Giugno 2020

REGIONE

RETE STUDENTI LAZIO: FLASH MOB PER IL PRIDE

solidarietà

Martedì 30 giugno gli studenti e le studentesse del Lazio sono scesi nelle piazze delle proprie città in sostegno alle rivendicazioni della comunità LGBTQIA+. A Roma, Latina, Pomezia, Bracciano, Civita Castellana e Cassino la Rete degli Studenti Medi ha organizzato flash mob e assemblee per portare al centro del dibattito politico, proprio nell’ultimo giorno del mese del Pride, i diritti della comunità omosessuale, bisessuale, transessuale e di tutti gli orientamenti e le identità di genere. "Quest’anno - spiegano - a causa della situazione emergenziale che viviamo da mesi, non abbiamo potuto partecipare e contribuire all’organizzazione dei Pride nelle piazze della nostra Regione. Nonostante questo, abbiamo ritenuto importante farci sentire e rivendicare l’orgoglio di una comunità alla quale non sono ancora riconosciuti molti diritti fondamentali. Anche per questo, ragazze e ragazzi hanno ritenuto necessario organizzarsi nel giorno in cui la proposta di legge contro l’omobitransofobia è stata depositata alla Camera dei Deputati. La proposta, infatti, rappresenterebbe un passo avanti nella tutela della comunità, ma rendere l’omofobia un reato non basterà a risolvere il problema. È infatti necessario garantire alle istituzioni e alle associazioni che se ne occupano strumenti materiali per combattere questa piaga. Nelle nostre scuole viviamo quotidianamente atti di discriminazione e di bullismo nei confronti di chi è considerato “diverso”. Sono evidenti i problemi legati alla mancanza di consapevolezza e di informazione rispetto a queste tematiche. Siamo convinti, invece, che sia proprio a scuola che i temi della sessualità e dell’affettività andrebbero affrontati con percorsi specifici per tutte le studentesse e gli studenti. Per questo chiediamo l’approvazione di una legge regionale che preveda l’integrazione di questi percorsi all’interno dell’offerta formativa delle scuole del Lazio. Sosteniamo da anni, assieme alle associazioni LGBTQIA+, la necessità di una legislazione che riconosca la comunità e che garantisca libertà e diritti di ognuno, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere. Diversi traguardi sono già stati raggiunti, ma non è ancora sufficiente: la lotta per un mondo migliore passa anche e soprattutto dal riconoscimento dei diritti di esseri umani a tutti e tutte. Occorre agire sull’aspetto culturale, quindi un’educazione sessuale e all’affettività strutturale nei percorsi scolastici affinché ognuno possa sentirsi libero di vivere la propria sessualità.  “Abbiamo sempre partecipato alle mobilitazioni su questo tema nel mese di giugno - spiega Dario Rapiti, Coordinatore della Rete degli Studenti Medi del Lazio - Quest’anno, per paura che l'argomento passasse in secondo piano a causa dell’emergenza sanitaria abbiamo deciso di organizzare flash mob e momenti di confronto in tutta la regione, sempre rispettando le precauzioni sanitarie necessarie. Abbiamo gridato a gran voce, e continueremo a farlo nei prossimi mesi, che ogni essere umano è uguale e in quanto tale va rispettato e gli vanno riconosciuti diritti e libertà. Vogliamo che ognuno possa vivere liberamente la propria sessualità e la propria identità di genere, le nostre scuole, piazze e città devono essere libere dai pregiudizi e dalla paura del diverso


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