Ottobre 2020

PERSONE & PERSONAGGI

PICCOLI MAGHI CRESCONO: LEONARDO PANETTI INCANTA IL PUBBLICO

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VI chiedo, come vi sentireste se foste voi stessi a salire per la prima volta sul palco, di fronte a un vero pubblico. Pensateci. Interiorizzate il concetto. Cominciate ad aver paura, vero? [...] Bene, Leonardo Panetti è alla sua prima apparizione in pubblico. […] Signori, ecco Leonardo: la sua prima volta in scena
La voce del presentatore non è urlata come per le normali presentazioni. E’ invece soffusa, quasi sussurrata, con calore. Il pubblico si immedesima nel momento.
Poi, parte la base musicale. Le luci si abbassano. Restano solo quelle sparate sulla scena. Un ragazzino di 14 anni entra dalla destra del palco, fischiettando. Elegante. Due inchini. Due sorrisi. Prende un foulard, e iniziano 6 minuti di magia tra le sue mani. In un crescendo che ci ha lasciati emozionati per lui e stupiti per quanto stavamo vedendo.

Abbiamo recuperato le immagini di questa esibizione di Leonardo Panetti, un reatino doc. Non sveleremo le nostre fonti, ma possiamo assicurare che non sono i suoi genitori.

Ciò che ha colpito è stata l’emozione del pubblico, in un crescendo sempre più ammirato. Chi ha l’orecchio allenato sa riconoscere gli applausi. Il primo era di incoraggiamento, all’ingresso del ragazzo. Poi, in solo 6 minuti, quell’applauso è diventato di entusiasmo, di approvazione convinta. L’uscita è stato un fragore di urla e battimani. In quei sei minuti nella sala, in cui sedevano anche esperti del ramo, abbiamo sentito sollevarsi degli “ohhh” di meraviglia per l’apprezzamento di alcuni passaggi. Sei palline che di colpo diventano 8. Un mazzo di carte intero che compare nelle mani di Leonardo in un battere di ciglia.

Attraverso un video abbiamo assistito ad una esibizione professionale e emozionante. Quel cognome ovviamente richiama il nome di un nostro caro amico e collaboratore di questa testata, mai avremmo immaginato che suo figlio scegliesse questa strada, quindi abbiamo chiesto a Rino un commento “Ti posso dire come ha vissuto gli ultimi otto mesi: non ha fatto passare un giorno senza dedicare almeno due ore alla sua crescita tecnica. Il non dover andare a scuola, in un certo senso lo ha agevolato. Purtroppo, gli ultimi 4 giorni prima dello spettacolo ero via, in Piemonte. Così non ho potuto stargli accanto. La sera prima mi telefona e sento il tono pensieroso: ‘Papà, ma gli altri sono tutti professionisti esperti. Io ho solo 14 anni’. Mi si è stretto il cuore. Allora gli ho raccontato di Beppe Bergomi, il calciatore. Aveva solo 18 anni, nel mondiale del 1982; fu chiamato a marcare il grande Maradona, scendere in campo contro la grande Argentina e giocare in un ‘teatro’ internazionale. Sì, aveva solo 18 anni. Ma quando scendi in campo, l’età non conta più. Giocano 22 professionisti. Non so se questo lo ha aiutato; la cosa più difficile è essere coach del proprio figlio. Perché con un figlio non devi fare il coach, ma essere padre.”

Rino chiude sottolineando ancora una volta il grande lavoro fatto dal Club Magico Italiano – Delegazione Lazio, il suo ringraziamento al Presidente Riccardo Bramati, al direttore della scuola Americo Rocchi e a Davide Spada, il maestro di Leonardo.

Noi invece vogliamo concludere ricordando il Leonardo di appena 7 anni, quando salì sul palco del nostro Teatro Flavio Vespasiano per uno spettacolo, organizzato dalla Biblioteca Paroniana  e dal Comune di Rieti. Anche quella volta ci fu il coinvolgimento del Club Magico Italiano e di Masters of Magic. Ricordiamo Franco Silvi come gran cerimoniere e formatore di maghi. Vero, quella volta non era uno show a pagamento come quello dello scorso 8 ottobre, era uno spettacolo in cui il pubblico era soprattutto fatto di parenti e amici, il pathos era tutt’altro (non c’era nulla da dimostrare, solo divertirsi) ma per noi reatini resta quello il suo debutto…inconsapevole. Da quell'esibizione al Flavio sono passati anni di distanza dalla magia. Poi solo 20 mesi fa quel fuoco torna ad accendersi. Il padre intuisce che c'è vera passione. Il primo ingresso da Flavio Desideri, poi il Club Magico Italiano Lazio. L'incontro con Silvan, un pranzo e una giornata con Tony Binarelli...le lezioni al club e sui grandi libri. Amici nuovi, città diverse, stili diversi dalla piccola città di provincia. La timidezza che si trasforma grazie alla spinta della magia e della tecnica: certamente non sparisce, ma allenarsi vuol dire anche imparare a controllarla.

Poi il lockdown: un tempo investito seguendo conferenze on line dei grandi della magia. Grazie a questa passione è l'unico italiano a frequentare le due giornate di formazione on line di due stelle mondiali della magia (Lance Burton e Jeff McBride), vivendo per due giorni con il fuso di Las Vegas. Leonardo sta crescendo, non sappiamo se questa sarà o meno la sua strada nel futuro, ma come l’esperienza di papà Rino insegna, avere la capacità di ‘creare’ l’attimo magico sarà dote da poter investire in qualsiasi campo, ed il risultato potrà essere strabiliante in ogni caso!

11_10_20

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