Ottobre 2019

PESCHIERA-LE CAPORE DUE RICORSI PIÙ UNO FANTASMA

acqua

(di Paola Rita Nives Cuzzocrea) Nell’ultimo numero di Format avevamo parlato delle concessioni delle sorgenti Peschiera-Le Capore rilasciate a giugno di quest’anno dalla Regione Lazio al Comune di Roma e per esso ad Acea Ato2 spa, dopo che per decenni la stessa Regione ha consentito alla società del gruppo Acea spa di prelevare acqua senza autorizzazione e di rivenderla poi all’ingrosso ai Comuni della Sabina. Una concessione che subordina i bisogni d’acqua delle popolazioni reatine a quelli dell’area romana, complice anche il noto accordo di interferenza d’ambito Ato2-Ato3 del 2018 in cui si regolamenta l’atteso “ristoro economico” che il territorio reatino dovrebbe ricevere per tutelare la risorsa.

Si è chiusa in questo modo una vicenda che, in pratica, crea cittadini di serie A e di serie B, nonostante si abbia a disposizione una quantità d’acqua sufficiente a dissetare tutti, senza campanilismi e mantenendo in vita il fiume Farfa. A riaprire la partita sono stati in questi giorni il Sindaco di Casaprota e l’Associazione Postribù (che fa parte del gruppo FarfaSorGente che ha avviato dal basso tra volontari e cittadini una raccolta fondi per sostenere le spese legali), che hanno avuto il coraggio di ricorrere al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche per l’annullamento di una Delibera che, di fatto, mette nelle mani di Acea persino il raddoppio dell’Acquedotto Peschiera, nel silenzio generale e senza alcuna valutazione di impatto ambientale. Ma davvero chi amministra il territorio reatino è stato così “fesso” da non essersi accorto di nulla?

In realtà il 2 ottobre 2018, la conferenza dei sindaci Ato3 ha deliberato di richiedere alla Regione Lazio di subordinare la prosecuzione dell’istruttoria relativa all’istanza di concessione presentata dal Comune di Roma ad alcuni punti, tra cui anche la “Co-concessione per le utilizzazioni in essere da parte dei Comuni Ato3 delle acque del Peschiera-Le Capore anche a garanzia della disponibilità, svincolata dalle esigenze di Roma, e subordinata solo alla capacità di erogazione delle sorgenti” e la “estensione delle capacità del Peschiera-Le Capore ad ulteriori comuni dell’Ato3, ivi compresi quelli che importano acqua da altri Ato (Magliano sabina, Salto Cicolano, ecc..). Al contrario, la Regione ha proceduto con il rilascio della concessione senza tenere conto di queste indicazioni.  

Ecco spuntare, quindi, l’ipotesi di un terzo ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche per l’impugnazione della concessione (Determinazione ATO3-Provincia di Rieti n.30 del 13/09/2019). Ebbene il ricorso, come confermato dallo stesso presidente della Provincia di Rieti Mariano Calisse, non è stato presentato. “Tra le condizioni essenziali a cui Ato3 Rieti ha subordinato il proprio assenso al rinnovo della Concessione, vi è l’estensione funzionale e territoriale delle modalità di utilizzo del contributo stabilito con la Convenzione obbligatoria sulla interferenza, ma attualmente si possono spendere i soldi del ristoro economico solo per le opere di tutela della risorsa e quindi sulla depurazione. Tuttavia, proprio in questi giorni abbiamo ricevuto dalla Regione la disponibilità ad ampliare la possibilità di spesa anche alle opere di realizzazione di condotte idriche e loro manutenzione: a noi interessava soprattutto questo, quindi abbiamo deciso all’ultimo momento di non presentare ricorso”. Ovviamente, per concretizzare l'estensione funzionale, a questa "lettera di disponibilità" da parte della Regione dovranno seguire gli atti formali della stessa oltre che di Ato2 ed Ato3, mentre continuano quindi a restare irrisolte le questioni sollevate nei due ricorsi presentati dal Comune di Casaprota e da Postribù. Entrambi, come illustrato dagli avvocati Alessandro Iannelli e Claudio Giangiacomo, puntano a dimostrare la violazione del principio di solidarietà, in quanto le esigenze idriche dei Comuni dell’Ato3 e quindi del Reatino verrebbero subordinate a quelle della Capitale e degli altri Comuni romani dell’Ato2, nonostante ci sia acqua sufficiente per tutti se solo si riducessero le perdite. Secondo i ricorrenti l’atto impugnato andrebbe inoltre ad aggravare il danno ambientale per il fiume Farfa e, con l’aumento di portata derivata attraverso il previsto raddoppio dell’acquedotto, metterebbe a rischio persino il fiume Velino che forma le cascate delle Marmore prima di immettersi nel Nera e quindi nel Tevere. Vengono rilevate poi numerose violazioni della normativa ambientale e sugli affidamenti di concessioni. Su tutte, un atto di “rinnovo” di una concessione mai esistita, quella delle Capore, e di una scaduta nel 1996, del Peschiera. A questo si aggiunge la totale mancanza di pianificazione, delle valutazioni di impatto ambientale, la contraddittorietà tra procedimento di ammissione dell'istanza e atto di rinnovo, traslato dal Comune di Roma ad Acea Ato2 spa, una multiutility quotata in borsa. “Una concessione che non tiene conto del diritto di accesso all’acqua potabile di gran parte della popolazione sabina e del disastro ambientale in atto causato dai prelievi indiscriminati di Acea, così come accertati negli studi condotti dall’Istituto di Sanità e dalle Università Tor Vergata e Roma Tre”, spiega il Sindaco di Casaprota, Marcello Ratini. Inoltre la concessione rilasciata sarebbe addirittura per una portata superiore a quella disponibile, senza che siano stati calcolati i bilanci idrici ed il deflusso minimo vitale ed ecologico dei fiumi.

