Aprile 2019

SALUTE

OSPEDALE, AUDIZIONE REGIONE: TUTTI GLI INTERVENTI DEL COORDINAMENTO

ospedale

Questa mattina si è tenuta in Regione Lazio, presso la VII Commissione Sanità e Politiche sociali, l’attesa audizione per salvaguardare la Sanità reatina da tagli e trasferimenti a causa della famigerata Legge Lorenzin e Decreti vari, emanati anche dalla Regione Lazio in regime di Piano di Rientro e di Commissariamento.

Dopo 2 mesi intensi di mobilitazione delle Associazioni e dei cittadini che ne hanno appoggiato le richieste e condiviso gli obiettivi con ben 18.500 firme in poche settimane, il Coordinamento è riuscito nell’intento di convincere i Rappresentanti politici di tutti i partiti a promuovere normative correttive dell’attuale assetto legislativo, norme che continuerebbero a penalizzarci con tagli ai Servizi e trasferimenti di competenze, come per Laboratorio Analisi, l’Immunotrasfusionale e l’Anatomia Patologica, nonché di Reparti ospedalieri accorpati o eliminati (Geriatria, Nefrologia, …).

            Oggi abbiamo finalmente potuto esporre e nostre ragioni con la voce di

Giuliano Cardone,  presidente ANMIC (mutilati ed invalidi civili)

Andreina Ciogli,     Presidente Associazione AMAR (malati di Alzheimer)

Santina Proietti,    Presidente Associazione ALCLI Giorgio e Silvia (malati di tumori)

Antonio Ferraro,   Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato

 a nome di tutto il Coordinamento Diritto Salute, del quale fanno anche parte le Associazioni Partecip-Azione, AVIS e Rieticuore.

Molte le argomentazioni a difesa dell’ospedale di Rieti, ma sostanzialmente vogliamo che vengano applicati i Decreti che proteggono i Servizi Sanitari delle Aree Sismiche  (L. 45/2017 e ss. ) dai Decreti precedenti che invece prevedono tagli, trasferimenti e accorpamenti.

            In questo caso abbiamo apprezzato la condivisione, sia dei Consiglieri regionali Pirozzi e Refrigeri, che della DG Marinella D’Innocenzo e del Sindaco di Rieti Antonio Cicchetti, così come la solidarietà degli altri componenti della  VII* Commissione di tutti i partiti: Maselli per Forza Italia, Marcelli per 5 Stelle ed il Presidente della Commissione on. Simeone.

            Ciò che però abbiamo chiesto non sono solo parole di solidarietà e mera condivisione, ma l’approvazione urgente di atti normativi che modifichino i Decreti limitativi in favore di quelli protettivi, nonché il blocco della Legge n. 70 Lorenzin che ci metta al sicuro anche dopo il 2021, consentendo di venire finalmente incontro ai bisogni sanitari della popolazione reatina ed essere pronti in caso di ulteriori terremoti, che ormai “ci fanno visita” con la media impressionante di 1 ogni 5 anni. Per quest’ultimo sforzo, come detto in Commissione dovranno anche impegnarsi la D.G. D’Innocenzo con un suo rapporto e la Ministro della Sanità Grillo con l’apposita Commissione di valutazione

 

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Queste le Relazioni dei Rappresentanti del Coordinamento Diritto Salute e Politiche Sociali:

Sig. Giuliano Cardone

Presentazione del Coordinamento Diritto alla Salute

Il Coordinamento Diritto alla Salute si batte da anni per i diritti dei malati in Provincia di Rieti E’ rappresentativo di diverse Associazioni che operano sul territorio.  Più recentemente, a partire dal 2014, ha manifestato contro alcuni decreti emanati dalla Regione Lazio, che di seguito saranno esplicitati, che si riferiscono ad una riorganizzazione dei Servizi sanitari regionali, in ossequio alla legge Balduzzi/Lorenzin, basata esclusivamente su dati numerici e senza tener conto delle esigenze dei territori, come peraltro prevede lo stesso Decreto.

Per questo abbiamo iniziato campagne di sensibilizzazione ed assemblee pubbliche partecipatissime fin dal 2014, per far capire come programmazioni basate sui volumi di prestazioni avrebbero fatalmente depotenziato i Servizi sanitari dell’unica provincia con meno abitanti del Lazio, già di per sé in fase di depotenziamento, come spiegheremo di seguito.

