Gennaio 2018

LIBRI

METTI VIA QUEL CELLULARE

A Rieti Aldo Cazzullo del Corriere della Sera

società

(di D.D.C.) Nell'ambito dei festeggiamenti per San Francesco di Sales, dopo l'incontro di riflessione avuto con i giornalisti nella mattinata, grazie all'invito del Vescovo Domenico Pompili, Aldo Cazzullo si è trasferito nel pomeriggio all'Auditorium Varrone.
Un pubblico attento, curioso e partecipativo ha preso parte all’incontro organizzato per la presentazione del suo nuovo libro. Insegnanti, alunni, genitori, nonni, si sono riconosciuti in quell’esortazione ‘Metti via quel cellulare’ titolo della pubblicazione. L’autore forte della sua decennale attività come giornalista del Corriere della Sera ha sollecitato diversi spunti di riflessione, portando avanti in maniera più o meno equilibrata le ragioni della sua generazione e di quella dei propri figli nel considerare opportunità e pericoli che questo piccolo strumento, chiave di entrata nel mondo sterminato della Rete, comporta.

 “Non sappiamo dove conduca questa rivoluzione: meraviglioso conoscere tanti luoghi e rimanere in contatto con tante persone lontane, acquisire informazioni immediate, ma non vorremmo dimenticare cosa significhi giocare una partita a pallone, il tempo speso su un libro, fare una chiacchierata guardandoci negli occhi… Noi avevamo tempo, molto più tempo, anche per annoiarci.
I ragazzi sono sempre occupati perché sempre connessi, la Rete dà dipendenza, siamo come criceti nella ruota. Ed ognuno affida un messaggio all’oceano sperando arrivi nelle mani di un soccorritore che non c’è. Il cellulare in realtà è uno specchio e l’immagine su cui siamo chini è sempre la nostra: vogliamo far sapere al mondo cosa stiamo vedendo, mangiando, dicendo. E se il mondo rimane indifferente e  nessuno ascolta, per farsi sentire si avverte il bisogno di alzare la voce  dando vita ai grandi scontri verbali sui social.”
Pericoloso affidarsi completamente, sarebbe opportuno governare noi stessi il mezzo a disposizione che, al contrario di quanto molti credono non concede tutto gratuitamente. “La Rivoluzione della Rete è la prima in cui i Padroni sono considerati come ‘buoni’, dei benefattori. In realtà ci fregano tre volte: prendendo i nostri contenuti (in alcuni casi lavoro) gratuitamente, rastrellando pubblicità e non pagando tasse.”

“Con un post, un video, una foto si può ottenere un consistente di click, aiutando dei perfetti sconosciuti a diventare improvvisamente famosa e ci si ‘brucia’ in un attimo. Quello che ieri era il futuro, oggi addirittura non esiste più, pensate al floppy disk, al fax che sembrava doverci cambiare la vita. Lo smartphone ha sostituito tutto: sveglia, orologio, cronometro, bussola, macchina fotografica (avreste mai immaginato che la Kodak fallisse?), ha preso il posto della microcamera….  Per i figli non è un telefono, loro non parlano al cellulare, avete fatto caso che quando li chiamate non vi rispondono? Lo tengono in modalità ‘silenzioso’. Lo usano per inviare messaggi agli amici. E’ il trampolino per gettarsi in quel mare immenso che è la Rete che ha cambiato tutto: la famiglia, i rapporti tra persone, l’economia, la politica. Siamo tutti cyborg esseri viventi con protesi meccanica, il cellulare è la nostra scatola nera, sa tutto di noi.”

Tutto è moltiplicato in modo affascinante, anche i pericoli. Un’emergenza educativa da affrontare uniti, famiglia, scuola istituzioni, in cui si innesta anche la questione attuale dell’uso del cellulare in classe “Abbiamo avuto tre indicazioni contraddittorie fatte da Ministri dello stesso partito, credo non spetti alla politica deciderlo ma all’insegnante, è una questione di fiducia nei confronti dei propri alunni.”

 

 

 

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