Sul tema si è espressa qualche giorno fa anche l’Ugl di Rieti in un evento pubblico dal titolo “Le sorgenti Le Capore e Peschiera sono a Rieti o a Roma?”. “Vogliamo riaprire un confronto serio e costruttivo con Regione Lazio e Acea sulla Convenzione dell'acqua perché l'attuale rinnovo delle concessioni è fortemente riduttivo e non ci soddisfa", ha dichiarato il Segretario Generale dell'Ugl Rieti Pietro Santarelli. Ancora silenziosa resta invece, per ora, la platea dei sindaci del Reatino che, passata la “distrazione” rappresentata dalle elezioni amministrative tenutesi il 26 maggio 2019 in ben 48 Comuni (le concessioni sono state rilasciate a giugno 2019), potrebbero far squadra per riprendere in mano la situazione a favore delle proprie popolazioni anche aderendo ai percorsi verso i contratti di fiume Farfa e Velino che stanno per partire.

 

Paola Rita Nives Cuzzocrea

 

due ricorsi più uno ‘fantasma’

 

(di Paola Rita Nives Cuzzocrea) Nell’ultimo numero di Format avevamo parlato delle concessioni delle sorgenti Peschiera-Le Capore rilasciate a giugno di quest’anno dalla Regione Lazio al Comune di Roma e per esso ad Acea Ato2 spa, dopo che per decenni la stessa Regione ha consentito alla società del gruppo Acea spa di prelevare acqua senza autorizzazione e di rivenderla poi all’ingrosso ai Comuni della Sabina. Una concessione che subordina i bisogni d’acqua delle popolazioni reatine a quelli dell’area romana, complice anche il noto accordo di interferenza d’ambito Ato2-Ato3 del 2018 in cui si regolamenta l’atteso “ristoro economico” che il territorio reatino dovrebbe ricevere per tutelare la risorsa.

Si è chiusa in questo modo una vicenda che, in pratica, crea cittadini di serie A e di serie B, nonostante si abbia a disposizione una quantità d’acqua sufficiente a dissetare tutti, senza campanilismi e mantenendo in vita il fiume Farfa. A riaprire la partita sono stati in questi giorni il Sindaco di Casaprota e l’Associazione Postribù (che fa parte del gruppo FarfaSorGente che ha avviato dal basso tra volontari e cittadini una raccolta fondi per sostenere le spese legali), che hanno avuto il coraggio di ricorrere al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche per l’annullamento di una Delibera che, di fatto, mette nelle mani di Acea persino il raddoppio dell’Acquedotto Peschiera, nel silenzio generale e senza alcuna valutazione di impatto ambientale. Ma davvero chi amministra il territorio reatino è stato così “fesso” da non essersi accorto di nulla?

In realtà il 2 ottobre 2018, la conferenza dei sindaci Ato3 ha deliberato di richiedere alla Regione Lazio di subordinare la prosecuzione dell’istruttoria relativa all’istanza di concessione presentata dal Comune di Roma ad alcuni punti, tra cui anche la “Co-concessione per le utilizzazioni in essere da parte dei Comuni Ato3 delle acque del Peschiera-Le Capore anche a garanzia della disponibilità, svincolata dalle esigenze di Roma, e subordinata solo alla capacità di erogazione delle sorgenti” e la “estensione delle capacità del Peschiera-Le Capore ad ulteriori comuni dell’Ato3, ivi compresi quelli che importano acqua da altri Ato (Magliano sabina, Salto Cicolano, ecc..). Al contrario, la Regione ha proceduto con il rilascio della concessione senza tenere conto di queste indicazioni.  

