Agosto 2018

PROVINCIA

MANIFESTO SOTTOSCRITTO DAGLI EX SINDACI SULLO SVILUPPO DELLA VALLE DEL TURANO

amministrazione

Ecco il manifesto sottoscritto dagli ex sindaci di Collegiove, Paganico Sabino, Turania e dall'ex vice sindaco di Collalto Sabino in ordine alle problematiche attuali che attanagliano la Valle del Turano e alle possibilità di sviluppo futuro del territorio.

"Nel maggio del 2014 nella Valle del Turano si rinnovavano sette amministrazioni comunali su undici.

I comuni interessati erano quelli Castel di Tora, Colle di Tora, Collegiove, Longone, Paganico, Rocca Sinibalda, Turania. Di questi ben sei torneranno al voto nella prossima primavera, senza Rocca Sinibalda che è andata a elezioni anticipate nel giugno scorso insieme a Belmonte, ma che comunque sono sempre la maggioranza.

In quattro di questi comuni a livello elettorale si è registrata una forte cesura tra le vecchie amministrazioni e quelle che sono subentrate; nel quinto, Collegiove, questa cesura si è rivelata dopo qualche tempo dalle elezioni ma è stata addirittura più traumatica delle altre.

Turania, invece, pur nella continuità, ha visto prima un scarsa partecipazione di cittadini alle  elezioni e poi una forte emorragia di consiglieri di maggioranza che hanno lasciato il Consiglio con pochissimi componenti.

in questa sede, senza entrare in alcun modo nel merito delle singole questioni locali e senza dare un giudizio sulle capacità dei nuovi primi cittadini e delle loro squadre di governo nell’affrontare le molte tematiche sul tappeto e supportati dal sempre valido motto secondo il quale “gli elettori hanno sempre ragione”, a noi preme solo sottolineare che tutto ciò ha ovviamente provocato un forte rallentamento delle attività interne e intercomunali con grave pregiudizio per gli interessi dei cittadini dei singoli comuni e della loro economia.

Dal 2014 è infatti venuta meno la capacità di lavorare insieme per ottenere risultati migliori in tutti gli enti ma soprattutto quella di avviare a livello intercomunale progetti di grande prospettiva nei campi dell’associazionismo, di una progettazione zonale, di una forte richiesta verso le istituzioni superiori o intercomunali per favorire lo sviluppo economico e sociale della Valle del Turano, di una visione di insieme da presentare in ambiti ufficiali o incontri di vario genere per migliorare i servizi pubblici o privati in tutto il territorio.

Piano piano si sono smantellate le varie occasioni di incontro e di discussione, dalla riunioni del Consiglio della Comunità Montana divenuto solo il luogo di ratifica delle decisioni prese della Conferenza dei sindaci agli incontri itineranti e poco partecipati della Comunità di Parco, ai semplici contatti, pur sempre utili, tra amministratori nelle varie manifestazioni o nei vari convegni  snobbati da quasi tutti. E la cosa è ancora più grave in presenza di una crisi istituzionale ed economica delle province che in precedenza facevano da indispensabile collante sia tra le varie amministrazioni locali sia con quelle superiori.

 

Non ha sortito alcun effetto neanche la nota inviata al Presidente Comunità Montana del Turano da alcuni consiglieri comunali dopo l’approvazione della legge regionale 17/2016  sul “Riordino delle Comunità Montane del Lazio e loro trasformazione in Unioni di Comuni montani”.

Con quella lettera veniva posto il problema dell’adeguamento del futuro ente montano turanense alla realtà territoriale, amministrativa e sociale della  Valle.  Con essa per la nostra zona del Turano veniva ipotizzata la costituzione di tre nuove Unioni di Comuni Montani all’interno delle quali svolgere le funzioni fondamentali dei Comuni; funzioni distribuite tra i comuni che le comporranno con il risultato, da un lato, che i cittadini verrebbero serviti meglio con minori spostamenti e con minori costi mentre, dall’altro lato, i nostri enti continuerebbero a svolgere la loro funzione di baluardo della democrazia in territori già drammaticamente dimenticati da tutti grazie alla dislocazione al loro interno di parte delle funzioni comunali accorpate (ne verrebbero in media tre per Comune), funzioni scelte anche sulla base delle professionalità presenti tra il personale che ora vi opera.

