Aprile 2019

SALUTE

OSPEDALE, "LE ASSOCIAZIONI NON POSSONO SOSTITUIRSI ALLE ISTITUZIONI"

ospedale

Non solo l’impegno volontario per l’associazionismo, ma ora anche quello costante e indefesso per questa giusta causa che è quella della difesa ad oltranza dell’Ospedale di Rieti, scongiurandone il depotenziamento. Questa la vita da qualche mese del Coordinamento fatta di continue riunioni per confrontarsi sui documenti da sottoscrivere, sulle posizioni da assumere, sulle informazioni da condividere, nel rispetto di ogni sigla partecipante.

Mercoledì, durante la conferenza stampa per la presentazione delle 17.500 firme raccolte, di questo ha parlato il presidente della Sezione Avis comunale Aldo Lafiandra, spiegando come non sia proprio possibile che le associazioni si possano sostituire alle istituzioni “Di fatto questo sta accadendo, ma è un ruolo che non ci appartiene. Il Sindaco è la massima autorità , rappresenta l’autorità sanitaria, è lui a dover convocare l’Assemblea dei Sindaci. Dovremmo noi essere chiamati dalle varie istituzioni ed essere coinvolti in quanto a conoscenza di varie realtà, ci ritroviamo invece soggetti attivi, a dover interpellare come è stato detto qualsiasi rappresentante a prescindere dal colore politico, tentando di coinvolgerlo in quella che è una battaglia del territorio, necessaria. E’ tempo che noi volontari sottraiamo ad altre attività quando invece abbiamo eletto delle persone a rappresentarci per difendere i nostri diritti, dei politici che sono anche retribuiti per questo”. Traspare amarezza dalle parole di Aldo Lafiandra che racconta come emblematica una buona azione rimasta in sospeso:

“A seguito del sisma con il crollo dell’ Avis di Amatrice aprimmo una sottoscrizione tra le altre sezioni d’Italia e vari privati, raccogliemmo  la ragguardevole cifra di 160mila euro. Nell’aprile del 2017 acquistammo un’autoemoteca di avanzata tecnologia, con 3 postazioni per prelievo sangue e la consegnammo ad Amatrice . Siamo al 2019 e manca ancora di autorizzazioni. Dopo un anno Amatrice ritenne non servisse più essendo stata ricostruita la sede Avis quindi si decise  di donarla all’Avis provinciale e, a  nostra volta, alla Asl.  Il mezzo non è mai stato operativo:  a tutt’oggi nessuna omologazione ne’risposta è giunta a proposito dell’offerta. In compenso ogni volta che nei fine settimana si esce per una raccolta dobbiamo richiedere un’autoemoteca alla Regione  e versare il relativo contributo.  Sistemare questa vicenda porterebbe risparmi, semplicità di azione, snellirebbe la burocrazia necessaria ogni volta. Abbiamo alla fine consegnato una lettera esprimendo la nostra volontà all’assessore regionale D’Amato in occasione dell’incontro a Takeda. Nulla ovviamente.”  Termina il racconto con una provocazione “Noi ci diamo da fare coinvolgendo i donatori e portando avanti circa 70 raccolte l’anno, con risultati ragguardevoli.  A Roma però mancano sempre 20mila sacche che  acquistiamo dalle altre regioni con una spesa di circa 6 milioni l’anno.  Da una parte tanto impegno, dall’altra notiamo un po’ di inerzia e la volontà di penalizzare il trasfusionale di Rieti: non è che la Regione il sangue preferisce comprarlo?”

 

condividi su: