Febbraio 2019

EVENTI E MANIFESTAZIONI

QUEST'ANNO GESU' E' NATO A RIETI

Imponente realizzazione del monumentale Presepe a Palazzo papale

valledelprimopresepe

Quest'anno un Natale sottotono. Magari nei cuori, nelle case, all'interno del calore familiare, il senso profondo del Natale, della comunione, è stato salvo, o forse più avvertito di certe occasioni, ma in città, per le vie, nel centro, in piazza, questo 'calore' s'è avvertito meno. Poche iniziative e mal realizzate, poca voglia di uscire e ritrovarsi in giro, poche spese (pochi soldi), poca luce, poche 'fiammelle'...

Ma qualcosa di nuovo, di veramente affascinante, di estremamente attraente, è stato il monumentale presepe realizzato sotto le volte del Palazzo papale, il "Vescovado", ... in fondo a destra. Un misto tra stupore e silenzioso raccoglimento si è sempre avvertito ogni volta, ogni giorno, lungo l'intero arco temporale di esposizione di questa sontuosa opera d'arte che ha richiamato l'interesse e la curiosità di migliaia di visitatori.

Come non esserne attratto, rapito? Come poterlo ignorare?

In un'epoca in cui non c'era più spazio per la povertà unita alla predicazione del Vangelo, San Francesco ebbe il genio e l'ardire di proporre Gesù che nasce in una mangiatoia, per aprire a tutti, ed in particolare ai più poveri, l'accesso a Dio. Per tornare a questa intuizione, in questo grande presepe realizzato da Francesco Artese, l'autore ha ricostruito idealmente luoghi, personaggi e stati d'animo del 1223, traendo però la scena fuori dal tempo, grazie ad una delicata dose di poesia. Questa riproduzione di spaccato di vita antica tra vicoli e palazzi di un misto tra i dettagli della città di Rieti ed i particolari del borgo di Greccio, è un'unione che rappresenta metaforicamente il legame tra i luoghi che punteggiano la "Valle del Primo Presepe". Uno scenario che ha lasciato stupito chiunque entrando dal grande cancello di ferro centrale, voltando lo sguardo alla propria destra, si trovava di fronte una riproduzione magnifica in cui una musica soave e delicata rendeva l'impatto ancor più mistico e raccolto.

Ammirando il presepe, si scoprivano via via particolari sorprendenti. Dall'alba al tramonto, l'opera prendeva vita: le luci delle case si accendevano svelando arredi in miniatura creati con certosina sapienza artigiana ed i protagonisti venivano inquadrati da tagli di luce teatrale. Il nobile superbo, l'umile popolana, la partoriente, il viandante e tutti gli altri personaggi comunicavano oltre la quarta parete le proprie emozioni attraverso espressioni personalizzate e quasi umane.

In un'area espositiva di oltre 50 mq, le oltre settanta statue (tutti pezzi unici) sono state plasmate in terracotta a Caltagirone dal maestro Vincenzo Velardita, "vestite" a Napoli dalle sorelle Balestrieri della Nicla Presepi secondo i costumi dell'epoca e dipinte dall'artista Rosa Ambrico. Ma anche le campane, le porte, le finestre (con tanto di cardini e vetri), sono autentiche chicche realizzate a mano dall'artista reatino Gianni Scacciafratte; così come pezzi unici artigianali sono gli animali, le tinozze e le scope, le ceste e gli stendardi, i comignoli e le quasi seimila tegole che ricoprono i tetti, tutte rigorosamente applicate a mano, una ad una, dal maestro Artese, assistito in ogni fase della realizzazione da Lorenzo Serva.

Lungo un arco di cielo stellato, reso ancor più suggestivo del calo d'intensità delle luci e lo sfiocchettìo di delicata neve artificiale, c'era anche il passaggio della cometa di Halley che disegnava la propria rotta come volesse indicare la via su Greccio, il paese del primo presepe vivente.

Un lavoro costato all'intera equipe oltre quattro mesi di duro, costante, certosino impegno: tutta un'estate rinchiusi all'interno di una delle sale adiacenti il Palazzo papale per curare ogni minimo dettaglio.

 

La monumentale opera è stata ideata e realizzata dal materano Francesco Artese, esponente della scuola presepistica meridionale, considerato tra i maggiori e più importanti maestri italiani di quest'insolita e preziosissima arte. Ha realizzato presepi in tutto il mondo da New York a Betlemme e nel 2012 ha conquistato papa Benedetto XVI con il presepe a piazza San Pietro.

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