Settembre 2018

NEWS

MAI IN TSO L'AFGANO RESPONSABILE DEGLI ULTIMI EPISODI IN CENTRO

sicurezza

Non sarebbe stato sottoposto a TSO l’uomo, afgano, resosi protagonista di diversi fatti di cronaca capaci di calamitare l’attenzione dei media (aggressione dipendente cooperativa, minacce al barista, sasso contro un esercizio commerciale, ecc).

Probabilmente nessuno ha ritenuto ci fossero estremi per  un trattamento obbligatorio nel caso sia passato attraverso dei controlli specialistici.

Come sarebbe bene comportarsi in questi casi? Lo abbiamo chiesto a chi lavora sul campo “Di solito le Cooperative che hanno in carico individui ‘disturbati’ dovrebbero  rivolgersi al CIM e con i responsabili stabilire una terapia. Ci sono comunque 28 progetti in Italia per disagio mentale. Basta rivolgersi allo SPRAR D.M. Nonostante la burocrazia italiana,  in 20 giorni/un mese dovrebbe attivarsi il trasferimento in un centro specializzato.”

Ci auguriamo sia questa la strada scelta, se è vero come sembra che molti uffici si stiano interessando al soggetto in questione. Quanto all’aspetto giudiziario occorrerà verificare se i fatti siano perseguibili d’ufficio o attraverso querela.

Qualcuno invocherà il TSO ma anche in questo caso è bene conoscere alcuni aspetti:

Come funziona il TSO

Con il termine Trattamento Sanitario Obbligatorio si intendono una serie di interventi sanitari che possono essere applicati in caso di motivata necessità ed urgenza, e qualora sussista il rifiuto al trattamento da parte del soggetto che deve ricevere assistenza. Il TSO è disposto con provvedimento del Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria del Comune di residenza o del Comune dove la persona si trova momentaneamente, dietro proposta motivata di due medici (di cui almeno uno appartenente alla Asl di competenza territoriale).

Spesso si associano erroneamente i TSO alle sole patologie psichiatriche; in realtà i TSO possono essere disposti per qualsiasi causa sanitaria, come ad esempio per le malattie infettive dove il rifiuto di un trattamento potrebbe rappresentare una minaccia per la salute pubblica.

Il trasporto del paziente in struttura ospedaliera, nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (Spdc), deve essere operato dal servizio di emergenza extra-ospedaliero in collaborazione con l'organo di polizia locale del comune di riferimento.

La procedura termina con la convalida del provvedimento del sindaco da parte del giudice tutelare di competenza che, attraverso il messo comunale, riceverà gli atti entro 48 ore dalla loro emanazione.

Qualora delle tre condizioni sussistano solo le prime due, e quindi il trattamento sanitario possa essere adoperato al di fuori del contesto ospedaliero (ad esempio a domicilio con attivazione di visite domiciliari), il sindaco può optare per il TSO extra-ospedaliero, il cui scopo è quello di incidere meno negativamente sulla vita del paziente.

Il TSO deve essere considerato come un’eventualità del tutto eccezionale, attivabile solo dopo che tutti i tentativi di ottenere un consenso del paziente siano falliti e di durata limitata nel tempo (massimo sette giorni rinnovabili, qualora sussistano ancora le condizioni, su richiesta di uno psichiatra).

Il TSO, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione, deve svolgersi nel rispetto della dignità della persona e può essere trasformato, in qualunque momento, in ricovero volontario su richiesta del paziente.

(nella foto le immagini di un intervento per TSO)

 

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