Maggio 2019

OZMO SPETTINA RIETI, E CI PIACE

rieti

Chi si sarebbe mai aspettato di camminare per le vie di Rieti ed inciampare su un enorme graffito in corso d’opera alla luce del sole?

Nessuno. E per i più deboli di cuore, stupiti dalla mole di vernice riversata sulla facciata del Palazzo di Giustizia, la rassicurazione. Un’opera coerente con il territorio, quella si sta delineando in queste ore, che rende omaggio a uno degli affreschi più rilevanti conservati sul territorio, Il Giudizio Universale dei fratelli Torresani, citando il Ratto delle Sabine, una delle vicende più antiche e significative per la cultura reatina, atto a creare un legame tra la tradizione storica endemica della città, dettata in una lingua contemporanea come quella della street-art.

L’iniziativa si incasella nella manifestazione “Tracce di memoria – linguaggi contemporanei tra passato, presente e futuro”, a cura di Annalisa Ferraro, pensato dall’Agenzia Creativa The Uncommon Factory per il bando Abc – Atelier Arte, Bellezza e Cultura, sostenuto dalla Regione Lazio e cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Nell’Atelier “Racconti Contemporanei”, collocato nell’ex Monastero di Santa Lucia, The Uncommon Factory infatti, l’ hub culturale che ospiterà esposizioni temporanee, attività formative ed educative, eventi sociali. E’ Annnalisa Ferraro Responsabile Artistica, a raccontarne l’origine:

“Ormai due anni fa la Regione Lazio ha creato un bando per individuare l’area nella quale sviluppare il progetto Tra.me. Ingenti le località che hanno risposto all’appello previa candidatura, tutte belle e suggestive, tra cui borghi di immenso valore. E allora perché Rieti? L’unione paesaggistica ed artistica in una città coerente con sé stessa e lontana dall’ingerenza del turismo massivo ha colpito la nostra attenzione lasciando il segno. Abbiamo deciso che qui sorgeranno, oltre i seminari previsti per i mesi di maggio e giugno, tre opere che connettono la storia della città all’arte classica, realizzate con l’innovativa arte street”.

Ozmo, a cui nel 2014 l’enciclopedia Treccani ha dedicato una pagina, certezza del panorama internazionale dalla Svizzera agli Stati Uniti d’America, ha così conosciuto Rieti, immergendosi nella stessa fino a scegliere cosa dipingere sui muri dei luoghi stabiliti.

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