Appare superfluo ricordare come il San Camillo de Lellis di Rieti è ormai l’unico Ospedale su tutto il territorio provinciale, dopo la soppressione dell’Ospedale Marzio Marini di Magliano Sabino e la cancellazione, dovuta al sisma, di quello di Amatrice, ed è l’unico punto di riferimento per i cittadini bisognosi di cure adeguate.  Appare doveroso ricordare la elevata dispersione territoriale (56 abitanti per Kmq vs 342/Kmq Italia), l’esistenza di una rete viaria molto criticacon assenza di rete ferroviaria, età media della popolazione particolarmente alta (circa il 26%) con difficoltà logistiche legate agli spostamenti, nonché l’elevata incidenza di patologie croniche e degenerative.

 

Perché l’Ospedale si sta depotenziando

Da alcuni anni, e comunque a cominciare dal piano di rientro, abbiamo assistito a Rieti ad un graduale ridimensionamento della qualità dei Servizi con preoccupante perdita delle competenze apicali, cioè i primari, che a cascata ha determinato  inefficienze che gli utenti registrano quotidianamente .

Ad esempio, negli ultimi anni non sono stati   ricoperti i posti di primario di  :

  • Neurologia      
  • Geriatria  
  • Medicina Interna  1 e 2,  
  • Chirurgia Generale 1 e 2 ,  
  • Fisiatria
  • Chirurgia vascolare

o declassati ad Unità semplici dipartimentali 

  • Gastroenterologia
  • Malattie Infettive
  • Pediatria 
  • Laboratorio Analisi   
  • Immunotrasfusionale

Tra poco ci sarà il pensionamento del primario di Urologia Quindi, 14 Primariati eliminati o declassati, praticamente la metà dei reparti ospedalieri.

Dal 2014, sono stati accorpati quasi tutti i reparti medici e chirurgici, una parvenza di “Intensità di Cura”  incompiuta e calata in un ospedale peraltro non idoneo, con personale non formato, oltre ad un rapporto posti letto/popolazione al di sotto degli standard regionali.

A ciò si aggiunge una direzione sanitaria ospedaliera ormai sul piede di partenza nei fatti per cui si avverte fortemente tra gli operatori un senso di instabilità che è foriero di ulteriore peggioramento del clima lavorativo e dell’assistenza.                                                                                                                                                           Tra poco avremo un Ospedale con qualche residuale primario ed una serie  di direzioni di struttura che si alternano a distanza di 6 mesi, senza continuità o progettualità o punti di riferimento per i pazienti e gli operatori,  non in condizioni quindi di limitare la  mobilità passiva, ancora al 49% . Inutile sottolineare la conflittualità interna particolarmente acuta in alcuni reparti  che registriamo come associazioni  

Ancora qualche esempio per rendere evidente il depotenziamento.

Grave, gravissima, a distanza di 16 mesi dall’abbandono del Primario Prof. Stipa,  è la mancata copertura di una chirurgia generale ed oncologica, che sta determinando un aumento della mobilità passiva verso Terni , l’Aquila o Roma. I medici sostituti “facenti funzione” si alternano con grave disorientamento dei pazienti ed aumento delle conflittualità interne.   Le Sale operatorie di chirurgiaappaiono sempre più vuote per mancanza di utenza, riempite per lo più da patologie a basso indice di complessità; di tale situazione incominciano a soffrire anche i servizi ad essa collegate, ma soprattutto i pazienti, nei quali si ingenera un senso di sfiducia verso l’Ospedale di riferimento.

La Ortopedia, viceversa, ha una lunga lista di attesa di qualche anno per alcuni interventi programmabili, ma non può operare perché mancano ortopedici ed anestesisti.

Il nostro Hospice è uno dei pochi ancora a gestione Aziendale nella Regione Lazio, è l’unica Struttura dedicata nella Provincia di Rieti. Questa attività è attualmente gestita da quattro medici e dal Primario dell’Oncologia Medica, Responsabile anche dell’attività Domiciliare.                   Quattro medici con un contratto libero professionale, riconosciuti come “Guardie mediche”, in una realtà ormai specialistica, che richiede attività pertinenti e di settore. Un contratto che poco ha a che fare con l’individuazione delle figure professionali indicate nella Legge 38 del 2010. In base ai nuovi LEA, il medico all’interno dell’Hospice dovrebbe garantire la sua presenza 24 ore su 24.Attualmente il medico palliativista è presente solo 12 ore, la notte il Servizio è svolto dalla Continuità assistenziale, talora con difficoltà, in quanto il personale non è formato Potremmo andare avanti.

E’ quindi un ospedale che sta in grande sofferenza, come viene confermato quotidianamente dagli operatori.  Forse si sta decidendo di far morire deliberatamente la Sanità reatina di morte naturale ?  Questo non può essere possibile e non lo accetteremo.

 

Intervento n. 2

Dr.ssa Andreina Ciogli

Laboratorio analisi ed immunotrasfusionale

Il secondo intervento, Sig. Presidente, è rivolto alle richieste che il Coordinamento Diritto alla Salute sta effettuando da anni. La Sanità reatina è oggetto da tempo, da parte della Regione,  di tagli dei Servizi, legati fondamentalmente al “salvataggio” di una importante realtà romana, l’Ospedale San Filippo Neri,  noto tristemente per l’alto  debito contratto nei decenni precedenti. Tramite il Decreto regionale  219/2014, relativo alla riorganizzazione della rete dei laboratori, il laboratorio analisi di Rieti viene declassato a laboratorio di base e diventa spoke, contrariamente a quelli di tutte le altre province. Rieti diventa quindi “fornitore” di esami e prestazioni a vantaggio  del San Filippo Neri, a cui dovrà “girare” la quasi totalità delle analisi complesse al solo scopo di rivitalizzare l’esangue nosocomio romano. In tal modo il laboratorio analisi di Rieti perde competenze, perde qualità e non sarà   più possibile effettuare studi clinici all’interno della struttura ospedaliera. Aumentano, inoltre, i tempi di refertazione con evidenti disagi per gli utenti in caso di ripetizione dell’esame e per l’esecuzione di esami a pazienti fragili ambulatoriali (emocromo, tempo di protrombina ecc).  Ci domandiamo se sono stati considerati i rischi del trasporto   derivati dalla pericolosità di una arteria, come l’attuale Salaria, che è la quarta realtà italiana in termini di incidenti. Chiediamo rispetto e dignità al pari delle altre province. Il laboratorio analisi dovrà mantenere tutte le prerogative precedenti (LEC-S) analogamente alle altre provincie. Abbiamo cominciato a chiedere alla Direzione Generale quale sia il flusso effettivo delle prestazioni verso il San filippo Neri,  quali i tempi di refertazione e a carico di chi sia addebitata tutta operazione, se poi i costi sono addebitati all’ospedale di Rieti ?

Oltre al danno, la beffa !

Con Decreto regionale U00207 del 20/06/2014 relativo alla riorganizzazione dei centri trasfusionali il Centro di Rieti diventa solo area di raccolta sangue   e perde la qualifica di Centro di produzione o lavorazione, a tutto vantaggio di ospedali romani in crisi cronica, quando a Roma non mancano certo le alternative. In tal modo Rieti, che fino ad oggi è stato autosufficiente per il sangue, donando al Centro di Roma l’eccesso di raccolta (circa 1000 sacche/anno), non lo sarà più, dovendo ogni volta richiedere a Roma il sangue occorrente, con tutto quello che ne consegue, data la carenza di sangue sul territorio regionale. Inoltre saremmo veramente penalizzati in caso di emergenze, per effettuare interventi complessi e per effettuare terapie ad alto rischio ematologico, come le chemioterapie, che costringerebbero i pazienti a doversi recare altrove per curare   la propria patologia, o per intervenire con immediatezza in caso di un ennesimo evento sismico (in media 1 ogni 5 anni). La nostra richiesta è che il Centro Trasfusionale di Rieti continui ad essere SIMT(Servizio Immuno Trasfusionale) con conservazione   dell’area di produzione

Davvero, non si comprende come un Centro di Servizio, come il Trasfusionale, che ha professionalità ed eccellenze e che garantisce e soddisfa l’autosufficienza nel territorio provinciale e riesce anche a donare il residuo di ca. 1.000 sacche di sangue l’anno ad altri ospedali della Capitale, debba essere depotenziato.

