a cura di Massimo Palozzi

Febbraio 2021

IL DOMENICALE

MULTE NON PAGATE E CARENZE AMMINISTRATIVE, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

amministrazione

di Massimo Palozzi - L’arrivo della variante inglese del coronavirus ha inaugurato la Quaresima con tempismo perfetto. Uscendo dal recinto Covid in cui siamo reclusi ormai da un anno, non è comunque da sottovalutare la notizia del mancato introito da parte del Comune di Rieti di circa due terzi dei proventi dalle contravvenzioni per violazioni al codice della strada.

Le multe elevate dalla Polizia Municipale nel corso del 2020 e notificate allo scorso 25 gennaio assommano a 3.115.430 euro. Di questi l’ente ne ha riscossi appena 1.232.709, con un saldo negativo di quasi due milioni (per l’esattezza 1.882.721). Il dato che fa più riflettere rimanda alla stima effettuata alla fine del 2019 in sede di bilancio previsionale. Al tempo la giunta aveva messo in conto un ricavo da questa specifica voce di 3.140.000 euro, praticamente proprio quello totalizzato in concreto. A luglio la cifra era stata invece prudentemente tagliata di un milione: l’andamento delle infrazioni nel primo semestre suggeriva infatti di rivedere al ribasso l’ammontare complessivo. Il crollo del 30% dei verbali alla fine di giugno, con 5.883 accertamenti in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, corrispondeva del resto a circa mezzo milione di calo delle entrate. Per evitare squilibri di bilancio, l’amministrazione di Palazzo di Città aveva quindi dovuto correggere la delibera di dicembre 2019 con la quale era stato approvato lo schema di ripartizione delle risorse provenienti dalle multe, limando l’importo atteso.  La realtà ha invece superato ogni aspettativa, a dispetto del diffuso e ripetuto blocco delle attività e della circolazione in occasione delle fasi più acute dell’epidemia. Evidentemente i reatini si sono comportati in maniera davvero indisciplinata nei momenti di “libertà”, oppure i vigili urbani hanno moltiplicato i controlli o, infine, c’è stata una combinazione di entrambi i fattori.

La violazione più ricorrente rimane la sosta vietata, mentre sono notevolmente diminuite le contravvenzioni per i parcheggi sulle strisce blu e per gli accessi non autorizzati nelle aree Ztl. Si tratta in tutta evidenza degli esiti delle decisioni prese dalla giunta di riaprire i varchi al traffico e di non rinnovare la convenzione scaduta il 31 marzo scorso che assegnava a Saba Italia la gestione di 950 parcheggi a tariffa, lasciando gratuiti i posteggi fino alla fine dell’emergenza epidemiologica. A questo provvedimento è seguita a maggio la proroga della gratuità per il periodo estivo, in attesa dell’elaborazione di un piano per la rimodulazione della gestione di tutti i parcheggi cittadini, che però non è stato ancora predisposto. Vale solo la pena precisare che sono rimasti a pagamento gli stalli blu di piazza Cavour, piazza della Repubblica, via Porta Romana e via Micaeli, che rientrano in una diversa convenzione con la stessa Saba in scadenza nel 2028.

L’incertezza normativa sta peraltro creando seri disservizi alle zone del centro dove i parcheggi sono occupati per lungo tempo (a volte l’intera giornata) senza la rotazione consentita dal ticket o dal disco orario, a scapito soprattutto di residenti e commercianti.

Ovviamente il periodo del 2020 in cui è stato elevato il maggior numero di sanzioni va dal primo gennaio al 17 marzo, cioè prima del lockdown, per un controvalore di 838.680 euro e un incasso effettivo di 174.213. Tra il 18 marzo e il 30 giugno gli automobilisti reatini sono stati multati per 553.369 euro, dei quali pagati 158.351. Nella fascia compresa tra il primo luglio e il 28 settembre le contravvenzioni hanno toccato quota 821.627, saldate per 366.702, mentre dal 29 settembre al 31 dicembre sono stati elevati verbali pari a 809.960 euro, contro i 207.256 incamerati. La differenza tra il totale al 25 gennaio e quanto contabilizzato nel 2020 va imputata agli aggiornamenti quotidiani che registrano gli avvenuti versamenti, cosa che tuttavia non altera la tendenza e i suoi significati.