Ecco spuntare, quindi, l’ipotesi di un terzo ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche per l’impugnazione della concessione (Determinazione ATO3-Provincia di Rieti n.30 del 13/09/2019). Ebbene il ricorso, come confermato dallo stesso presidente della Provincia di Rieti Mariano Calisse, non è stato presentato. “Tra le condizioni essenziali a cui Ato3 Rieti ha subordinato il proprio assenso al rinnovo della Concessione, vi è l’estensione funzionale e territoriale delle modalità di utilizzo del contributo stabilito con la Convenzione obbligatoria sulla interferenza, ma attualmente si possono spendere i soldi del ristoro economico solo per le opere di tutela della risorsa e quindi sulla depurazione. Tuttavia, proprio in questi giorni abbiamo ricevuto dalla Regione la disponibilità ad ampliare la possibilità di spesa anche alle opere di realizzazione di condotte idriche e loro manutenzione: a noi interessava soprattutto questo, quindi abbiamo deciso all’ultimo momento di non presentare ricorso”. Ovviamente, per concretizzare l'estensione funzionale, a questa "lettera di disponibilità" da parte della Regione dovranno seguire gli atti formali della stessa oltre che di Ato2 ed Ato3, mentre continuano quindi a restare irrisolte le questioni sollevate nei due ricorsi presentati dal Comune di Casaprota e da Postribù. Entrambi, come illustrato dagli avvocati Alessandro Iannelli e Claudio Giangiacomo, puntano a dimostrare la violazione del principio di solidarietà, in quanto le esigenze idriche dei Comuni dell’Ato3 e quindi del Reatino verrebbero subordinate a quelle della Capitale e degli altri Comuni romani dell’Ato2, nonostante ci sia acqua sufficiente per tutti se solo si riducessero le perdite. Secondo i ricorrenti l’atto impugnato andrebbe inoltre ad aggravare il danno ambientale per il fiume Farfa e, con l’aumento di portata derivata attraverso il previsto raddoppio dell’acquedotto, metterebbe a rischio persino il fiume Velino che forma le cascate delle Marmore prima di immettersi nel Nera e quindi nel Tevere. Vengono rilevate poi numerose violazioni della normativa ambientale e sugli affidamenti di concessioni. Su tutte, un atto di “rinnovo” di una concessione mai esistita, quella delle Capore, e di una scaduta nel 1996, del Peschiera. A questo si aggiunge la totale mancanza di pianificazione, delle valutazioni di impatto ambientale, la contraddittorietà tra procedimento di ammissione dell'istanza e atto di rinnovo, traslato dal Comune di Roma ad Acea Ato2 spa, una multiutility quotata in borsa. “Una concessione che non tiene conto del diritto di accesso all’acqua potabile di gran parte della popolazione sabina e del disastro ambientale in atto causato dai prelievi indiscriminati di Acea, così come accertati negli studi condotti dall’Istituto di Sanità e dalle Università Tor Vergata e Roma Tre”, spiega il Sindaco di Casaprota, Marcello Ratini. Inoltre la concessione rilasciata sarebbe addirittura per una portata superiore a quella disponibile, senza che siano stati calcolati i bilanci idrici ed il deflusso minimo vitale ed ecologico dei fiumi.

Sul tema si è espressa qualche giorno fa anche l’Ugl di Rieti in un evento pubblico dal titolo “Le sorgenti Le Capore e Peschiera sono a Rieti o a Roma?”. “Vogliamo riaprire un confronto serio e costruttivo con Regione Lazio e Acea sulla Convenzione dell'acqua perché l'attuale rinnovo delle concessioni è fortemente riduttivo e non ci soddisfa", ha dichiarato il Segretario Generale dell'Ugl Rieti Pietro Santarelli. Ancora silenziosa resta invece, per ora, la platea dei sindaci del Reatino che, passata la “distrazione” rappresentata dalle elezioni amministrative tenutesi il 26 maggio 2019 in ben 48 Comuni (le concessioni sono state rilasciate a giugno 2019), potrebbero far squadra per riprendere in mano la situazione a favore delle proprie popolazioni anche aderendo ai percorsi verso i contratti di fiume Farfa e Velino che stanno per partire.

 

 

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