Dicembre 2018

LORENZONI "SENZA SICUREZZA SALARIA NESSUNA RIPRESA DEL TERRITORIO"

sicurezza, viabilità
Oggi è successa un'altra tragedia sulla Via Salaria, la più grave. Due morti tra cui un Vigile del Fuoco, 17 feriti tra cui 5 in codice rosso. L'Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio e tutto il Governo, da Luigi Di Maio a Matteo Salvini, dai Ministri Giulia Grillo e Riccardo Fraccaro, è vicino ai familiari delle vittime e alle persone in gravi condizioni. Persino il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime cordoglio per le vittime e tutta la solidarietà ai nostri angeli soccorritori.
Salgono per ora a 9 le vittime dell'ultimo mese che si sono registrate sulla Via Salaria, o Via "Malaria", come giustamente ha ricordato il Vescovo di Rieti in uno dei funerali delle giovani vittime di questi giorni. Una strada maledetta, come ci ricordano i mazzi di fiori e gli epitaffi che la costeggiano, eppure è la principale strada di accesso al cratere sismico, che significa, di nuovo, morte e distruzione.
Per due ore, con la Salaria chiusa, senza collegamento ferroviario, per arrivare a Rieti occorreva passare da Terni piuttosto che inerpicarsi tra strade provinciali tortuose. 
Pochi giorni fa abbiamo presentato due interrogazioni, una parlamentare e una regionale, per sollecitare la messa in sicurezza della strada statale. Se le risposte non saranno soddisfacenti, non avrò timore di dirlo.
Non ci sarà ripresa sociale ed economica del Centro Italia senza infrastrutture adeguate.
condividi su: