Maggio 2017

L'editoriale di Maurizio Festuccia

Orgoglio e Dignità

Salve amici lettori ma, più di ogni altro, questa volta... salve candidati a sindaco!

Avete deciso di mettervi in gioco, di ri...mettervi in gioco, e questo vi fa onore perché vuol dire che sentite la necessità di dare un seguito al lavoro svolto (per chi ne è uscente) e di dare una svolta al lavoro altrui (per chi vuol creare un'alternativa).

Al di là di qualunque personalismo, e/o colore politico, (o ringraziamento, per aver scelto questa rivista per meglio farsi notare, o conoscere) stavolta vorrei rivolgermi a voi come fossimo in un salotto di casa e come penso vorrebbero fare migliaia di concittadini tra quelli che ci stanno leggendo. Rieti è una, sempre la stessa, malgrado proclami di cambiamento di quinquennio in quinquennio, di legislatura in legislatura, intendo: è sempre lei, la NOSTRA Città e noi tutti abbiamo il dovere di difenderla ed il diritto di vederla difesa. Per "Città" intendo, prima di tutto, coloro che vi abitano, che pagano le tasse per la miglioria di qualunque servizio, che vi lavorano (o che tentano di farlo), che vi studiano, che la respirano, che la adorano e che la maledicono al tempo stesso, insomma che la vivono ogni giorno, da sempre. Dico a voi 5: è ora di fare le cose seriamente, non possiamo più permetterci di scherzare, di non vedere, di non sentire, di non capire. Chiunque salirà nella stanza del sindaco, dell'amministratore di questo grande condominio, deve essere certo e consapevole di esserne capace perché una cosa è la raccolta dei voti, un'altra quella dei consensi. Lo slogan di una "Rieti più Bella" non può essere più la pedina di scambio tra un voto ed una promessa, ora è tempo di dare certezze, non più chimere. Personalmente, sono stanco di un immobilismo generale che affonda le radici nei tempi dei tempi, di una demoralizzazione che impigrisce le membra e mortifica le menti, di una depressione che rasenta l'impotenza e non dà respiro ai sogni, di una speranza che si autoalimenta per inerzia e si autodistrugge per sfinimento, di una rabbia concreta per ciò che potremmo avere e per quello che non riusciamo nemmeno a creare, per la mortificazione totale dell'ingegno e delle capacità di molti vilipese ed annichilite da un'ottusità sconfortante. Non è questione di persone, di colore, di bandiere, di proclami, qui c'è bisogno di onestà intellettuale ed un amore, un grande, immenso amore per queste quattro anime dentro quattro mura, affinché le quattro porte principali non siano portoni di un feudo riservato a pochi ma la via di uscita verso realtà più dinamiche, moderne ed aperte della nostra.

Non voglio più vedere l'erba del vicino sempre più verde della mia: pago i miei tributi e voglio (non desidererei) che chi ha in mano i miei soldi li amministri nel modo migliore per farmi vivere serenamente e darmi l'opportunità di mettere al servizio della collettività anche la mia parte di energie, di idee, di sforzo, di contributo. Voi da eletti, io da elettore; voi da sindaci, io da cittadino; voi da governatori, io da governato; voi da amministratori, io da contribuente. Che non voglia essere solo una girandola di nomi, di santini, di manifesti e manifestazioni: qui la faccia non ce la mettete solo voi candidandovi, ce la mettiamo tutti noi, reatini. Noi rispetteremo e sosterremo con orgoglio la vostra scelta di voler governare questo popolo, voi rispettate e date ossigeno alla nostra nel chiedervi di ridare fiato alla dignità che compete ogni essere umano, prima di tutto, senza considerarci più solo delle crocette dentro un' urna... "cineraria". Per favore, e per diritto. Sarà il sindaco di tutti? Me lo voglio augurare anche se non ti ho votato, anche se ti ho votato. Non ha importanza chi vi permetterà di diventare sindaco, l'importante sarà esserlo con la "S" maiuscola, in una città piccola piccola dove spero vivamente vinca la dignità per l'essere umano, sopra ogni cosa.

Ne abbiamo (tutti) fortemente bisogno, ora più che mai!

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