Aprile 2018

PERSONE & PERSONAGGI

PROGETTO VERDEPIANA, ROSSI SPIEGA IL CONTRATTO DI RETE

"Non vorrei che la presenza di più Aziende  in rete, fosse un problema per il Consorzio"

impresa

Non si è ancora spenta l'eco della conferenza di presentazione del Progetto Verdepiana dello scorso 20 aprile. Proprio a seguito di quell'interessantissimo incontro, il patron dell'iniziativa, Renzo Rossi, torna con amarezza su un punto dolente che grida ancora chiarezza, se non addirittura "vendetta".

"Questo stallo in cui sembra essersi impantanato il Consorzio del nostro Nucleo Industriale - dichiara un Rossi incredulo - potrebbe derivare dal fatto che, probabilmente, non si è ancora compreso bene cosa sia il 'Contratto di Rete'. Evidentemente, o non lo si vuole capire fino in fondo oppure spaventa chi dovrebbe prendere la decisione di concedere l'area Ex Verbania per il Progetto Verdepiana, un progetto serio, lungimirante, concreto in ogni suo settore. Non vorrei che la presenza di più Aziende che si mettono in rete potrebbe creare problemi al Consorzio stesso. Se ancora non dovesse essere chiaro il mio intento, sarei disposto ulteriormente a sgombrare il campo da ogni dubbio, a spiegare nei dettagli quel che è nelle mie intenzioni e quello che potrebbe costituire per il nostro Territorio questa iniziativa. Secondo me sarebbe fondamentale per ridare slancio ad un'economia asfittica in cui alcuni imprenditori, forse non così determinati come lo siamo noi, non riescono, o non vogliono, assumersi responsabilità fin troppo impegnative e pesanti ma che, dal canto nostro, riteniamo indispensabili, oltreché coraggiose, per affrontare un mercato in evoluzione. Un mercato che deve essere assolutamente assecondato e non evitato per... paura o per incomprensibili lungaggini burocratiche".

Mettere in Rete delle Aziende non deve spaventare ma inorgoglire chi è deputato allo sviluppo di un'area o di un progetto di rivalutazione e riqualificazione di un territorio. Chi occupa un ruolo civico, politico, ed aggiungeremmo anche 'umano', volto ad incentivare iniziative private mirate al miglioramento delle condizioni economiche della collettività, non può porre freni ma dovrebbe agevolare ogni operazione per giungere insieme al traguardo.

"Esiste un precedente, quello della ditta di Annamaria D'Alessandra - conclude il promotore del progetto Verdepiana - che ha ottenuto la concessione, seppur dopo un anno e mezzo di attesa, per lo stesso identico scopo ovvero la presentazione di un progetto dietro il cui assetto era chiara l'esistenza di un gruppo di aziende costituite in rete, e che si è vista assegnare un'area precostituita con la famosa delibera del 30 ottobre".

Non si riesce proprio a comprendere, pertanto, non solo il protrarsi del tempo utile per la concessione ma addirittura il motivo per il quale si debba ricorrere al Tribunale per ottenerla, così come si è stati costretti a fare. Si è anche ventilata l'opportunità da parte di qualcuno di additare Rossi come 'sfruttatore' di questa occasione per farne mero scopo di speculazione edilizia con l'affitto dei capannoni che insisterebbero nell'area di progetto: cosa impossibile dato che, da bando, è chiaro ed evidente che per almeno cinque anni tale operazione sarebbe comunque vietata.

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