In essa si chiedeva l’avvio delle necessarie iniziative politiche e di coinvolgimento del Consiglio comunitario, dei Sindaci e degli altri amministratori, delle varie realtà associative locali affinché dal 

basso si potesse costruire: “La proposta della Valle del Turano  sulle nuove Unioni di Comuni Montani”.

Da allora non è successo nulla e così ora si rischia di subire le prossime decisioni della Regione con la probabile costituzione di una sola Unione montana che  sarebbero deleterie per tutti ma soprattutto per i comuni più piccoli, comuni che rischiano di veder scomparire la classe burocratica comunale per i continui pensionamenti senza ricambi validi in grado di rispondere alle sempre più pressanti norme burocratiche, di essere costretti a chiudersi sempre più in se stessi.

Ma ormai a nessuno sfugge, amministratori in carica o ex amministratori, cittadini che vivono la realtà politica, sociale ed economica di questo territorio o che sono semplicemente attenti a quello che succede intorno a loro l’importanza del momento che dovrebbe vedere come fondamentale e urgente prendere coraggiose e congiunte  iniziative per arginare quella deriva verso il disfacimento totale del tessuto di questi territori cui siamo tutti attaccati.

E tutto ciò mentre tutto il resto è in una fase di continua evoluzione che bisogna intercettare e guidare per il bene di tutti.

Occorre avviare iniziative comuni per ampliare e diffondere su tutto il territorio comunitario il positivo avvio registrato negli ultimi tempi dall’esplosione del “turismo lento” dei Cammini naturalistici e di fede; consolidare la presenza della Lega Navale nei due Comuni del centro lago e estenderne l’attività anche oltre nel pieno rispetto delle pari opportunità; creare reti di “interessi diffusi” che rendano interessanti i soggiorni delle persone che si avvicinano in misura sempre maggiore al territorio  con visite coordinate ai castelli di Collalto, Orvinio e Rocca Sinibalda, al museo di arte moderna di Turania e a quello “diffuso” di Posticciola, al polo archeologico di Monte San Giovanni, al Belvedere di Paganico, alla Casa Museo Angelo di Mario di Vallecupola, al Borgo di Antuni che ancora non viene sfruttato appieno, accelerare il processo di avvio delle “Aree interne”, valorizzare ulteriormente il lago e renderlo più visibile dalla strada provinciale, ecc.

Occorre favorire una forte gestione turistica professionale territoriale in accordo con i singoli operatori e con le associazioni professionali e di categoria locali e provinciali, con l’augurio che tutti  sappiano mantenere quell’equilibrio tale da potersi confrontare con tutti i futuri protagonisti della politica e delle amministrazioni.

E’ necessario, approfittando anche delle nuove misure regionali di sostegno al settore, valorizzare sia l’agricoltura che l’allevamento anche con il ripristino dell’ormai quasi dimenticato “mattatoio comunitario”, la creazione di adeguate stalle sociali e di attrezzature per la trasformazione del latte, la realizzazione di specifici marchi di origine controllata sui prodotti agricoli quali quello comunale De.Co. per la castagna e il tartufo.

 

In prossimità delle elezioni 2019, ci auguriamo che su queste posizioni si ritrovino molti di quelli che si candideranno nelle varie liste anche contrapposte perché poco imposta se poi saranno in maggioranza o in minoranza, andando essi a far parte di quella Comunità montana (o quello che sarà) nella quale vogliamo che ritorni un confronto di idee e di progetti.

Ci auguriamo anche che su questa linea si ritrovino anche gli amministratori dei comuni non interessati al voto ma che potrebbero far parte di questo nuovo progetto unitario denominato “Intesa per la Valle del Turano” da concretizzarsi in una associazione (o conferenza permanente) tesa all’avviamento dell’iter di convenzionamento dei servizi tra i comuni in aree omogenee, alla mutua assistenza tecnico giuridica ed amministrativa dei soggetti partecipanti, alla promozione di iniziative culturali di incontri e convegni su tematiche socio economiche del territorio, all’adozione di una strategia condivisa nell’ambito delle rappresentanze sovra comunali che debbono tornare ad essere i luoghi in cui si discute dei problemi veri di grande spessore che abbattano l’attuale apatia, alla nascita di un movimento che abbia riferimenti in tutte le amministrazioni del territorio sia in posizione di maggioranza che di minoranza, all’istituzione di una assemblea dei capigruppo municipali del movimento aperta anche a partecipazioni esterne, all’apertura a comuni contigui 


 

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