Gennaio 2021

REVENGE PORN, DIFFAMAZIONE, STALKING: I CASI DEL 2020

sicurezza

Nel corso del precedente anno, nel Lazio, particolare attenzione è stata indirizzata all’attività di prevenzione e contrasto al revenge porn da parte della Polizia Postale, con 126 casi trattati e 59 denunciati; alla diffamazione on line con 2.234 casi e 906 persone denunciate; 143 sono stati i casi relativi allo “stalking” con 7 arrestati e 73 denunciati e alla cosiddetta “sextortion” con 636 casi trattati, una persona arrestata e 36 denunciate.

I reati afferenti al cosiddetto “Codice Rosso”, le cui indagini sono profuse non soltanto per giungere all’identificazione del responsabile del reato, ma anche per la rimuovere i contenuti dal web o, quantomeno, per limitarne la divulgazione massiva, hanno visto nella Polizia Postale un punto di riferimento per le tante vittime di reato.

Anche nella repressione dei reati di minacce e molestie, perpetrate attraverso i social network ovvero con “mezzi tradizionali”, massimo è stato l’impegno della Polizia Postale con 1001 casi trattati, 2 arrestati e 270 persone denunciate.

 

 

2019

2020

Diffamazione online

2.234

2.234

Stalking

168

143

Revenge porn

131

126

Sextortion

516

636

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Lazio, nell’ambito dei reati contro la persona, nell’anno 2020, ha trattato 187 casi, monitorando oltre 5650 spazi virtuali, riscontrandone 295 con contenuti illeciti.

L’attività investigativa in questo settore ha portato alla denuncia di 185 persone ed all’esecuzione di 7 perquisizioni.

Particolare rilevanza  ha assunto l’attività di contrasto ai reati di competenza annoverati nella legge 19 luglio 2019 n. 69, cosidetto “Codice Rosso”; dal mese di gennaio ad oggi sono stati trattati oltre 35 casi e sono state indagate più di 15 persone.

Di particolare rilievo, nell’anno appena trascorso, è il trend in crescita delle richieste di ammonimento del Questore, istituto previsto dal D.L. 93/2013, nel caso in cui non sia stata sporta querela e non siano stati perpetrati reati procedibili d’ufficio. La normativa ha concesso agli operatori di Polizia del Compartimento Polizia Postale di Roma uno strumento efficace per incidere sul fenomeno dello stalking e del cyberbullismo, e su tutti quei comportamenti che pur non integrando reati procedibili d’ufficio, sconvolgono la vita della vittima portandola all’esasperazione. Nel corso del 2020 il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha rivolto al Questore, quale Autorità di Pubblica Sicurezza, nr. 10 istanze di ammonimento nei confronti degli autori di condotte moleste.

Tra le attività di polizia giudiziaria condotte in questo settore, si segnalano alcune di particolare rilievo:

OPERAZIONE “STALKING”, L’attività di indagine, è scaturita dalla denuncia e successive integrazioni sporta da una vittima di stalkingad opera di un soggetto ignoto, che la perseguitava con pedinamenti, invio di email da account artatamente create, comunicazioni con app (applicazione mobile) di messaggistica con “apparati e utenze anonime” e intrusioni informatiche. La vittima, che nel frattempo pensava di trovare sostegno e protezione nel suo ex compagno, era inconsapevole del fatto che poi sarebbe risultato proprio quest’ultimo responsabile dei fatti illeciti. La vicinanza dello stalker, ne ha determinato un’evidente pericolosità essendo nelle condizioni di poter trasformare il suo morboso interesse in odio e violenza. Le indagini sono state ancora più complesse per il fatto che, al fine di rafforzare la sua posizione e depistare le indagini, l’ex fidanzato si  proclamava vittima dei medesimi fatti denunciati dalla donna,  denunciando a sua volta  la ricezione delle stesse email e minacce, facendo cadere esplicitamente i sospetti su un altro soggetto, che aveva fatto parte, in un lontano passato, della vita intima  della reale vittima. Identificato l’autore nel suo ex compagno e collega di lavoro, è stata richiesta, ottenuta ed eseguita ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con contestuale perquisizione ed accertamenti tecnici positivi.  

OPERAZIONE “MINACCE ANONIME” A  seguito di telefonata anonima, giunta al centralino del Compartimento Polizia Postale di Roma, in cui l’ignoto interlocutore  rivolgeva gravi minacce nei confronti di una alta carica istituzionale, veniva richiesto e acquisito il traffico in entrata dell’utenza riconducibile al centralino stesso, tramite apposito decreto di tabulati telefonici, la cui analisi consentiva di individuare, come selettivo utilizzato  per  effettuare la chiamata  oggetto di indagine, quello riconducibile ad un soggetto maschile, italiano, nato e residente in Calabria,  riscontro che risultava sovrapponibile alle   informazioni acquisite in merito alla telefonata minatoria, ovvero all’accento  meridionale con cui si esprimeva l’interlocutore. Elementi che portavano alla denuncia in stato di libertà della persona identificata. 

Un impegno costante, anche con un’ampia attività di prevenzione, è stato rivolto al contrasto dei reati d’incitamento all’odio, indicatori di violenza di genere e condotte discriminatorie di genere, antisemite e xenofobe, con oltre 8000 spazi virtuali monitorati. 

In tale contesto, si segnala l’OPERAZIONE “MANLIO GERMANO”; a seguito della pubblicazione di un post sulla pagina Facebook “Manlio Germano”, dai contenuti offensivi e di discriminazione e odio razziale rivolti nei confronti di Willy Montiero Duarte, vittima di tristi e noti fatti di cronaca, sono stati denunciati, dalla Sezione Polizia Postale di Latina, due soggetti per il reato di istigazione a delinquere aggravato dalla finalità dell’odio razziale; è stato inoltre denunciato, dalla Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Frosinone, un terzo soggetto per il reato di propaganda e istigazione a condotte discriminatorie raziali, dopo aver realizzato e divulgato su internet un video anch’esso inerente i noti fatti di cronaca ai danni di Willy Monteiro Duarte.

OPERAZIONE “NO BULLISMO” Sono stati deferiti, alle compenti autorità giudiziarie quattro giovani (tre minorenni e uno maggiorenne), accusati di un grave episodio di bullismo per aver aggredito, malmenato e ridicolizzato sui social attraverso la pubblicazione di un video, un ignaro quindicenne, agli stessi sono stati contestati i reati di percosse, violenza privata e  diffamazione aggravata.

 

 

 

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