Novembre 2018

PREFETTURA PER L'EMERGENZA CINGHIALI "ABBATTIMENTO E TRASFORMAZIONE DELLE CARNI"

Presieduta dal Prefetto Reggiani, si è tenuta oggi in Prefettura una riunione allo scopo di approfondire le problematiche connesse con la presenza di cinghiali sul territorio provinciale. Sono intervenuti i rappresentanti dell’ISPRA (Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale), della Regione Lazio, dell’Azienda USL, degli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) di Rieti, dei Parchi e delle Riserve Naturali oltre a quelli della Confagricoltura e Coldiretti.

L’incontro ha riunito le componenti che interagiscono,a diverso titolo, nella materia con la finalità comune di garantire la sicurezza delle persone e della viabilità, nonché la salvaguardia dell’ambiente e dell’economia del territorio.

Un incontro costruttivo, in cui sono stati approfonditii vari aspetti delle problematiche derivanti dalla massiccia presenza di ungulati e proposte soluzioni ed iniziative concrete ed efficaci da intraprendere.

Sono stati esaminati le varie modalità e sistemi per la conduzione dei dispositivi di cattura e degli abbattimenti selettivi di cinghiale, allo scopo di individuare le azioni più adeguate ed efficaci per fronteggiare le criticità sul territorio.

Il Prefetto ha dato maggiore impulso alle diverse attività da porre in essere, con particolare riguardo alle pianificazioni di competenza degli ATC che dovranno essere tempestivamente adottate - previa approvazione della Regione e dell’ISPRA - in modo da consentire, al termine della stagione venatoria (31.1.2019), l’immediato avvio delle operazioni di cattura e di abbattimento selettivo.

Il Prefetto ha altresì evidenziato la necessità di convertire le criticità in opportunità per la provincia.
Nell’ottica di una sinergica collaborazione, ha stabilito di realizzare una cabina di regia in Prefettura. I prossimi incontri avranno lo scopo di definire un Protocollo che definisca le diverse fasi e modalità di intervento: dalla cattura e abbattimento selettivo degli ungulati, fino alla trasformazione delle carni, realizzando così una filiera che coinvolga le diverse istituzioni e l’imprenditoria privata. Tale strategia produrrebbe il duplice effetto di ridurre il numero degli ungulati, di limitare i danni e, nel contempo, creare occasioni di sviluppo economico e nuove opportunità di crescita del territorio.

 

 

 

 

 

 

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