione di diversi altri grandi eventi) con una promessa confortante “Non finisce qui!”.

Cosa fare domani? La proposta di chi ci vede da fuori

Di questa città sono entusiasti. Il poco tempo trascorso qui li ha convinti che siamo un popolo accogliente e positivo (la prima impressione è quella che conta!). Che questa città ha le caratteristiche giuste per esplodere al pari di tante altre e divenire polo d’attrazione per tante attività estive ma anche, perché no? invernali.

Il discorso si fa interessante e seduti ad uno dei tavoli del Summer Food tentiamo di mettere alla prova i nostri interlocutori parlando di pioggia, temperature rigide, giornate che si accorciano ed una Piazza centrale disgraziatamente in salita. Non si arrendono. “Ed allora? Cosa dovrebbero dire quei poveri tedeschi?! Una noia mortale. Wurstel, meteo avverso e nessun’altra prospettiva se non avessero inventato iniziando, nel fango e nei campi, una piccola manifestazione chiamata ‘Oktober Fest’, ora diventata una città!”

Lo spiega con un irresistibile accento argentino, che traduciamo per brevità, ‘Rulo’Spitale (così lo chiamano i suoi amici per via di quella ex capigliatura a ‘boccolo’) mentre osserva il suo asado a fuoco aperto.

Sembra essersi trasformato in un convincente testimonial “Una cittadina questa molto positiva, da presencias historicas: vuol dire aver vinto al 50%. La gente non riempie il centro non per la pioggia o il freddo ma perché non ne ha motivo. Non dovete puntare su grandi spettacoli o incredibili idee basta creare un contenitore caldo e colorato e come un pentolone metterci dentro qualcosa. Non servono grandi spazi, non ci si muove in quantità come in estate, basterebbe un gran tendone senza alcuna parete e panche per sedersi e stare stretti stretti tutti insieme”

Non tensostruttura, quindi ma una megatettoia. La sua proposta, capiamo in un secondo tempo, è per fare in modo che ai bordi possano sistemarsi  dei mini truck pronti a cucinare qualsiasi specialità dalle polpette agli arrosticini, dai piatti messicani a quelli venezuelani e ad offrire uno spettacolo ‘a sorpresa’ ai presenti, così da coinvolgerli.

“Sono sicuro che qualsiasi cosa organizzerete la città risponderà poiché ha un gran cuore. Mio figlio è entrato in una tabaccheria ed ha scoperto che il titolare, come noi, era un ex giocatore di rugby. Quella persona si è messa immediatamente a disposizione, prendendo la propria auto ci ha accompagnato dove occorreva. Il rugby è una collettività mondiale, ma anche spirituale: siamo tutti uniti, non è solo uno sport ma una filosofia di vita. Eppure sono sicuro l’avrebbe fatto chiunque. Ve lo dice uno che abita da 26 anni a Rimini, maestra nell’accoglienza. Avete le armi per diventare un polo culturale, artistico, musicale, gastronomico. Noi siamo veramente soddisfatti di questi giorni passati di aver fatto la vostra conoscenza.” Anche noi.

Fa sempre piacere ricevere un’iniezione di fiducia, soprattutto con l’approssimarsi della brutta stagione. Specialmente se a recensirci in questo modo è chi ogni settimana si confronta con piazze diverse, anche estere. Un ex animatore, già conosciuto da ognuno di noi attraverso uno dei tormentoni degli anni ’90.  Jose "Rulo" Spitale firma insieme a Salvatore Nonnis ‘La Vuelta’ ballata in gruppo in diverse latitudini, dalla Spagna (dove diventa una hit) fino a Miami e in tutto il centro America. Una bella soddisfazione per la generazione ‘di ritorno’ di colui che negli anni ’40 lasciò un piccolo paese siciliano per salpare in cerca di fortuna verso l’Argentina.

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