Agosto 2020

TERREMOTO

RICOSTRUZIONE, UNA FAMIGLIA TERREMOTATA SCRIVE A CONTE A 4 ANNI DAL SISMA

ricostruzione

Di seguito la lettera aperta che Mario Sanna a nome della sua famiglia e di tante altre in attesa di una ricostruzione, da quel lontano sisma del 2016 i cui effetti sono ancora sotto gli occhi di tutti, ha inviato al Presidente Conte,  l'ennesimo grido di dolore.

"Il 3 Agosto si è inaugurato il Ponte San Giorgio a Genova. In meno di due anni di lavoro è stata portata a compimento un'opera indispensabile per la città. Sfilata in pompa magna, frecce tricolori e pacche sulle spalle ai tanti operai. Rimangono i familiari delle vittime che non hanno partecipato perchè ancora in attesa di un chiarimento che li riguarda. Un po' come quello che è successo a noi Presidente, da quell'ormai lontano 24 Agosto 2016. Tra poco saranno quattro anni che la tragedia del sisma ci ha portato via Filippo, nostro figlio di 22 anni, e con lui altre 294 vittime. E da quella data noi familiari delle vittime siamo in attesa di un riconoscimento, di un aiuto perchè nulla di nulla è stato fatto nei nostri confronti. Nessuna giustizia e nessun aiuto. Le ferite della nostra anima sono ancora molto profonde e noi sentiamo intatto il profondo senso di solitudine che abbiamo ricevuto dal comportamento delle istituzioni nei nostri confronti. Il motto “Non vi lasceremo soli” che come un mantra è stato da voi ripetuto in questi anni non ci ha coinvolto, non è stato certamente rivolto a noi. Gli incontri che la mia famiglia ha avuto in questi anni con le istituzioni, a qualsiasi livello, hanno raccolto parole di sostegno e comprensione da tutti ma poi, nel momento di dare un segnale concreto alle nostre richieste di solidarietà, queste parole sono svanite nel nulla. Di fronte a questo, Presidente Conte, ci sentiamo cittadini di serie B e non solo. Ci sentiamo esclusi dalla vita di questo paese e umiliati nella nostra dignità.

“Le parole sono pietre”. Così Carlo Levi titolava un suo libro di denuncia per dire che le parole devono avere un loro peso, una loro gravità, una corrispondenza biunivoca tra il dire e il fare.

Alle sue parole di impegno racchiuse in un documento che la Sua segreteria mi inviò il 9/7/2018 (e che posto qui sotto) se ne sono aggiunte altre da parte di vari esponenti politici e di amministratori ma tutte, ahimè, si sono perse nel vuoto.

Stiamo faticosamente cercando di ricostruire una nuova vita con una nuova partenza ma ancora troviamo dei muri che col passare del tempo ci sembrano sempre più alti e difficili da superare. Oggi, Presidente Conte, Le chiedo a gran voce la possibilità di un incontro per rappresentarLe e raccontarLe ciò che stiamo vivendo. Spero questa volta che possa  davvero prendere in considerazione questa mia richiesta per non farmi definitivamente perdere la fiducia nelle nostre istituzioni.

Mario Sanna
associazioneilsorrisodifilippo@gmail.com

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