Settembre 2019

REGISTRO DI CLASSE

LO JUCCI AL FESTIVAL DELLA FILOSOFIA

scuola

(di Chiara Del Soldato) Come di consueto il Liceo scientifico Carlo Jucci di Rieti ha partecipato al Festival della filosofia di Modena con una classe virtuale, costituita da 43 alunni provenienti dalle varie quinte, accompagnati dalle professoresse Soave Miccadei, Adriana Martelli e Chiara Del Soldato.
Partenza giovedì 12 settembre e ritorno domenica 15, per un’immersione totale nell’elettrizzante clima dialettico del festival, che si è dato quest’anno come tema l’individuo.
Sono un uomo, nulla di ciò che è umano mi è estraneo, traduzione del terenziano homo sum, humani nihil a me alienum puto, è stato il motto dell’edizione, che ha visto come ospiti, tra Modena, Carpi e Sassuolo, personalità come Recalcati, Cacciari, Galimberti, Cambiano, Mori, Bettini, Dionigi, Flores D’Arcais, Marzano, Augè e molti altri.
Districandosi tra una lectio magistralis e l’altra, tra una città e l’altra, i ragazzi hanno ascoltato l’ indagine sulla Politica di Aristotele di Giuseppe Cambiano, riflessioni sulla possibilità di una pace perpetua, ispirate dall’omonimo testo kantiano al professor Mori, approfondimenti sui diritti umani inalienabili, effettuati da Maurizio Bettini, valutazioni sul concetto di straniero, profugo, esule stimolate da Ivano Dionigi, considerazioni sul concetto di libertà individuale, applicata alla possibilità dell’eutanasia.
Al Teatro Storti hanno poi assistito allo spettacolo, Quando la vita ti viene a trovare, un dialogo immaginario tra Seneca e Lucrezio scritto da Ivano Dionigi, dai temi antichi eppur attualissimi.
Tra le più affascinanti lezioni, di certo quella di Recalcati, Il gesto di Caino, su identità e alterità e quella di Galimberti, Siamo uno o molti?, una riflessione pessimistica sul mondo contemporaneo, in cui tutti siamo funzionari di apparati e schiavi della tecnica che si autopotenzia per diventare ancor più desiderabile.
Forse, però, la più stimolante per i giovani è stata la lectio magistralis Quis es homo? di Massimo Cacciari, che mettendo a confronto la dimensione verticale dell’uomo nel Medioevo con quella orizzontale nell’Umanesimo, ha fatto riflettere sul percorso che ognuno di noi dovrebbe effettuare. Chi vuoi essere uomo, cosa hai deciso di diventare? sono diventate domande stimolanti e incalzanti, un monito per i ragazzi diciottenni talvolta ancora disorientati, ma anche per i numerosi adulti presenti.
Il clima estivo e la bella Modena sono state poi le cornici ideali di un bellissimo lungo week end di cultura, riflessione, condivisione.

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