a cura di Diego Petroni

Agosto 2018

CALCIO

PIANTO GRECO?

calcio

Nuvole scure all’orizzonte dal calcio reatino. Dopo la storica promozione in serie C e l’eliminazione del tutto indolore dalla Poule Scudetto ad opera della Vibonese, che è riuscita a violare il Manlio Scopigno con un fortunoso 1 a 2, il presidente Curci ha ceduto l’85% delle quote societarie ad una holding europea con a capo l’imprenditore greco ManthosPoulinakis (ex presidente dell’Ofi Creta, con allenatore Gattuso), il quale ha a sua volta nominato l’agente Fifa Gianluca Marini nuovo presidente del sodalizio amarantoceleste. Fin qui nulla di male, anzi: il sempre acclamato ex-presidente Curci si è prodigato moltissimo in questi anni (soprattutto negli ultimi tre) per la causa ed era naturale e giusto che passasse la mano a nuovi investitori. I problemi però nascono adesso: ad oggi (prima settimana di luglio) i nuovi proprietari non si sono ancora presentati alla città, magari con una conferenza stampa come prassi vuole, e si sa poco o nulla su di loro e sui loro progetti ed investimenti per squadra e infrastrutture sportive. Le uniche informazioni di dominio pubblico sono scoop giornalistici purtroppo isolati, che ovviamente da soli non possono squarciare il velo di mistero che avvolge la nuova proprietà senza che questa faccia passi in avanti per chiarire la propria identità e progetti. Altro aspetto che preoccupa non poco la tifoseria è il calciomercato: il nuovo presidente Marini ha preannunciato la sua visione strategica fatta di internazionalità e valorizzazione di giovani talenti esteri (dato che i calciatori italiani si sarebbero svalutati nel mercato degliultimi anni), ma sempre ad oggi, a parte l’annuncio dell’ingaggio del tecnico portoghese Ricardo Cheu, il Rieti non ha praticamente nessun giocatore in rosa, se non i giovani di proprietà. C’è inoltre il dilemma: come comunicheranno con l’ambiente esterno e tra di loro, gruppi di giocatori di estrazione nazionale diversa tra loro? Altro bel problema, anzi forse quello principale: le glorie della passata stagione, che rimarranno indelebilmente nella memoria della tifoseria per aver ricondotto il Rieti nella terza serie nazionale, si stanno tutte o quasi accasando altrove. Sembra a piena ragione, dato che secondo gli stessi protagonisti ed indiscrezioni abbastanza fondate, la nuova società avrebbe sentito ben pochi di loro ed avrebbe fatto offerte tirate molto al ribasso, un modo decisamente poco elegante di trattare uomini, prima che giocatori, che l’anno scorso hanno dimostrato dentro e fuori dal campo tutto il loro valore e la loro professionalità. Il primo a fare le valigie è stato il tecnico Carmine Parlato, che insieme a Matteo Dionisi si è accasato a Latina. A seguire le altre stelle Biondi, Luciani, Cuffa e Minincleri, andati rispettivamente a San Benedetto, Aprilia e Mantova. Un panorama desolante, dato che si trattava di giocatori di lusso per la serie D che avrebbero costituito sicuramente un valore valido anche per la terza serie. A parziale giustificazione di questa strategia finora aleatoria e ritardataria c’è il fatto che la nuova proprietà dovrà lavorare alacremente per mettere definitivamente a norma gli impianti per gli stretti standard federali: è noto infatti lo stato di poca cura in cui versano Stadio, antiStadio e Ciccaglioni (ex-Scia), dove negli anni varie mancanze di manutenzione hanno portato angoli di usura se non di vero e proprio degrado. Il tempo stringe però, l’esordio in Coppa Italia sarà tra un mese esatto e quello in campionato tra meno di due, perciò la nuova società dovrà darsi da fare per presentare sé stessa ed i propri progetti (se ve ne sono) e cambiare rotta rispetto la situazione di mistero e di stallo attuale. La tifoseria è come al solito vigile e farà sentire le proprie ragioni qualora non si facciano passi avanti nella giusta direzione.

A cura di DIEGO PETRONI

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