Maggio 2020

RICORSO AL TAR DEL LAZIO PER L’ANNULLAMENTO DEL DPCM 26 APRILE 2020

amministrazione

Notificato e depositato telematicamente al TAR del Lazio il ricorso n.3097/2020 delle associazioni “Pro territorio e cittadini onlus” di Roma,  Presidente Patrizia Belloni e “Raggi di Speranza – ODV” di Rieti, Presidente Nazzareno Di Vittorio, assistite dall’avvocato Gabriele Colasanti, del foro di Roma, con il quale viene chiesto l’annullamento, previa sospensione cautelare dell’efficacia, del DPCM del 26 aprile 2020 che detta le nuove misure urgenti per il contenimento sull’intero territorio nazionale del Covid19, per il periodo 4 -17 maggio 2020.

I ricorrenti lamentano in primis l’illegittimità costituzionale del decreto legge 25 marzo 2020 n. 19, con il quale viene delegata al Presidente del Consiglio, la potestà di sospendere o limitare la libera circolazione delle persone sul territorio nazionale, in violazione dell’art.16 della Costituzione che prevede una espressa riserva di legge in materia, mentre il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è un provvedimento amministrativo.

Il DPCM è in contrasto con diverse norme costituzionali e leggi statali per essere discriminatorio nei confronti delle associazioni di volontariato alle quali preclude la possibilità di continuare la propria attività in favore degli associati, precludendogli l’accesso alle sedi sociali, seppure nell’osservanza delle misure di sicurezza.

Ancora, il DPCM eccede rispetto a quanto indicato dal suddetto Decreto Legge per:

- aver sancito il divieto di riunione nei luoghi privati anziché nei soli luoghi pubblici o aperti al pubblico come previsto nel decreto-legge n. 19/2020;

- aver delegato al Ministro dello Sviluppo Economico la variazione dei codici ATECO delle attività commerciali che possono o non possono stare aperte;

- aver adottato le medesime misure di contenimento per tutto il territorio nazionale senza tenere debito conto dei diversi dati epidemiologici, registrati nelle varie regioni italiane, quindi senza rispettare i principi di adeguatezza e proporzionalità, con ingiustificate restrizioni della circolazione delle persone.

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