Giugno 2019

SALUTE

OGGI IL CONVEGNO DI NOME OFFICINA POLITICA "ROMA NON SOFFOCHI LA SANITÀ NELLE PROVINCE"

sanità

 

 

NOME Officina Politica ha proposto questa mattina  una riflessione politica di medio termine temporale: uno sguardo su scenari sociali, sanitari, economici partendo da “ciò che è stato” e ipotizzando contesti su “ciò che sarà”, o “che potrebbe essere”. La Sanità come tema centrale di un territorio sempre più sensibile all’argomento, alle prese con dichiarazioni, testimonianze e relazioni non sempre concordanti, con fenomeni e dinamiche complesse, che non possono essere solo inquadrati in semplici “fotografie” anno per anno, ma devono essere esaminati in sequenza, per consentire una più ampia progettualità tecnico-politica e consapevolezza sociale. Titolo del Convegno "Sanita' : segnali di declino o premesse di sviluppo?".

“Sono socio Fondatore di NOME- Officina Politica. E con orgoglio vedo come questa associazione sia presente e attiva nel dibattito cittadino – ha esordito Paolo Fosso - Do il benvenuto a tutti i partecipanti a questo incontro, relatori e spettatori,  perché con la loro presenza rendono vivo e vitale il sogno di NOME: un rinnovato spirito di comunità per immaginare insieme il futuro della Città.”

Dritto al punto come sempre Fabio Andreola “Il concetto di base è che Roma deve lasciare spazio alla sanità nelle province e non soffocarle. Finora, non solo non si sono create eccellenze ospedaliere, ma si è depauperato praticamente ogni singolo reparto del De Lellis e - per quanto riguarda la medicina territoriale - alle guardie mediche si è cambiato solo il nome mentre le case della salute non si sa che fine abbiano fatto. Costruire un nuovo ospedale, anche non “hub”, è auspicabile ed urgente: da qui si può e si deve ripartire, purché si sviluppino almeno un paio di eccellenze ospedaliere nazionali e si integri il futuro ospedale in un nuovo modello di sanità. Forse i tempi sono maturi per voltare le spalle a Roma ed esplorare sinergie proprio con Terni e Viterbo, per iniziare a costruire un nuovo polo sanitario interregionale nell’Italia centrale.”

“Fatte le dovute premesse di carattere economico finanziario riguardo il disavanzo della sanità – ha premesso Daniele Rinaldi - ci chiediamo: la Regione Lazio, negli anni, ha assunto una politica che guardasse anche a principi di equità territoriale? Le scelte intraprese hanno portato benefici tangibili in termini di qualità complessiva dell’offerta sanitaria? La nostra analisi ci portano alle seguenti risposte: un inequivocabile NO alla prima domanda, un timido ed mediocre SI per la seconda, peraltro riferibile solamente alla Capitale.”

Utile il contatto con il territorio rappresentato dalle parole di Francesca Ulizio “Il mio intervento racchiude 20 anni di storia di Alcli e territorio reatino. Da quando cioè cambiammo statuto per allargare i nostri servizi anche agli adulti e iniziammo la collaborazione con il DH oncologico. Passando da acquisto e donazione di varie strumentazioni e arredi per i reparti afferenti le terapie e la diagnostica in campo oncologico ai  servizi offerti dal punto di vista di supporto al paziente e alla famiglia in attesa dei tempi burocratici istituzionali ( presidi, ecc...). E’ appunto dei pazienti che vogliamo parlare, perché sono le persone che dovrebbero essere il centro delle attività di programmazione Socio-Sanitaria a tutti i livelli. Purtroppo, per ragioni di spesa pubblica,  la Sanità è passata ad essere considerata una voce in perdita, mentre la buona salute dei cittadini dovrebbe essere considerata un investimento.

Nel 2014 con il Decreto Ministeriale 70 si è rivoluzionato l’intero sistema con la riorganizzazione per livelli e a farne le spese sono stati i piccoli ospedali di provincia con un bacino di utenza inferiore ai 90.000 abitanti.Vogliamo ricordare i l ruolo del volontariato che in quegli anni attraverso le assemblee permanenti aprì una discussione in merito, cercando di sensibilizzare la popolazione su ciò che stava avvenendo e cercando un confronto con le istituzioni  comunali, provinciali e regionali per scongiurare il rischio concreto del declassamento del nosocomio reatino e ponendo l’attenzione anche sugli ospedali di Magliano Sabina (trasformato in casa per la salute) e del Grifoni di Amatrice che poi ha subito il crollo nel terremoto del 2016. Volontariato che, come coordinamento  unito in un insieme di associazioni, riuscì a scongiurare l’inserimento dell’oncologia nella prevista piastra multidisciplinare salvaguardando i servizi offerti e anzi rinforzando, grazie anche all’accoglimento da parte della presente dirigenza, la realizzazione di un reparto di degenza oncologica, oltre al DH."

Lungo e articolato il convegno al quale hanno partecipato diversi ospiti: il consigliere regionale Sergio Pirozzi, la direttrice dell’Asl di Rieti Marinella d'Innocenzo, per i sindacati confederali Paolo Bianchetti in rappresentanza di Cisl e Cigl, il consigliere con delega alla Sanità ed in rappresentanza del Comune Antonio Boncompagni, Antonio Ferraro per CittadinanzAttiva.  Presenti tra il pubblico Simone Petrangeli,  Giovanna  Palomba, Marino Formichetti della Uill Sanità, i dottori Bigliocchi, Battisti, Mareri, le associazioni di volontariato.. Seguiranno ulteriori approfondimenti.

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