Giugno 2019

MOSTRE

MIRABILIA MUNDI

Gli atlanti antichi della Biblioteca Paroniana

cultura

(di Simone Vulpiani) Secondo un’antica leggenda, Atlante, figlio di Giapeto e della ninfa Climene, decise di sfidare Giove, mettendosi a capo dei Titani, per farlo abdicare dal suo trono ma senza ottenere i risultati sperati. I ribelli Titani vennero puniti da Giove, mentre Atlante venne condannato a trasportare sulle spalle e per tutta l’eternità il globo terrestre. Per questa ragione, le prime raccolte a stampa di carte geografiche della fine del Cinquecento, mostravano sulla copertina l’illustrazione di Atlante che teneva sulle spalle il globo terrestre. Da questo preciso momento, il nome venne associato ed usato come nome comune del libro contenente le cartine geografiche.

Certamente la considerazione che abbiamo noi di questi libri è ormai cambiata: i navigatori multi satellitari hanno reso tutto più immediato e pratico. Un viaggio è ormai visto come un semplice passaggio da una parte all’altra, addirittura coprendo distanze enormi in tempi brevissimi avendo a disposizione mezzi di ogni tipo. Pensate a come gli antichi dessero invece maggior risalto ai preparativi alfine di affrontare le peripezie del viaggio. Viaggi pericolosi, lunghi ed incerti in sella ad un cavallo o a bordo di una nave. Divenivano fondamentali le soste e soprattutto l’ospitalità tanto importante, ad esempio, nell’antica Grecia dove le città avevano vere e propri quartieri destinati ad accogliere viaggiatori e pellegrini. Facendo un balzo temporale   al Medioevo si vede come il tema del pellegrinaggio sia ben considerato. Ecco che le mappe dei luoghi conosciuti e visitati assumevano un ruolo fondamentale per chi si avvicinava a mete impervie o comunque inospitali. Era quindi cura degli artisti fornire tavole ed atlanti ben dettagliati utilizzati anche durante la grande epoca delle esplorazioni e delle colonie. E queste pagine possono essere osservate dal vivo lasciando la mente libera di fantasticare intorno ad avventure di tempi antichi dove la pericolosità delle gesta era all’ordine del giorno. Un motivo in più per recarsi nella nostra splendida biblioteca Paroniana sempre capace di meravigliare lo sguardo e l’intelletto di chi sa coglierne la bellezza.

‘Mirabilia Mundi’ è la mostra che potrete visitare, organizzata dall’assessorato alla cultura di Rieti in collaborazione con la Regione Lazio. I grandi atlanti saranno visibili fino a dicembre nella sezione antica, occasione unica per ammirare questo grande tesoro motivo di orgoglio essendo un “unicum” culturale riconosciuto a livello internazionale. Tra le molte opere raccolte trovano posto anche pezzi unici e perfino un’opera donata dalla Regione Lazio ed acquistata precedentemente all’asta internazionale di Christie’s. “Questa mostra e il suo catalogo segnano una valorizzazione del patrimonio librario antico che la Biblioteca ha avviato in collaborazione con la Soprintendenza Regionale ai Beni Librari, ormai da alcuni anni. - ha dichiarato con orgoglio il prof. Gianfranco Formichetti assessore alla cultura del Comune di Rieti - Mediante l’uso di tecnologie evolute gli atlanti antichi sono stati restaurati e digitalizzati per preservarne l’integrità, messa a rischio dal tempo e dall’esigenza di renderli fruibili da parte di un’utenza sempre più vasta.”

“Una raccolta di opere che ci proietta direttamente nel mondo della scoperta geografica e dell’esplorazione avvenuta da parte dell’Europa a partire dall’400 - ha commentato la professoressa Carla Moroni, curatrice della mostra, introducendo il suo lavoro minuzioso per un excursus storico sull’argomento - Sono entusiasta nel vedere tanta gente accorsa, testimonianza dell’interesse che viene tutt’oggi nutrito per il passato ed i suoi tesori. Un plauso va sicuramente anche alla Regione Lazio che ha fornito i fondi necessari per permettere la digitalizzazione di queste opere così preziose ed altrimenti difficili da consultare. Un lavoro lungo ma sicuramente ripagato dall’attenzione dei visitatori che ci onoreranno della loro presenza.”
 Una raccolta di opere di pregevole fattura quindi che spiega attraverso le immagini come doveva essere visto e ipotizzato il mondo secoli fa. Le mappe e gli atlanti a partire dal ‘700 non furono utilizzati solo da naviganti ed esploratori ma usati soprattutto per impreziosire le abitazioni borghesi di tutta Europa. Il tema viaggio intrapreso a scopo commerciale, militare o di conquista, è divenuto fin dall’antichità un topos della narrazione e della poesia che ne hanno fatto una metafora della vita, del desiderio di conoscenza e di ricchezza interiore. Per questo la presentazione della mostra è stata arricchita con alcuni brani poetici riferiti al tema: voci rese eterne dall’arte, così come dalla musica che ne amplifica la portata. Lettori scelti Desirée Proietti Lupi e Vincenzo Parisi, accompagnati dai virtuosismi alla chitarra del M° Giovanni Rossi. Persino nella rappresentazione pittorica non mancano artisti pronti ad introdurre  atlanti e carte geografiche come simbolo di potenza:un nome su tutti il fiammingo Vermeer. Tornando alla mostra, sapientemente digitalizzata e racchiusa in 11 DVD donati agli intervenuti, sarà possibile vedere da vicino opere importantissime per gli esperti del settore ma anche per i semplici appassionati di cartine, atlanti e mappamondi. L”’Atlas” di Gerard Mercator o il “Civitates Orbis Terrarum” di Oertel sono solo alcune delle opere che si andranno mostrando agli occhi dei visitatori ogni giorno, durante gli orari di apertura della Biblioteca.

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