a cura di Luigi Ricci

Aprile 2017

BASKET

NOI SEMO NOI

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John L. Sullivan, campione del mondo di boxe a pugni nudi dal 1891 al 1898, diceva: “Sono John L. Sullivan e posso stendere qualsiasi figlio di puttana in circolazione”. Questo è forse il primo storico esempio nello sport di trash talking, che significa parlare sporco. Ciò non implica dire per forza parolacce insultando madri, sorelle, fidanzate e mogli degli avversari, accusandoli di qualsiasi turpe perversione. Col trash talking si aggredisce il nemico per intimidirlo e il primissimo antecedente risale al 480 a.C., quando Erodoto narra che alle Termopili i messaggeri dell’imperatore persiano Serse proposero la resa agli spartani dicendo che il loro esercito era così superiore che le loro frecce “avrebbero oscurato il sole”. Ma Leonida non si scompose e replicò: “Bene, così combatteremo all’ombra”.Ma il precedente più importante risale al 18 Giugno 1815 a Waterloo, quando i generali inglesi, dopo aver  bombardato due volte le truppe napoleoniche invitandole alla resa, al terzo invito sentirono il generale Pierre Cambrònne rispondere: “Mèrde!”. Da allora per il trash talking fu tutto in discesa, fino al 9 Luglio 2006, quando Materazzi mandò Zidane fuori di testa. Quella volta in Italia si parlò di provocazione, perché l’arte del trash talking era ancora poco conosciuta mentre negli U.S.A. fioccano gli specialisti.
Playoff NBA 2002, Los Angeles Lakers-Sacramento Kings, cioè i “Re” di Sacramento. Shaquille O'Neal: “I Sacramento Queens (cioè le “Regine”) non mi preoccupano”. E vinse.
Bo Jackson, football: “Se mia madre indossasse elmetto, protezioni per le spalle, una maglia diversa dalla mia e fosse sulla mia strada, le passerei sopra. E io amo mia madre”.

Finale NBA 1997 Utah Jazz-Chicago Bulls, 9” alla fine: 82-82. Fallo su Karl Malone, detto il Postino perché recapita sempre la palla nel canestro, che sta per tirare due liberi. Scottie Pippen si avvicina e gli sussurra: “A proposito Karl, la posta non si consegna di domenica”. Malone sbaglia e Michael Jordan segna il canestro della vittoria.
Boston Celtics-Seattle Supersonics, Larry Bird a Xavier McDaniel: “Ora prendo palla, faccio due palleggi a sinistra, salto dietro la linea da 3 punti e segno”. Quindi esegue e Boston vince. Bird torna da McDaniel: “Mannaggia, ho dimenticato di lasciare altro tempo sul cronometro”.
Cassius Clay contro Sonny Liston, detto il Grande Orso: “Dopo l’incontro costruirò una casetta e userò la sua pelle come tappeto. Liston puzza anche come un orso. Lo donerò allo zoo dopo averlo ammaestrato”. Su Floyd Patterson dichiarò: “Gliene darò così tante che userà un calzascarpe per infilarsi il cappello”. Quindi, divenuto Muhammad Alì, prima di incontrare George Foreman, disse: “Se hanno estratto la penicillina dalla muffa, allora possono fare qualcosa anche con lui”.

E che dire di Roger Goodell riguardo al rivale James Harrison: “Se bruciasse e dovessi pisciarli addosso per spegnerlo, non lo farei”. Infine, mai imitare Mike Tyson: “Voglio strappare il cuore di Lennox Lewis e farglielo mangiare. Gli voglio strappare lo stomaco e mangiare i figli. Il mio scopo principale è di essere professionale, a parte ammazzarlo”.

L’irascibile coach di Indiana University, Bobby Knight: “Quando arriverà il mio momento e cesserò ogni attività, voglio essere seppellito a pancia in sotto, così i critici mi potranno baciare il culo”.

Per l’imminente sfida Virtus Roma-Npc Rieti suggeriremmo, stile Marchese del Grillo: “Noi sémo noi e voi nun siete un cazzo!”.

 

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