a cura di Diego Petroni

Dicembre 2018

CALCIO

PIANTO GRECO

calcio

(di Diego Petroni) Tristezza e incertezza regnano sovrane in casa Rieti: la nuova proprietà greca è quasi del tutto assente e l’intero ambiente ne risente. Il primo problema è ovviamente quello degli stipendi, per gli addetti ai lavori il Fc Rieti è prima di tutto una professione e poi uno svago e una passione, quindi è necessario che il presidente Poulinakis, in virtù della sua carica,si spenda per questa società senza lasciarla in un rovinoso stato d’inerzia che genera continui malumori. In secondo luogo non si riesce a venire a capo del problema dell’eccessiva lunghezza della rosa: chi se ne è occupato quest’estate ha pensato principalmente a fare i propri biechi  interessi personali, tesserando una valanga di ragazzi che loro malgrado non avevano nulla a che vedere con la terza serie e spesso si sono trovati in una realtà completamente diversa dal loro Paese d’origine. Per questo ora il nuovo direttore generale Mancini è preso a tempo pieno nel cercare di ridurre drasticamente la rosa, ma trovare l’accordo con un giocatore che deve rescindere un contratto professionista non è facile e ci vorrà del tempo; in più si dovranno trovare degli adeguati rinforzi per una rosa che partita dopo partita si sta dimostrando sempre più inadeguata alla categoria. Anche i risultati sul campo quindi iniziano seriamente a preoccupare, dato che i dieci punti finora racimolati dagli amarantocelesti sembrano più occasioni fortunate che meritate. Dopo l’insperata vittoria casalinga con la Casertana infatti, il Rieti perde a Francavilla per 2 a 1 (gol di Palma) e impatta in casa 0a 0 contro una Cavese abbordabile. Decisamente meglio la settimana successiva a Lentini, dove gli amarantocelesti prima resistono agli attacchi della Sicula Leonzio (con Chastre che para anche un rigore), poi colpiscono nel finale con la zampata vincente di Pepe. Si torna al Manlio Scopigno, stavolta finalmente riaperto al pubblico dopo il termine dei lavori di omologazione, ma il Rieti non vale il prezzo del biglietto, perdendo nel finale per 0 a 1 contro una modesta Vibonese. Il copione si ripete, ancor più tragico, a Trapani,  gli amarantocelesti vengono travolti dalla valanga granata per 3 a 0, e anche in casa contro il Siracusa, dove nonostante l’iniziale vantaggio-lampo di Vasileiou, gli uomini di mister Chéu subiscono la rimonta dei biancoazzurri siciliani, che si portano a casa i 3 punti nel finale. Un lampo d’orgoglio tuttavia investe gli amarantocelesti nella trasferta di Viterbo: il diagonale di Gondo a metà del primo tempo affonda la Castrense e permette al Rieti di portare a casa il derby e soprattutto i 3 punti. La successiva gara interna contro un Potenza in gran forma però riporta tutti sulla Terra: i rossoblù asfaltano letteralmente gli amarantocelesti lungo tutto l’arco della gara stravincendo per 5 a 1 e sollevando nuovi e pesanti interrogativi sulle possibilità di salvezza della squadra reatina. Anche a Catanzaro infatti non va affatto bene, con gli uomini di mister Chéu che nonostante una buona gara vengono investiti dalla valanga giallorossa. Stesso copione la settimana successiva contro la Juve Stabia, che sbanca lo Scopigno con 3 gol nella parte finale del match che ricordano molto le sconfitte nelle ultime gare casalinghe, rivelatesi un tallone d’Achille piuttosto che un punto di forza. Ancora prima della sconfitta, da registrare la forte protesta dei tifosi reatini contro la proprietà greca, con uno striscione dove a caratteri cubitali era scritto: “Poulinakus go home!”, eloquente invito all’attuale proprietà a lasciare la guida del club. Ulteriori malumori si sono registrati nella settimana successiva con lo sciopero dei fisioterapisti e le dimissioni del medico sociale, sempre per problemi legati alla mancata retribuzione mensile, che hanno costretto i ragazzi agli ordini di Chéu ad allenarsi in palestra. Segnali inequivocabili di un malumore che sta montando sempre più forte nell’ambiente e che potrebbe sfociare in ulteriori proteste e contestazioni qualora l’attuale proprietà continui con la sua politica di austerity oppure non decida tutto d’un tratto di cambiare rotta, scenario però attualmente alquanto improbabile.

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