Novembre 2020

SALUTE

PROCURATO ALLARME? NO, UNA MANO TESA!

Da sempre al fianco dei cittadini e degli operatori sanitari

salute, sanità

 

La procedura utilizzata qualche giorno fa dai sanitari del Pronto Soccorso di Rieti – ci riferiamo alle foto apparse sul Corriere di Rieti e sulla testata online TPI - più che creare polemiche (come oggi riporta Il Messaggero) è la conferma di quanto i mezzi di comunicazione cercano di dire da qualche giorno, regolarmente smentiti dai comunicati rassicuranti della Asl: l’Ospedale de Lellis, come quelli di tante altre città d’Italia è sotto pressione ed è in un momento di forte criticità dovuta soprattutto ai numerosi casi di contagio riscontrati anche tra il personale stesso. Mentre per altri centri esistono strutture di riferimento importanti o alternative, nel nostro caso la vicenda è più complessa. Gli articoli di alcune testate puntano a far capire ai centri decisionali anche regionali che Rieti, stando alla pregressa necessità di nuove figure professionali, a seguito del sisma, dopo la situazione di non completata ricostruzione dell’ospedale Grifoni di Amatrice fermo alla prima pietra,  con un alto tasso di popolazione anziana e con precedenti poco rassicuranti nelle RSA e Case di Riposo, ha forse bisogno più di altri luoghi, in cui si registrano contagi anche sostanziosi, di un’attenzione alta e particolare.  Né conforta la mancata presa di posizione della politica che in questo momento dovrebbe mostrarsi particolarmente attenta ai bisogni del territorio così come i sindacati dovrebbero cautelare i lavoratori sottoposti ad un carico di lavoro già pesante nella normalità ed oggi raddoppiatosi nella necessità di supplire alle assenze. Spieghiamo meglio: ieri la trasmissione Report ha riferito le grandi difficoltà che oggi vive, tra le altre, la provincia di Latina a seguito dello smantellamento della rete sanitaria territoriale. Attorno a tale situazione si è acceso il dibattito. Purtroppo a Rieti non si riesce ad attivare una riflessione onesta sulle peculiarità e le necessità di una Provincia estesa e particolare, a confine con tre regioni. In breve: se non ci fosse ogni volta la precipitosa volontà di ribadire che ‘tutto va bene’ smentendo con la lista delle buone cose messe in atto o a cui si sta ora lavorando, se si fosse certi dell’assoluta gratitudine che il territorio prova per medici, infermieri, personale costretto ad affrontare un’esperienza mai immaginata fino a qualche mese fa, siamo certi si potrebbero ottenere nella coesione a favore dell’utenza risultati migliori, rafforzando le richieste. Qualcosa molto lontano quindi nelle intenzioni di chi scrive, del ‘procurato allarme’ a cui fa sempre riferimento la Asl di Rieti minacciando denunce.

03_11_20

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