 

Intervento n° 3

Sig.ra Santina Proietti

Rete delle Anatomie Patologiche 

E’ in via di preparazione un documento regionale sulla riorganizzazione delle reti della Anatomia Patologica. Il gruppo di lavoro è formato da tre clinici romani senza la partecipazione di specialisti delle province. Siamo sempre alla romanocentricità analogamente al gruppo di lavoro dei laboratori analisi. Analogamente ai precedenti gruppi di studio, la filosofia è quella di badare alla quantità più che alla qualità ed ai reali bisogni dei cittadini residenti nella nostra provincia.   Nella proposta organizzativa   è infatti previsto che le attività più complesse “…siano svolte esclusivamente presso Servizi dotati di maggiore capacità prestazionale ed organizzativa, mentre l’esecuzione delle indagini di minore complessità sia affidata a Servizi che presentano un’offerta prestazionale più ridotta anche in ragione della minore richiesta…” Vedere BUR n. 34 del 26/2018

In tale maniera si declassa di fatto il servizio di anatomia patologica dell’ospedale con perdita di competenze ampiamente riconosciute che, alla lunga, finiranno per rendere ai professionisti validi meno appetibile la sede di Rieti. La qualità delle prestazioni va semmai verificata, non autocertificata dai centri che hanno maggiori volumi. Inoltre da tempo abbiamo avanzato richiesta alla ASL di dotare l’Ospedale di Rieti, data l’alta professionalità riconosciuta al servizio, della attività di BIOLOGIA MOLECOLARE; progetto interamente finanziato dalla Associazione ALCLI Giorgio e Silvia. In tal modo si potrebbe aggregare a Rieti tutta la Sabina Romana (Tivoli, Monterotondo, Guidonia, Fontenuova, Palombara ..) bacino di utenza potenziale oltre 500.000 persone, sgravando i Centri di  Roma di richieste di prestazioni. Una volta tanto cerchiamo di invertire i flussi. La realizzazione del Laboratorio di Biologia molecolare consentirà di porre in essere terapie mirate per la cura del cancro con una notevole riduzione dei tempi di diagnosi che potranno passare da diverse settimane, in alcuni casi mesi, ad un massimo di 5 giorni lavorativi, consentendo così al paziente di poter cominciare la terapia con largo anticipo rispetto alle attuali tempistiche condizionate dalla necessità di invio dei campioni presso altre strutture regionali. Questo comporterebbe un nettomiglioramento della qualità di vita dei pazienti, una riduzione della spesa per l’Azienda Sanitaria Locale di Rieti. Consentirebbe questo all’UOC di Anatomia Patologica dell’Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti, di poter acquisire punteggio al fine di un passaggio da Servizio di I° livello a Servizio di II° livello.

La Direzione Regionale , dopo un primo positivo approccio condiviso dalla ASL di Rieti, ha opposto un muro di gomma e non risponde più alle richieste cosi come non risponde più la ASL di Rieti

 

Intervento N° 4

Sig. Antonio Ferraro

Legge Lorenzin

La presente richiesta riguarda la sospensione dell’applicazione  della Legge Lorenzin nel territorio reatino.

Di seguito le motivazioni

1)    La legge Balduzzi-Lorenzin ai fini della erogazione dei servizi, pone dei paletti legati fondamentalmente ai bacini di utenza ed alla numerosità delle prestazioni. Tutti gli atti in materia di sanità di pertinenza regionale fanno ormai riferimento a tale testo di legge.

Per quanto riguarda Rieti saremmo notevolmente svantaggiati dai numeri riportati poiché come è facilmente intuibile molti servizi dovrebbero scomparire in base alle tabelle riportate nell’allegato 1. La stessa legge però all’art 5 comma c così recita

 “…perseguire gli standard per disciplina indicati nel paragrafo 3 dell'Allegato 1 tenendo   conto di eventuali specificità del territorio regionale, documentate sulla base di criteri   epidemiologici e di accessibilità attraverso compensazioni tra discipline ...). La Regione in sintesi può operare in deroga valutando le realtà singole in piena autonomia

2)    Oltre a ciò è di recente emanazione un testo coordinato del decreto legge (GU Serie Generale  n° 84 del 10/04/2017) “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 e 2017 (Terremoto di Amatrice – Lazio !)” in cui si declara :

Art. 17 bis. Sospensione di termini in materia di Sanità 

  1. Ai comuni del cratere sismico dell'Aquila di cui al decreto 16 aprile 2009,non si applicano, per i successivi quarantotto mesi a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le disposizioni del regolamento di cui al decreto del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70, a condizione che intervenga sui singoli provvedimenti di riorganizzazione della rete ospedaliera il parere favorevole del Tavolo di monitoraggio di attuazione del citato decreto ministeriale n. 70 del 2015, di cui al decreto del Ministro della salute 29 luglio 2015 

Appare quindi alquanto consequenziale ipotizzare per il territorio reatino l’applicazione dello stesso decreto di revoca della applicazione della legge Lorenzin cosi come fatto in Abruzzo  che secondo noi  a questo punto dovrebbe essere definitiva e non sospesa temporalmente in virtù di un atto cumulativo tra gli articoli 5 comma c della legge Lorenzin ed il 17 bis del 10/04/2017. Ciò metterebbe la sanità reatina già duramente provata, al riparo da futuri tagli previsti dalla legge stessa.

