Dicembre 2017

LIBRI

REGALI IMPAGINATI

Siamo un popolo di scrittori

libri

Mai si era vista una pioggia di libri sulla città come quella caduta copiosa nell’ultimo mese. Sarà merito del Premio Letterario che ormai da anni coinvolge la giuria popolare negli incontri diretti e nel giudizio relativo alle opere in concorso? Sarà per la presenza di professioniste e giovani imprenditrici che nell’editoria hanno investito in questi ultimi tempi? Sarà perché nonostante la materialità ci avvinca continuiamo ad essere un popolo di (santi!?) poeti e navigatori?
Vi segnaliamo quindi qualche bel regalo da mettere sotto l’albero

 

Il venditore di sogni e il signor Jack
di Felice Nucci

Un libro che nasce inizialmente nel privato, come regalo originale ed intimo da fare ai propri cari per poi trasformarsi in azione terapeutica e diventare rito collettivo in cui confluiscono le nostre stesse visioni “Guarda sempre la montagna bianca all’orizzonte e…sogna.”.
Quante volte anche noi abbiamo alzato lo sguardo su di lei sentendoci trasportare altrove? Felice Nucci non è uno scrittore e non ne ha velleità ma ha la capacità di lasciare riaffiorare la luce della speranza in chi si lascia accompagnare dalle sue pagine. Piccoli insegnamenti, pillole di saggezza, (potremmo definirla ‘popolare’) da lasciare scivolare giù fino all’anima e risvegliarsi al mattino con qualche consapevolezza in più. Alla fine ne uscirete comunque commossi. Un libro particolarmente adatto ad una terra legata a Francesco, intrisa di spiritualità.
Regalai a tutti la mia musica fino a farle attraversare le valli, i canaloni, i sentieri, a bucare le grandi nuvole bianche, e poi arrivò il vento per trasportarla ancora più lontano, chissà fin dove, per giungere dove era giusto arrivasse.”

 

 

La Forchetta in valigia
di Anna Simona Santoprete

In questo libro ci sono 50 anni di viaggi. Ci sono mamma e papà che mi hanno insegnato il gusto del viaggiare e il viaggiare gustando, c’è mio marito con il quale sono arrivata molto lontano da casa, ci sono amici passati e presenti, ci sono ricordi di bambina, di ragazza, di donna. La vita mi ha disegnato come una serena signora dalle forme burrose ma in questo libro esce il mio lato inquieto e zingaro. Quella smania che mi prende ogni tanto, di andare, vedere, capire e scoprire.
Questo libro rispecchia la mia visione del viaggio: ho sempre pensato che ci sia una fondamentale differenza tra il turista e il viaggiatore, una differenza  “di testa”: il turista ha orari e tappe predefinite e preconfezionate, il viaggiatore si informa, sa cosa fare e vedere, ma ama perdersi, non ha tempi e schemi precisi. Il viaggiatore è cittadino del mondo, si mescola e torna a casa volentieri per riposarsi, ricaricarsi e ripartire.
Il turista mangia dove gli dicono di mangiare, il viaggiatore cerca, annusa e assaggia tutto: da ogni viaggio io riporto sapori, odori, emozioni “gustative” che cerco di ricreare e proporre a chi amo. In questo libro infatti c’è tutto l’amore che ho per il cibo: che non è mai stato per me fine a se stesso ma espressione culturale di ogni comunità e atto d’amore e di condivisione. E’ per questo che non sono mai stata gelosa delle mie ricette. Prendete e cucinatene tutti!!! 

 

Il Superamento degli Abissi - Saggio Breve sul Sentimento di colpa nella vita e nell’opera di Grass
di Giuliana Bonanni

Scopo del saggio è mostrare, attraverso la ricostruzione del percorso di autocoscienza dello scrittore e l’analisi dell’autobiografia e del Tamburo di latta, che egli non aveva rimosso la giovanile appartenenza alle SS, ma aveva elaborato la propria colpa nella più totale interiorità. Personaggio di grande rilievo in Germania, aveva sempre pubblicamente rinnegato la propria fede giovanile nell’ideologia nazista, ma non aveva avuto il coraggio di rivelare questo episodio per la vergogna di essersi lasciato omologare come qualsiasi altro ragazzo tedesco. In Sbucciando la cipolla si dichiara totalmente responsabile delle proprie scelte. Tale assunzione di responsabilità rimanda ai due concetti arendtiani di responsabilità personale in una dittatura e di “facoltà di giudizio”. Il Grass adolescente deve averla avuta e questo avrebbe dovuto renderlo capace di distinguere il bene dal male, ma avendola messa a tacere, si era macchiato della colpa morale, metafisica e politica descritte da Jaspers in La questione della colpa. Riferendoci ancora a Jaspers, la consapevolezza della colpa porta con sé un’esigenza di rigenerazione, sentita dallo stesso Grass. Da qui scaturisce il grande impegno in campo letterario e politico sempre profuso dallo scrittore. Un impegno volto prima di tutto a non dimenticare. Grass, infatti, “scrive contro il tempo che cancella”, per far sì che la ferita causata da Auschwitz rimanga sempre aperta, una ferita con cui lo scrittore e la Germania, che egli ben rappresenta, hanno dovuto e saputo fare i conti.

 

 

 

 

 

 

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