Ottobre 2019

REGISTRO DI CLASSE

L’ADOLESCENTE OGGI

Istruzioni di dialogo tra esperti, insegnanti e ragazzi

formazione

(di Deboraha Alessandrini) Si è svolto venerdì 20 settembre all’ I.I.S Celestini Rosatelli il primo dei sei incontri previsti nella fase uno del progetto “Adolescenti oggi – aspetti affettivo relativo relazionali e prevenzione di eventuali disagi, dipendenze e patologie”. Il seminario, partendo dalla tematica della dismorfofobia, ha visto la partecipazione di una quarantina tra docenti, formatori ed educatori che, stimolati dalle parole degli specialisti Luca Giorgini (autore del testo Dismorfofobia - Quando vedersi brutti è patologia) e Carla Renieri, hanno animato il dibattito con le loro esperienze dirette ed interessanti domande e riflessioni. Il secondo incontro nella sede del Liceo Artistico di Rieti ha affrontato un altro tema molto caro agli insegnanti che quotidianamente si relazionano con studenti adolescenti a volte in ‘crisi’; gli attacchi di panico. Occorre chiarire i termini. Occorre chiarire un linguaggio spesso confusivo e falso, ed uno degli obbiettivi dei seminari e dei libri che li accompagnano è proprio questo. Il progetto, promosso dall’associazione Cittadinanzattiva Rieti, dalla casa Editrice L’asino d’oro e dalla Fondazione Varrone che, grazie al suo contributo permette la realizzazione di questa importante iniziativa, è composto di tre fasi. La prima fase - dal 20 settembre all’ 8 novembre - prevede sei distinti incontri formativi tra tutti gli insegnanti interessati e gli autori dei libri, tutti psicoterapeuti, psicologi, psichiatri o insegnanti con una pluriennale esperienza e formazione alle spalle. Durante gli incontri verranno consegnati i libri alle docenti delle classi che hanno dato la loro adesione e prenderà il via la seconda fase del progetto ossia quella della lettura in classe del testo. I ragazzi lavoreranno sui temi e faranno emergere domande, riflessioni, idee o potranno produrre propri elaborati personali (video, disegni, racconti, canzoni ecc ecc) che porteranno alla terza ed ultima fase nella quale gli autori incontrano gli studenti per rispondere alle loro domande ed ascoltare i loro pensieri liberamente espressi in varie forme. Il progetto nasce dalla consapevolezza di come l’adolescenza sia  una fase complessa della vita, che racchiude in sé un cambiamento fisico ed uno sviluppo della mente, che dovrebbe permettere di affrontare l’inevitabile trasformazione dell’identità, la comparsa della sessualità e l’inserimento nella società. In questa fase l’adolescente va incontro ad una ‘crisi’, che può essere fisiologica (gli permette di crescere), ma può divenire patologica. I libri della casa editrice L’asino d’oro vengono usati come strumento, come “grimaldello” culturale per raccontare ai giovani cosa c’è alla radice di patologie come la depressione, oppure di comportamenti violenti come lo stalking e il bullismo, o dei fenomeni legati al razzismo e alle dipendenze dalle tecnologie digitali, l’uso e l’abuso di alcool e sostanza stupefacenti. Ma anche - e soprattutto - per far parlare i giovani di sé. Da questa consapevolezza risulta necessario e non più prorogabile attuare interventi preventivi realmente efficaci realizzando una rete tra operatori della salute mentale ed insegnati, da sempre osservatori privilegiati del mondo adolescenziale. La cultura della prevenzione è il primo tassello per intervenire in tempo, quando le prime avvisaglie di sofferenza si manifestano e la scuola è sempre più importante per la costruzione di una società che permetta la piena realizzazione delle potenzialità degli esseri umani e il loro benessere. L’adolescente trascorre gran parte della propria esistenza e del proprio tempo a scuola e la relazione con i pari e i docenti diventa centrale nel suo sviluppo. I docenti si trovano quindi in una posizione strategica rispetto al mondo adolescenziale, meritandosi la definizione di primi gate-keepers (letteralmente “guardiani”) dei ragazzi. Ma se la scuola rappresenta una delle principali agenzie formative nell’età evolutiva, può permettersi di essere assente? Può rimanere ancorata alla semplice trasmissione di un sapere, prescindendo da chi questo sapere lo incontra, lo ascolta, lo interiorizza? Può occuparsi solo di ciò che lo studente sa o dovrebbe sapere e non di ciò che lo studente è? Può permettersi di ignorare le legittime domande degli studenti, i quali esprimono esigenze sempre più evidenti sia rispetto alle normali difficoltà fisiologiche legate all’età, sia rispetto a vissuti più drammatici che, nella maggior parte dei casi, sono alla base dell’insuccesso scolastico? Con il progetto “L’adolescente oggi. Aspetti affettivo-relazionali e prevenzione di eventuali disagi, dipendenze, patologie” si vuole offrire la possibilità di prevenire, affrontare e comprendere tematiche adolescenziali che a scuola sono sempre state evitate, forse a causa dell’assenza di strumenti e conoscenze adeguate. Tra gli obbiettivi ci sono quindi: perseguire la prevenzione dei comportamenti a rischio, rendere noti i fattori di rischio e le modalità di riduzione degli stessi, promuovere la cultura della salute diffondendo informazioni e chiarimenti che, attraverso gli allievi, giungano alle famiglie e al territorio, valorizzare le esperienze e le riflessioni personali dei ragazzi sulla loro crescita. Pur nella diversità dei punti di vista, dal dialogo con i dirigenti scolastici e gli insegnanti è emersa una visione condivisa e comune sulle difficoltà che si incontrano davanti a fenomeni più o meno gravi, situazioni a rischio o già conclamate. Le domande e le richieste, finora rimaste inascoltate, trovano una risposta e strumenti adeguati nel percorso progettuale, nelle risposte e nelle parole degli esperti, nei loro libri.

Se hai perso un incontro o vuoi rivederlo puoi seguire la pagina Facebook L’adolescenteoggirieti.

 

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