Verrebbe spontaneo leggere questi dati come il risultato delle conseguenze economiche della pandemia. In realtà, si tratta di una vecchia storia che si ripete puntualmente. Secondo uno studio del Sole 24 Ore pubblicato a gennaio dell’anno scorso, tra sanzioni, imposte e multe per violazioni stradali, nel 2018 il Comune di Rieti vantava un credito di oltre 4 milioni di euro, riuscendone però ad incassare solo poco più del 10%. Ancora una volta il capoluogo sabino si poneva nella parte bassa della classifica nazionale per efficienza amministrativa, davanti a Brindisi e Catania e ampiamente al di sotto della media nazionale di riscossione pari al 37,1%.

Il problema della solvibilità dei reatini è serio e di sicuro il Covid ha contribuito a peggiorare la condizione di molte famiglie. Non lo si può quindi liquidare con un’analisi superficiale perché affonda le sue radici in un tessuto in chiara sofferenza. A far da contraltare spiccano in ogni caso i classici furbetti che semplicemente non conciliano pensando di farla franca. I numeri sembrano confermare una simile lettura perché altrimenti saremmo alla catastrofe, se soltanto un reatino su dieci fosse in grado di pagare una multa o le tasse locali (che a dire il vero sono al massimo delle aliquote per ripianare i debiti che scellerate gestioni amministrative del passato hanno prodotto sui conti dell’ente, mandandolo quasi in bancarotta). Le statistiche fotografano in effetti un quadro ormai storicizzato: negli ultimi cinque anni a Rieti sono stati elevati in media 33.336 verbali, per un valore complessivo annuo di quasi tre milioni di euro (per l’esattezza 2.912.250,77) a fronte di un introito di poco superiore a un milione e ottocentomila (1.858.922,59).

Questa considerazione chiama in causa la capacità dei vertici politici di dare risposte concrete al territorio, ad iniziare proprio dal recupero dell’evasione e dei mancati ricavi per le violazioni al codice della strada. Che da sempre rappresentano un capitolo importante nei bilanci degli enti locali, ancorché soggetto a precisi vincoli di destinazione (almeno la metà delle risorse va infatti destinata per legge a interventi, opere o servizi per la sicurezza stradale). Qualche dubbio di etica pubblica sull’utilizzo delle multe per far quadrare i conti per la verità esiste. Di autovelox piazzati ad arte per fare cassa, senza alcun ausilio alla sicurezza stradale, sono piene le strade. D’altro canto, se già prima trasferimenti statali sottoposti a tagli pesantissimi ed entrate proprie erano insufficienti a garantire la tranquillità finanziaria, il Covid ha inferto un colpo ai limiti della sopportabilità anche agli enti periferici. A giugno il Centro Studi di Unimpresa aveva calcolato una riduzione del 20% rispetto alle previsioni. In concreto, nel 2020 i Comuni italiani dovrebbero aver ricevuto circa 7,9 miliardi di euro di minori entrate su un gettito stimato di 37,9 miliardi. Questo sulla carta, come dimostrano i mancati incassi a Rieti. Una vicenda assolutamente rappresentativa delle enormi difficoltà in cui sono costretti ad operare gli amministratori locali ma che al contempo svela le ipocrisie che rendono difficile passare dalla comprensione al perdono nei confronti della classe politica.

Nei giorni scorsi ha fatto rumore lo studio della Fondazione Etica che ha piazzato Rieti all’ultimo posto su 111 capoluoghi per efficienza della pubblica amministrazione. L’opposizione, Pd in testa, ha cavalcato la notizia inchiodando alle proprie responsabilità la giunta e la coalizione di centrodestra che governa la città. Purtroppo però non si tratta di una novità. Già nel maggio del 2019 un analogo report stilato dall’Osservatorio Conti Pubblici Italiani ci collocava in fondo alla graduatoria. La reazione del sindaco Cicchetti fu pronta nell’addossare le colpe a chi lo aveva preceduto: “Sarebbe bene sottolineare che i dati risalgono al 2016” - commentò tagliente - “quindi chiamano in causa la precedente amministrazione comunale che, all’epoca, era già in carica da quattro anni. Insomma, un altro triste primato che abbiamo ereditato e al quale stiamo riparando”. Le ultime parole famose. Passa il tempo, cambiano le maggioranze ma la situazione resta tristemente immutata.

 

21-02-2021

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