 

Considerazioni conclusive e richieste alla Commissione

Le associazioni di volontariato non fanno sfascismo od allarmismo come qualcuno ha voluto sottolineare, né tantomeno fanno politica. Fanno il loro lavoro che comprende tra l’altro la verifica della bontà del sistema sanità , attività prevista dalla legge . Stanno per definizione accanto ai cittadini raccogliendone richieste, istanze, preoccupazioni. Oggi qui con noi ci sono oltre 18.500 cittadini che in poco più di un mese hanno condiviso e firmato le nostre preoccupazioni, suffragate dai fatti esposti, specie dopo gli eventi sismici che hanno duramente messo alla prova i cittadini Le richieste

Non chiediamo la luna.    La Regione ritiri :

-         Il decreto regionale  219/2014  sul laboratorio analisi,

-         Il decreto regionale U00207 del 20/06/2014  sull’Immunotrasfusionale e

-         raccolga le istanze sulle reti delle anatomie patologiche

-         avvii le procedure circa l’inapplicabilità del decreto Lorenzin sulla realtà reatina in quanto inserita nel cratere sismico analogamente a quanto fatto dalla regione Abruzzo (Delibera di Giunta n. 59 del 2 febbraio 2018), all’essenziale fine di garantire Servizi sanitari necessari all’assistenza ad una popolazione residente in aree interne isolate, e consentire l’immediatezza e l’efficienza dei soccorsi in caso di eventi disastrosi come il sisma.

-         ricopra immediatamente i primariati scoperti per evitare il vero depotenziamento e diminuire la mobilità passiva

-         Avvii, prima possibile, la costruzione di un nuovo ospedale antisismico, in sostituzione dell’attuale a rischio sismico.

 

Solo così si potrà percepire che la Regione mostra attenzione ai territori ed alle realtà provate dagli eventi sismici.

Qualche giorno fa, Don Luigi Ciotti, ha tra l’altro asserito che “…le associazioni devono essere a fianco delle istituzioni pubbliche che funzionano e di pungolo per quelle che funzionano meno”.

 In molti territori l'ospedale è l'unica struttura sanitaria pubblica presente ed è chiaro che scoppia la rivolta quando metti in discussione anche quello…“. Queste parole non sono nostre, sono del Presidente Nicola Zingaretti in una intervista al Messaggero del 16 gennaio 2013. Le abbiamo condivise allora e vogliamo continuare a condividerle anche adesso. Prima che scoppi la rivolta, si mostri da parte della Regione concretezza ed attenzione a quanto esposto :                                    

1)    E’ vero o no che da 1 anno e mezzo che non esiste il primario della chirurgia e che la mobilità esterna  è esponenziale per il continuo turnover dei facenti funzioni che non creano appeal ?

2)    È vero o no che la chirurgia è il cuore dell’ospedale?

3)    E la Medicina ? E la Urologia? Aspetteremo un altro anno quando già i medici di medicina generale hanno dichiarato che invieranno i pazienti altrove?

4)    E’ vero o no che si annullano continuamente le sedute di Risonanza Magnetica per mancanza di medici?

5)    E‘ vero o no che le liste di attesa per le prestazioni programmabili vanno altre l’anno e non sono prenotabili?

6)    E’ vero o no che una tac é stata ferma per 20 giorni perché mancavano i contratti di manutenzione? 

7)    E’ vero o no che saltano le sedute operatorie per gli anestesisti per mancanza di posti letto ?

 

 Il  COORDINAMENTO REATINO DIRITTO ALLA SALUTE e POLITICHE SOCIALI
    ALCLI, AMAR, ANMIC, ASSOC. PARTECIP-AZIONE, AVIS Rieti, CITTADINANZATTIVA TDM Rieti, RIETICUORE

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