Aprile 2021

LA CGIL SUL NUOVO OSPEDALE DI RIETI

politica

Questo il punto di vista della CGIL FP Rieti Roma Eva, presentato il 6 Aprile 2021 nell’ambito della iniziativa organizzata dalla Camera del Lavoro CGIL Rieti Roma EVA con una diretta Facebook.

"Come premessa, non possiamo fare le nostre considerazioni, se prima non ricordiamo una data, quella del 24 agosto 2016, un giorno scolpito nella memoria di noi reatini, perché fummo svegliati nel pieno della notte da una forte scossa sismica, l’epicentro fu nel comune di Accumoli, ci furono molti morti, danni alle strutture, seguirono, disperazione, scuole chiuse e imprese danneggiate. La nostra Azienda Sanitaria fece tutto il possibile per salvare delle vite umane, tra cui molti giovani.

Nel 2020 ci colpisce la pandemia da Covid 19 e di nuovo si presenta uno scenario di guerra, anche qui la nostra Azienda Sanitaria costituita da professionisti sanitari e non, ha reagito con il massimo della responsabilità. Il COVID 19 ha palesato la necessità di ridisegnare in modo generativo il Sistema Sanitario Nazionale, pertanto alla luce delle conoscenze ormai acquisite dalla pandemia ci viene imposto l’obbligo di pensare al tempo che verrà.

Come FP CGIL Rieti Roma EVA siamo convinti che la realizzazione del nuovo ospedale rappresenti per la provincia di Rieti una chance impossibile da non cogliere, i cittadini vogliono tornare a sperare. Nel Recovery Plan vengono stanziate risorse che serviranno per l’innovazione dell’assistenza sanitaria, ma anche per l’assistenza di prossimità e telemedicina al fine di avere un modello di sanità incentrato sui territori e con meno frammentazioni e differenze regionali.

 Per rimanere anche in linea con gli obiettivi del Recovery Plan, pensiamo che il nuovo ospedale debba erogare servizi il più possibile vicini ai cittadini e ai loro bisogni, allontanandosi dalla visione ospedalocentrica che ormai risulta superata. Noi immaginiamo che il nuovo ospedale debba concordarsi con il territorio, anzi a misura del territorio e viceversa, innovativo e che abbia una integrazione totale con la sanità territoriale, anche dal punto di vista delle politiche sociali e sociosanitarie.

 Il nuovo ospedale può diventare un vero modello regionale di forte integrazione che permetta ai servizi della salute, di lavorare in modo sinergico con il territorio. Rieti risulta logisticamente strategica per servire i grandi numeri della Capitale e lo può fare in modo trasversale, possiamo offrire delle specialistiche di eccellenza da individuare e su cui investire.

 Ed è proprio la vicinanza con la Capitale che può consentire a Rieti di progettare ancora di più, infatti vorremmo che fossero implementate le offerte universitarie già presenti sulle professioni sanitarie, realizzando una connessione con la facoltà di medicina dell’Università La Sapienza, i cui studenti specializzandi potrebbero venire a studiare e lavorare a Rieti. Dobbiamo essere bravi nel costruire tutto questo, la nostra provincia deve aprirsi sempre di più con l’esterno, questo per creare posti di lavoro, sconfiggere la mobilità passiva e la fuga dei professionisti.

Insomma dobbiamo essere attrattivi sia per i professionisti che per gli utenti, dobbiamo rendere la provincia di Rieti un modello ambito per il lavoro, per le opportunità di crescita per i professionisti e per l’erogazione di un’offerta attenta e di qualità da dare ai cittadini.

In sostanza il nuovo Ospedale dovrà essere innovativo sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista tecnologico diventando davvero un Polo di Eccellenza, quindi il punto di partenza intorno al quale far ruotare  tutto un sistema di nuove politiche di welfare, grazie alle quali si verrà a caratterizzare una crescita economica nel breve termine, generata dall’edilizia sanitaria, nel lungo termine dalle eccellenze che verranno individuate.

 Concludiamo - scrive la CGIL - sottolineando come, per quanto riguarda l’Ospedale San Camillo de Lellis, tutti abbiamo la responsabilità di capire come riconvertire la struttura e individuare i possibili scenari di impiego, su questo come Funzione Pubblica CGIL Rieti Roma EVA abbiamo immaginato alcune possibili soluzioni proiettando le nostre idee partendo dalle risorse del territorio della provincia di Rieti restituendo ai cittadini in modo partecipato la opportunità di scegliere e di progettare su come definire l’utilizzo intelligente degli spazi:

 A nostro avviso una parte degli spazi potrebbero essere utilizzati da Enti di ricerca che vogliano fare studi in campo della botanica, dell’agroalimentare, sulle acque o in merito a energie rinnovabili, o nel campo della medicina e delle biotecnologie. Guardiamo solo alla nazione degli Stati Uniti d’America, negli ultimi anni riconvertono le grandi fabbriche dismesse per creare orti botanici e studiare le biodiversità per la salvaguardia del pianeta.

Infine riteniamo opportuno citare il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale nel suo recente discorso alle Camere, ha mostrato particolare attenzione per il mondo giovanile, sempre più lasciato solo. Non possiamo delegare tutto alla scuola, la quale non riesce a sopperire a tutto. Bisogna creare opportunità di lavoro per i giovani, per coloro che non vogliono studiare. Lo Psichiatra Vittorino Andreoli presenta il volto drammatico dell’adolescenza: “Bisogna creare luoghi in cui possano fare, costruire, lavorare, tirare fuori la loro creatività, inventare: questa è la storia dell’artigianato, dell’arte. Ci sono dei ragazzi che hanno manualità, voglia di costruire, di fare, anche nel mondo del digitale, in cui sono bravissimi. D’altronde Steve Jobs era poco più che un adolescente quando ha dato vita al suo progetto e lo stesso per Mark Zuckerberg. Ecco tutto questo per dire che una parte degli spazi potrebbero essere dedicati ai giovani creando una scuola di artigianato a Rieti e dove tutti i giovani d’Italia potranno accedere".

07-04-21

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