Ottobre 2020

SALUTE

NON SIAMO ISOLE: NON BASTANO LE REGOLE

società

Non saranno regole che anche questa volta stenteremo a controllare o far applicare, sarà la responsabilità di ognuno a proteggere il vicino. Non ci saranno chiusure o raccomandazioni che tengano se non ci sarà da parte di ognuno di noi la consapevolezza che non siamo isole: ognuno di noi ha il dovere di preservare il più debole, non a parole, non attraverso le preghiere, ma dimostrandolo con i fatti. Un dottore ieri ci ha consigliato “Dovremmo muoverci come fossimo tutti positivi asintomatici, il virus ha iniziato a circolare in modo importante. Non possiamo normare ogni aspetto, dobbiamo sentirci parte della collettività, con la responsabilità del singolo individuo. Finora abbiamo vissuto di rendita grazie a quanto abbiamo fatto diligentemente, ora stiamo avendo un numero di pazienti che riusciamo a gestire, ciò che preoccupa tutti è l’aumento percentuale che abbiamo costantemente e che ci porta a immaginare un dicembre con pazienti ricoverati in numero considerevole anche in degenza ordinaria oltre ai casi più importanti. Dobbiamo quindi evitare che il numero salga, non è difficile da comprendere. Non possiamo controllare ciò che avviene in ogni casa ma dovrebbe essere chiaro a tutti come sia rischioso invitare altri se ho persone anziane tra parenti o persone più vulnerabili.” La maggior parte dei contagi in questa fase avviene in casa, in famiglia, ma chi introduce il virus è colui o colei che frequenta altri ambiti, che si muove ogni giorno tra la gente e nei diversi luoghi.

“Noi non ne possiamo più – è lo sfogo della proprietaria di un alimentari – dall’inizio abbiamo applicato alla lettera il protocollo: ci confrontiamo con gli altri ed il problema è sempre lo stesso. Queste benedette mascherine che o vengono calzate male o addirittura abbassate per parlarti! Persone che si sporgono oltre la linea di protezione, protendendosi verso te e sopra il bancone. Siamo stufi di doverci relazionare ogni ora con i negazionisti, con chi disconosce regole che noi abbiamo il dovere di rispettare, non solo perché responsabili di quanto avviene all’interno ma anche sanzionabili. Occorre rispetto per tutti. Io ho delle patologie, non vedo perché per lavorare debbo affrontare un rischio che tento in tutti i modi di arginare. Se indossi una mascherina ‘elegante’ e ti accorgi che ogni volta che muovi la bocca scivola, sostituiscila, prendi una chirurgica e soprattutto ricorda che riesco a sentirti anche se parli attraverso il tessuto!”

Dal massimo dell’osservazione delle regole al minimo. Ennesima discussione in un locale qualche giorno fa: una cliente stava lamentandosi con vemenza con una barista che a sua detta non avrebbe indossato la mascherina pur trovandosi dietro un bancone, così come un altro cliente che aveva fatto ingresso prima di consumare: “Ho appena fatto il sierologico a mia figlia, quanti pensate ne dobbiamo fare ancora dinanzi a comportamenti irresponsabili? Così non si va da nessuna parte!” Alla sua uscita spallucce e qualche imbarazzato sorriso, poi un’altra dipendente si avvicina alla cassa con il naso fuori e la mascherina di cotone parzialmente calzata, si strofina il naso e porge lo scontrino, mentre i clienti diligentemente sono schierati con le chirurgiche la cui protezione, come è noto, per chi le indossa è molto limitata, coprendo naso e bocca, servono a impedire la fuoriuscita di secrezioni respiratorie, goccioline e particelle potenzialmente infettanti verso l’ambiente esterno e quindi preservare lei e gli altri. Stessa scena poco più distante, in un negozio l’esercente abbassa addirittura la mascherina per dare il resto, poi salutando la cliente la rimette su! Chi rispetta chi?

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